Rivoluzione negli stadi della Lega Pro. Terra di Lavoro graziata, ma...

Il Decreto Pisanu esteso agli impianti con capienza superiore ai 4.000 spettatori. Progreditur e il Rinascita non rientrano in tale categoria, ma la situazione delle strutture sportive è critica
La Lega Pro e Macalli fanno sul serio. Già qualche mese fa erano state preannunciate importanti novità. La Prima e la Seconda Divisione sono pronte ad allinearsi ai due principali campionati professionisti. In questi ultimi anni il decreto Pisanu aveva 'graziato' le società di terza e quarta serie disponendo nuovi modi di regolamentare la gestione degli stadi soltanto per impianti superiori ai 7.500 spettatori di capienza. Dal prossimo anno non ci sarà più differenza. Tutti gli stadi dovranno rispondere agli stessi requisiti. L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha infatti emanato nuove disposizioni per la messa a norma degli impianti utilizzati dalle società sportive iscritte ai campionati di terza e di quarta serie con capienza superiore ai 4.000 spettatori. LA NORMATIVA - Questi i punti principali della nuova normativa: 1. Biglietti nominativi abbinati a posti numerati. 2. Sistemi strutturali per la separazione delle tifoserie. 3. Sistemi di videosorveglianza. 4. Utilizzo di un numero di steward in misura di 1 ogni 250 spettatori. 5.Utilizzo di coordinatori degli steward in misura di 1 ogni 20 addetti. 6. Istituzione del G.O.S. (Gruppo Operativo Sicurezza) con il compito di coordinare tutti gli aspetti legati alla sicurezza. Esso dovrà avere a disposizione un locale, interno all’impianto, che abbia visibilità sugli spazi riservati agli spettatori e all’attività sportiva. 7. Istituzione della “Tessera del Tifoso di Lega Pro”. TERRA DI LAVORO – Novità importanti che rivoluzioneranno senza dubbio il modo di fare calcio anche in questi campionato. Ma la domanda è sempre la stessa. Terra di Lavoro è pronta per fare questo salto di qualità? La risposta è fin troppo semplice. Per poter parlare di videosorveglianza, posti numerati e tutto quello che la normativa richiede bisognerebbe inanzitutto poter contare su stadi funzionali. Evidente che questo non ci sia. Ad Aversa i tifosi normanni continuano a sognare quanto meno di avere la tanto reclamata curva, mentre Spezzaferri spera che le promesse del sindaco Ciaramella diano i primi frutti con la posa della prima pietra del nuovo stadio. A Marcianise il 'Progreditur' continua a rappresentare una grande incognita. Difficile, se non impossibile, avere uno stadio in regola per l'inizio della prossima stagione. Che ne sarà dell'impianto di Piazza della Vittoria il prossimo anno? La nuova normativa dell'Osservatorio, però, non dovrebbero riguardare nessuna delle due società visto che non superano di certo la soglia dei 4.000 spettatori di capienza. Sul sito della Lega Pro si parla chiaramente di una capianza massima del Progreditur pari a 1.500 posti, mentre per il 'Rinascita' addirittura di 800. Insomma formalmente i due stadi rimarrebbero fuori. IL CAPOLUOGO – Indicativo, però, che in Terra di Lavoro non ci sia nessuno stadio capace di rispettare a pieno i dettami della legge. Prendiamo per esempio il 'Pinto'. E se il Real dovesse giocare ancora in viale Medaglie d'Oro? In questo caso l'impianto di Caserta rientrerebbe di certo tra quelli interessati dalla normativa. La capienza supera di gran lunga i 4.000 spettatori, nonostante le due curve continuino ad essere inagibili. Parlare di video sorveglianza, posti numerati e altro, però, ci fa sorridere, visto che nel vecchio e caro 'Pinto' mancano requisiti ancor più elementari.
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