Campilongo all'Avellino. L'ex Casertana approda finalmente in cadetteria

La voglia di tornare in panchina era talmente tanta che l'ex rossoblu non si è fatto condizionare dagli evidenti limiti di una squadra che occupa saldamente la coda della classifica
Dalla D alla B in sei anni. Quella di Sasà Campilongo è stata davvero una gavetta importante. Le ha viste di tutti i colori, facendo i conti con tutte le difficoltà che il calcio italiano offre ad ogni livello. Da ieri pomeriggio l'ex attaccante della Casertana è il nuovo allenatore dell'Avellino. Il suo nome era nell'aria già da qualche giorno e, dopo l'ennesimo ko, questa volta ad opera dell'Ascoli, i fratelli Pugliese non hanno avuto dubbi, esonerando Incocciati e chiamando a sé Campilongo. L'ESCALATION - Ancora una panchina campana per lui. Tutto ebbe inizio nel 2002, quasi per caso. Gli fu affidato il compito di costruire la Casertana che avrebbe dovuto dare l'assalto al professionismo con Eziolino Capuano in panchina. Quando, poi, quest'ultimo decise di andar via per 'incompatibilità' con la categoria, allora Campilongo si ritrovò a tenere tra le mani il timone rossoblu. Da quel momento è stata una continua escalation. A Cava la stagione della consacrazione. Dalla C2 a sfiorare la serie B nei play-off. Un passo tanto breve, ma tutt'altro che semplice. Dopo essersi guadagnato la palma di rivelazione per Campilongo sembrava prospettarsi un futuro in cadetteria o persino in massima serie dove la scorsa stagione la Reggina sembrava intenzionata a puntare su di lui. Non se ne fece nulla, e l'idolo del Pinto decise di tentare la fortuna in C1 con il Foggia. Ma l'avventura pugliese si è rivelata una grandissima delusione, culminata con l'esonero. Nell'estate da poco terminate tante voci, ma nessuna offerta concreta. Si era parlato persino di un suo eventuale approdo in Terra di Lavoro, sponda del Real Marcianise, ma tutto rimase soltanto una delle tante supposizioni di calciomercato. IL 'SALVATORE' DELLA PATRIA - Era tanta la voglia di tornare in pista, a tal punto che di fronte alla prospettiva di allenare finalmente in cadetteria, Campilongo ha deciso di mettere da parte le mille incertezze e le migliaia di perplessità che aleggiando attorno all'Avellino. Ultimo in classifica con ancora un punto da penalizzare da cancellare. Un -1 che fa ancora bella mostra di sé. Cinque sconfitte, due pareggi e nessuna vittoria, e in più appena due reti segni a fronte degli otto gol subiti. Parlare di miracolo sembra essere prematuro, ma fatto sta che il compito di Campilongo sarà tutt'altro che semplice.
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