Caffè Toraldo a un punto dalla salvezza. E l’under 21 pensa ai play-off

Il club biancazzurri continua a lavorare su più fronti. Il vicepresidente Federico de Candia tracci un primo bilancio: “Sono molto soddisfatto perché non si poteva fare meglio
Non è ancora ufficiale e c’è da aspettare ancora la gara di sabato con il Città del Golfo per avere la matematica certezza della permanenza in A2, basterà un punto oppure anche perdere però stando poi attenti alla differenza reti con il Gragnano, ma un bilancio “ufficioso” di questa annata lo inizia a stilare chi quest’anno ha deciso di “sposare” il progetto Caffè Toraldo unendosi al duo Oranges-Cuccaro. A parlare è il vice-presidente Federico de Candia. Siete ad un passo dalla salvezza e in una forma strepitosa dopo aver attraversato un periodo veramente brutto. E’ soddisfatto o si poteva fare meglio? Sono molto soddisfatto perché non si poteva fare meglio. Ad inizio campionato abbiamo fatto delle prestazioni straordinarie, in casa e fuori casa, spesso senza raccogliere punti. La salvezza ora è a portata di mano e questo grazie ad un gruppo fantastico (calcettisti e addetti ai lavori) che non si scoraggia di fronte alle avversità e che è abituato a decidere collegialmente. Nel momento di crisi più profondo ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di puntare ancora di più sul gruppo. Oggi devo dire che c’è veramente armonia nello spogliatoio ma ancora di più tra noi dirigenti, tecnici a addetti vari. Siamo persone che fortunatamente non puntano tutto sullo sport abituate a frequentarsi anche nella vita di tutti i giorni. In questi giorni abbiamo vissuto insieme anche l’evento del battesimo dei due gemellini di Massimo Oranges la coesione tra noi diventa sempre più forte. E’ bello vincere nello sport ma ancora di più nella vita. Questo nostro modo di pensare rende l’aria intorno a noi molto respirabile e i ragazzi se ne accorgono e danno il massimo. In fondo loro hanno capito che battersi con tutte le forze per un obiettivo non porta necessariamente al risultato sperato ma fa sicuramente crescere nel carattere, ed è il carattere che porta le squadre a vincere ma anche ad accettare le sconfitte che non mancheranno mai. Nel frattempo ci godiamo il momento poi si vedrà. Chi tra i giocatori avrebbe potuto dare di più in questo campionato e chi invece si è rivelato una sorpresa? Sicuramente quelli che sono andati via a Dicembre, naturalmente non mi riferisco al loro indiscusso valore. La sorpresa per me è stato Costa nel senso che non mi aspettavo che fosse forte fino a questo punto. Me ne avevano parlato ma vedendolo giocare posso dire che ha fatto la differenza. Adesso cosa si aspetta dai ragazzi? Mi aspetto un ultimo sforzo per arrivare a questa agognata salvezza. Parliamo dei giovani. Si è concluso da poco il campionato dell’Under 21, primo posto per voi a soli tre punti dalla seconda, lo Scafati. Qual è la sua opinione in merito? Sicuramente senza la decisione di qualche dirigente, anzi io direi di un solo dirigente, di non far giocare la Under21 dello Scafati, forse avremmo concluso a pari punti proprio con loro perché nella rosa hanno validi giocatori oltre a quelli convocati di solito in prima squadra. Io sono l’ultimo arrivato ma non avrei mai preteso di rinviare una gara il sabato sera attraverso SMS e soprattutto non avrei mai rinunciato ad una gara solo perché mancava qualche atleta e, ancora di più, non avrei mai fatto una richiesta di rinvio per “causa di forza maggiore” sapendo “da dirigente esperto” di averlo perso. Le nostre “controdeduzioni” volevano solo far capire che non siamo una società sprovveduta dal punto di vista della conoscenza dei regolamenti e quindi riusciamo a capire quando un ricorso, una richiesta di rinvio sono validi e quando il “non far presentare” la squadra ha solo lo scopo di far andare “la carne sotto e i maccheroni sopra”.Quello che è accaduto è alla luce del sole e lascio agli altri giudicare. Il danno più grosso lo hanno subito i ragazzi che non hanno giocato. Secondo questo dirigente la gara si doveva rinviare per sportività (ma perché non si è attivato per farlo? Forse anche lui sapeva che sarebbe stato un tentativo inutile? O pretendeva che di sabato sera, quando le persone “normali” cercano di rilassarsi dopo una settimana di lavoro, avremmo dovuto attivarci per fare telefonate, fax, e controfax?) e secondo questo modo di pensare, dopo 15 giorni noi saremmo stati costretti a giocare la gara anche in caso di infortuni o assenza dei nostri atleti under21 che normalmente fanno parte della rosa della prima squadra. Tutto questo dopo che noi come società ci siamo sempre prodigati per venire incontro a tutte le società e, dove era possibile le abbiamo accontentate, non perché avevamo paura di perdere la loro amicizia ma perché era possibile e, soprattutto, sportivo. Non in ultimo l’accordo che facemmo con un dirigente dello Scafati secondo il quale, visto che non si poteva più rinviare una gara di Coppa Italia, in caso di convocazione in nazionale under21 anche di uno solo degli atleti sia nostro che dello Scafati, il “non convocato” non avrebbe giocato in Coppa Italia per “pareggiare l’assenza dell’atleta “convocato” dall’altra parte. Lascio agli altri giudicare chi avrebbe perso di più, visto che noi avremmo dovuto rinunciare a Costa che fa la differenza in A2. Dopo tutto questo possiamo essere tacciati di antisportività? Ma negli equilibri di un qualsiasi campionato non bisogna mettere in conto squalifiche, infortuni, contrattempi e assenze per vari motivi? Chi leggerà questa intervista potrà giudicare. Sono pronto a qualsiasi confronto, e non “via sms”. Per me non sarebbe stato un dramma il secondo posto, del resto il vero campionato inizia con la fase nazionale e, ironia della sorte, anche se primi siamo svantaggiati perché ci scontreremo con il Real Napoli del competente Tarantino che stimo molto per la passione e la sportività. Sinceramente non posso dire che il campionato è stato brutto o scadente, io mi diverto sempre con i ragazzi. Forse è più facile dire che è stato bello perché l’abbiamo vinto, ma se fossimo arrivati al secondo posto io non ne avrei parlato male perché le società che si sono iscritte sono serie e lo hanno affrontato con passione. E poi non è colpa dei ragazzi se le società si ritirano e non sempre chi si ritira non è un team valido. Ma la cosa più importante, che vorrei passasse nella mentalità di noi “addetti ai lavori dello sport”, è che nei settori giovanili non si può lavorare per il prestigio e il tornaconto personale e quindi trattare i giovani come se fossero dei numeri stabilendo il loro valore in base alle prestazioni. All’inizio di ogni stagione sportiva bisogna essere chiari con loro, perché non hanno le stesse doti (e questo vale in ogni campo della vita), ma una volta scelti per formare un gruppo devono essere trattati e rispettati per quello che sono e non per quello che fanno. Pensate a un giovane che gioca poco: cosa passa nella sua testa quando un dirigente dice “oggi non ci presentiamo a giocare?”. Sinceramente è deludente sprecare tante energie per cercare di avere sempre ragione, meglio qualche volta ammettere i propri errori, dimostrando in questo modo una certa maturità. Qualcuno continua a parlare ancora di società “amiche” ma, ripeto, l’amicizia è una cosa seria e una società è amica perché è sportiva e non perché mi accontenta sempre nelle mie richiesta a volte assurde. E’ patetico anche mettere contro dirigenti della stessa società trovando un capro espiatorio, quando si è amici veri e ci si frequenta nella vita di tutti i giorni, nessun tentativo esterno può scardinare questa amicizia anzi la rinsalda ancora di più. Tra poco inizieranno i play-off, con quale spirito vi apprestate ad affrontare questa avventura? Sicuramente non “dall’alto del primo posto”, ma con l’umiltà di chi sa che è un cammino difficile. Se ci eliminasse il Real Napoli tiferemmo per loro e per lo Scafati. Per i ragazzi c’è un premio e un ringraziamento anche per l’eliminazione al primo turno ma, naturalmente, li sproneremo a dare il meglio e poi il campo deciderà. In questo meraviglioso sport non possiamo dare niente per scontato. Il campionato della Juniores volge al termine, mancano quattro partite alla fine. Attualmente siete primi nel girone, cosa si augura? Qualcosa in più ci aspettiamo dalla Juniores perché è un gruppo valido ma, anche qui bisogna superare lo scoglio del campionato regionale. Quindi i giovani stanno dando grandi soddisfazioni? Sicuramente si, ma quando si lavora con i giovani bisogna aspettarsi momenti belli ma anche di crisi. Non faccio nomi in particolare perché veramente tutti si sono impegnati secondo le personali possibilità. Un grazie a loro e a tutto lo staff soprattutto per le loro doti umane.

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