Caputo, un patron da serie A

L'assetto dirigenziale è pronto per la massima categoria. La questione Palamaggiò è affrontata di petto. Il vivaio torna in auge
Accordo stipulato con lo sponsor, area marketing affidata ad un'azienda specializzata, ufficio stampa potenziato, settore giovanile tornato in auge (stando ai proposito) e network societario che comincia a prendere forma. Rosario Caputo, dopo anni di sacrifici e stenti, sta finalmente realizzando il proprio sogno. Dall'esterno è chiaro un concetto. Se Caserta ha di nuovo la massima serie cestistica, finalmente il patron ha creato una struttura dirigenziale da serie A. Non basta infatti tornare nell'olimpo del basket per essere considerati 'grandi'. Il primo tifosi bianconero questo lo sa bene. Il suo spirito imprenditoriale lo ha portato a creare una base di tutto rispetto. Anche la stessa conferenza si è presentata con contorni diversi. Piccole cose, sia chiaro, ma che permettono di elevare l'immagine di una realtà sportivo che negli anni passati ha affrontato con estrema superficialità aspetti correlati alle vicende del legno. Così dopo 14 anni Caserta si riaffaccia in Lega A e lo fa con un assetto che, finalmente, non ha da invidiare nulla ad altre piazze. Da migliorare c'è ancora tanto. Spazio riservato alla stampa, tanto per dirne una. Area hospitality, volendo aggiungerne un'altra. Insomma, qualcosa da fare c'è ancora ma Caputo è stato chiaro: la Juvecaserta c'è davvero. QUESTIONE PALAMAGGIO' - "Se dovessero chiedermi di acquistare l'impianto per possono anche chiuderlo". Categorico, come sempre, il patron Caputo. "Abbiamo riportato Caserta nel massimo campionato, abbiamo fatto la nostra parte. So benissimo che il Palamaggiò rappresenta il tempio del basket casertano, ma ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Il nostro lo abbiamo fatto, ora tocca agli altri". Il messaggio è chiaro ed inequivocabile. Le istituzioni si facciano avanti se il basket e la Juvecaserta non vogliono semplicemente strumentalizzarli. SETTORE GIOVANILE - Alla fine qualcosa ha cominciato a muoversi. Le critiche piovute nei giorni scorsi sulla gestione del vivaio, costruttive e non denigranti, hanno portato buone novità. Verrà riaperta la foresteria. Sarà in via Acquaviva ed ospiterà al momento tre giovani provenienti da fuori provincia. Ad uno dei soci, Landolfi, è stato affidata la parte gestionale del settore giovanile. Insomma, "visto che ci tenete tanto" (come ha dichiarato lo stesso Caputo in conferenza stampa) il vivaio tornarà in auge.

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