Sasà Campilongo fa impazzire Avellino e ricorda Adriano Lombardi

Da quando l'ex attaccante della Casertana è approdato in Irpinia i biancoverdi hanno iniziato a mancinare gioco e punti. Il tecnico sogna una dedica speciale...
I miracoli calcistici alle volte sono possibili. Salvatore Campilongo né la chiara testimonianza. Quando l'indimenticato bomber della Casertana lo scorso 7 ottobre aveva deciso di accettare la panchina dell'Avellino in molti avevano indicato la sua scelta come una sorta di suicidio. Giocarsi la prima carta in serie B alla guida di una squadra con evidenti limiti come quella irpini poteva essere una sorta di suicidio. Ed invece Campilongo ha dimostrato ancora una volta come il lavoro e la preparazione paghino anche in situazioni a dir poco disperate. Qualcuno ad Avellino sperava che la ventata di freschezza potesse ridare speranza ai biancoverdi, ma da qui a pensare in un brusco cambio di registro ce ne passava. Da quanto Sasà ha preso i mano le redini di quella che era una squadra allo sbando, l'Avellino non sa più quale sia il sapore della sconfitta. Risultati su risultati, soprattutto in quelle gare in cui il pronostico è tutt'altro che dalla tua. La vittoria di sabato in un campo difficile come il Del Conero di Ancona conferma quanto detto. CHE RUOLINO! - Dieci punti in sei partite, frutto di due vittorie e quattro pareggi. Le vittorie con Bari ed Ancona i fiori all'occhiello, ma anche gare come quelle contro Mantova in cui i biancoverdi si sono visti raggiungere allo scadere oppure il pari interno con il Sassuolo con qualche decisione arbitrale discutibile. Per la prima volta l'Avellino si ritrova fuori dalla zona retrocessione; non accadeva da tempo immemore. Una vera e propria impresa considerando le difficoltà come le quali il tecnico ha dovuto e deve fare i conti. UNA DEDICA SPECIALE - Ha chiare le idee Campilongo: “Una salvezza da dedicare ad Adriano Lombardi”. L'emergente allenatore non ha dimenticato un personaggio che ha scritto la storia del calcio irpino da giocatore ed allenatore. Ma per chi come lui ha Caserta nel cuore, il compianto allenatore scomparso il 30 novembre dello scorso anno rappresenta soprattutto il condottiero di quella Casertana che nella stagione 1990-91 conquistò la promozione in serie B. Quelle lacrime di gioia del 'Rosso di Ponsacco' resteranno indelebili soprattutto nella mente di quegli sportivo casertani che hanno vissuto quei momenti irripetibili. Insomma Campilongo conferma ancora una volta come sia profondamente legato ad un passato glorioso e ricco di emozioni.
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