Calcio e giovani, parla Ciro Zampella della scuola calcio ‘Club 3’

“I ragazzini in età di provino devono rispettare le tappe, devono avere una credibilità sul piano dell’impegno da assolvere non come aspettativa di vita”

Diventare i futuri campioni del domani è il sogno di ogni bambino ma quanti di loro riusciranno a coronare l’obiettivo? Ruolo di assoluta importanza nella fase delicata di crescita per un bambino sia l’istruttore che i genitori:guai a far illudere di falsi speranze il ragazzo col rischio di poter vivere cocenti delusioni. Quanti talenti si sono bruciati col passare del tempo perché illusi da tanti sapientoni del calcio? Se uno ha stoffa ce l’ha ma bisognerebbe restare sempre con i piedi per terra dando priorità fondamentale allo studio :il resto è assoluto divertimento.Ciro Zampella, responsabile da 7 anni della scuola calcio “Club 3”, punta tutto sul sacrificio e voglia di emergere dei ragazzi per poter spiccare il volo:”La scuola calcio del “Club 3”da anni opera nell’ambito delle scuole calcio con risultati sempre crescenti. Siamo partiti all’inizio con un numero basso di iscritti. Ora possiamo vantare circa 140 iscritti toccando punte di 200 iscritti annuali. Arriviamo fino alla categoria esordienti :la nostra sede è a San Leucio presso i campi dell’ex Bateca”.

 Il successo del torneo dell’amicizia di San Nicola: “Ne parlavo con gli organizzatori:la società della Vis-dice- è un modello di settore giovanile per come si porta avanti con passione e professionalità una scuola calcio. La competenza di queste persone che operano da anni è unica nonostante la difficoltà delle strutture. Questo torneo avrebbe meritato uno scenario diverso da questo rispettabilissimo spazio che solo grazie alla Vis San Nicola si è potuto utilizzare in maniera decorosa”. L’entusiasmo della gente: “Questo è l’aspetto più bello a livello calcistico giovanile: c’è passione ovunque. Qui c’è la purezza del gioco, di stare insieme una giornata. Il problema è che dopo una certa fascia di età si cambia mentalità:bisogna fare una valutazione su chi ha operato bene , su chi porta avanti discorsi di serietà e credibilità che possono essere dei volani per arrivare al calcio che conta”. La pressione esterna: “Entrano in gioco tanti fattori. Sono del principio che l’esperienza al bambino non va mai negata. Il sogno del bambino è quello di calcare i palcoscenici. I ragazzini in età di provino devono rispettare le tappe, devono avere una credibilità sul piano dell’impegno da assolvere non come aspettativa di vita. Il bambino deve vivere con gioia quel momento continuando a vivere di propri sogni. Per lui rimarrà quel sogno, quel giorno del provino senza mai creare false aspettative. I provini vanno fatti nell’età giusta col supporto adeguato”.

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