'Rendete orgogliosa la vostra gente', la curva B si prepara per la Champions

In campionato il Napoli sembra affetto dalla sindrome "San Paolo", la testa è già alla sfida contro l'Arsenal

Il Napoli affetto dalla sindrome "San Paolo". Se un tempo il terreno di gioco di Fuorigrotta era un vero e proprio bunker per gli azzurri dove macinavano prestazioni perfette e vittorie convincenti, da un mese a questa parte è proprio lo stadio partenopeo a dare i maggiori problemi ad Albiol e compagni. Dopo la sconfitta di misura contro il Parma, arriva un pari contro l'Udinese, davvero stretto per com'è maturato. Il Napoli, in vantaggio 2-0 fino al 45' del primo tempo, si è fatto rimontare dai bianconeri, causa una serie di errori difensivi ed a centrocampo davvero grossolani. A nulla è servito il tris di Dzemaili, con la nuova risposta all'80' di Basta che regala un punto all'undici di Guidolin. Sembrava che si sarebbe potuto conquistare l'intera posta in palio ed invece una gara fatta di luci ed ombre ha complicato ancor più un campionato che vede la capolista Juventus ormai in fuga solitaria, ed un distacco dalle inseguitrici che ormai non è più così corposo. Parecchi problemi di formazione alla vigilia per Benitez, che deve fare a meno dell'infortunato Hamsik, dello squalificato Britos, di Behrami non al top della forma e dell'acciaccato portiere Reina. Al posto dell'estremo difensore il suo vice Rafael, all'esordio stagionale in serie A in maglia azzurra. La prestazione del brasiliano purtroppo non è stata assolutamente convincente, forse complice della prima gara disputata da titolare o di una squadra avversaria particolarmente agguerrita e ben disposta in campo. Esordio assoluto anche per il terzino Réveillère ma anche la sua prova è fatta di tanti alti e bassi.

Al pronti via sembra il Napoli ad essere più aggressivo, sceso in campo con il piglio giusto per continuare a vincere. Il centrocampo imposta bene e crea palle gol per gli attaccanti, con il brio di Higuain, Pandev, Callejon ed Insigne, quest'ultimo ancora preferito a Mertens. Al quarto d'ora c'è la reazione dell'Udinese che per circa quindici minuti mantiene il pallino del gioco. Si soffre sulla porzione destra del campo, dove Insigne che ripiega non assicura una giusta copertura difensiva e gli stessi difensori sono disuniti con la mediana. Nonostante ciò gli azzurri limitano i danni e continuano ad attaccare, sbloccando finalmente il risultato al 38': in mischia derivante da calcio d'angolo, Goran Pandev beffa Brkic di rapina facendo partire la festa del 'San Paolo'. Gli azzurri ci credono e sfruttano al meglio questo momento di slancio e di black out dell'Udinese, siglando anche il raddoppio al 41': sull'out destro Higuain macina metri e brucia in velocità il difensore avversario che lo braccava, crossa al centro dove ancora Pandev raccoglie al meglio il suo assist lanciando precisa la sfera alle spalle dell'incolpevole estremo difensore avversario indovinando l'angolo più lontano. Il match sembrava decisamente in discesa per i partenopei, quando al 45', un secondo prima della fine della prima frazione di gioco, i friulani fortunosamente accorciano le distanze con Fernandez che anticipa in mischia tutti i giocatori dell'Udinese e lancia la sfera nella sua stessa porta. Nulla può Rafael, che registra il 2-1 e va negli spogliatoi insieme ai compagni.

Il risultato riapre la gara ma le due squadre non sono assolutamente intenzionate a lasciare tutto invariato. Qualcosa nel Napoli però continua a non funzionare alla perfezione: Rafael è insicuro, la difesa spesso grossolana in particolar modo negli esterni, Insigne è troppo fumoso e non supporta al meglio una mediana che si concede troppi passaggi sbagliati con Inler e Dzemaili. Al 70' è ancora la squadra di Guidolin a fare la gara ed a siglare il nuovo pareggio: è Fernandes a sfruttare una posizione errata dello stesso Rafael appostato fuori dai pali partenopei con la sfera che morbida si insacca sopra la testa del brasiliano. Un eurogol supportato anche dall'errore dell'estremo difensore, tutto da rifare per i padroni di casa. Per fortuna la squadra di Benitez è dura a morire: al 71' sfrutta una delle sue armi migliori, la velocità, con il solito Higuain che si invola a tira un fendente verso Brkic il quale devia la sfera proprio in direzione di Dzemaili che ribadisce in rete. E' il 3-2, ormai manca poco al termine del match, basta gestire il risultato. Anche questo non riesce, registrando i soliti errori della difesa e tante occasioni non concretizzate anche dall'attacco sotto l'ombra del Vesuvio, o fuori misura o al quale mancava sempre l'ultimo passaggio decisivo. A nulla serve la girandola di sostituzioni da ambo le parti, con Mertens, Armero e Behrami che entrano in campo per gli azzurri. Per la solita regola 'gol sbagliato, gol subito', è l'udinese ancora una volta ad esultare. All'80' infatti, ancora una volta al fotofinish, Basta rovinerà la festa del 'San Paolo' siglando il 3-3 pari finale. Gelo a Fuorigrotta, con i 35.000 tifosi presenti che si dividono tra fischi ed applausi, tutto ma non l'indifferenza. Poi uno striscione in Curva B, di monito per la fondamentale sfida di Champions mercoledì contro l'Arsenal, un invito a rendere orgogliosa la loro gente con il passaggio del turno, alquanto eroico. I giocatori azzurri nonostante il risultato amaro ed il pubblico inferocito però, vanno sotto la curva a ringraziare ed applaudirli, sintomo che il carattere c'è, è l'attenzione forse spesso a vacillare.

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