Carattere, grinta e Cinciarini. La Juve torna al successo

Coach Dell’Agnello punta Pesaro: “Andiamo a Pesaro con l’idea di vincere”

Caserta - La Pasta Reggia in piena crisi affronta Torino in cerca di due punti fondamentali per la corsa salvezza. Le emozioni del pre-partita sono tutte per il ricordo di Fausto Mesolella, scomparso prematuramente la scorsa settimana. Sulle note di ‘Tulipani, scorre via il minuto di silenzio con il quale la Juve ed il suo pubblico omaggia il grande chitarrista. L’applauso della curva Ancilotto, invece, è sulla musica di ‘Sentimento’ degli Avion Travel. Passando al campo, coach Dell’Agnello si affida a Giuri, Gaddefors, Diawara, Putney e Watt; Vitucci risponde con Poeta, Harvey, Wilson, White e Hollins. La Juve inizia con il piede giusto e schiaccia subito sull’acceleratore. Diawara colpisce a ripetizione e la bomba di Putney mette alle corde Vitucci (12-3). La Fiat fatica a carburare e si schianta contro il muro bianconero. Diawara ha energie da spendere e Putney, invece, spende due falli nel giro di pochi minuti. Poeta racimola punti dalla lunetta ma il divario, alla fine del primo quarto, resta piuttosto ampio (24-14). “Diceva Ulisse chi mo ffa fa, la strana idea che c’ho di libertà. Viaggia libero Fausto” è lo striscione esposto in curva sul finire della prima frazione. Caserta e la sua Juve non potranno mai dimenticare il grande Fausto. E, sembra, che gli uomini di Dell’Agnello intendano onorare al meglio la sua memoria, sfoggiando una prestazione di carattere, in avvio di match, limitando Torino al solo 18% dal campo nei primi dieci minuti. Poeta strappa una fallo tecnico e realizza dalla lunetta, facendo surriscaldare gli animi all’interno dell’impianto dei 100 giorni. Ci pensa Berisha, da tre, a restituire vigore all’azione bianconera (30-20). Hollins ed Harvey tentano di arginare la difesa dei padroni di casa, ma Putney risponde con il suo atletismo (40-31). Caserta soffre le scorribande di Poeta e Torino accorcia le distanze capitalizzando ai liberi l’enorme quantità di falli subiti; il tiro dall’arco (8/13 dalla lunga distanza nei primi venti minuti) ed un tap-in di Linton Johnson sulla sirena di metà tempo lasciano alla Juve un margine di 7 punti (45-38).

L’intervallo non giova agli uomini di Dell’Agnello che rientrano molli e distratti. Poeta ruba due palloni ed innesca White che, di potenza, riporta Torino in scia (45-42). La Juve inizia a sparare a salve da tre e Harvey fa segnare il primo vantaggio ospite (45-47). I bianconeri deragliano nella metà campo offensiva e non riescono ad avere la giusta intensità nella propria metà campo, dove concedono tiri liberi e facili soluzioni ai rivali. White chiude il contropiede del 52-60 mettendo a nudo tutti i limiti dei bianconeri. Caserta non riesce più a trovare la via del canestro, Dell’Agnello a causa dei falli, è costretto a ruotare quintetti particolari, concedendo molti minuti a Linton Johnson. L’area colorata diventa territorio torinese. Il disastroso, per i bianconeri, terzo quarto va in archivio sul 54-63. Si entra negli ultimi dieci minuti con la Juve in debito di ossigeno ed in carenza di idee. La curva Ancilotto prova ad infondere coraggio e grinta, avvicinandosi al parquet. Watt combatte da sotto ma tre liberi di Parente regalano a Torino il +10 (57-67). Cinciarini segna 7 punti in fila, Giuri appoggia in entrata e, stavolta, è Vitucci a chiamare sospensione (66-69). Diawara infila la bomba del pareggio che fa esplodere il Pala Maggiò Poeta sfonda e si becca un tecnico. Caserta riprende l’inerzia (70-69). Il break bianconero di 16-2 si chiude con i punti di Harvey che riportano a -1 la Fiat (73-72). Cinciarini segna da tre e Caserta riprende quota. Lo spauracchio Poeta sembra esorcizzato ma Torino si aggrappa alla lunetta (79-76 a 1:19 dalla fine). Cinciarini conquista due tiri liberi ma fa solo 1/2 (80-76 a 1:02). White deraglia e Diawara non sbaglia in avvicinamento. Poeta si prende la porta in faccia da Putney e, finalmente, a Pezza delle Noci, si festeggia. Finisce 83-76. Voleva andare alla Fortitudo ma è ancora a Caserta e la vittoria su Torino porta la sua firma. Il ‘Cincia’ si carica la squadra nell’ultimo quarto, ricuce lo strappo e mette i colpi decisivi per la vittoria. Chiude con 16 punti (4/4 da due, 2/3 da oltre l’arco) e 15 di valutazione. Due punti fondamentali, due punti che spianano la strada per la salvezza. (Foto A. Fiacco)

 

 

PASTA REGGIA JUVE CASERTA – FIAT TORINO 83-76

Parziali: (24-14; 45-38; 54-63)

PASTA REGGIA JUVECASERTA: Berisha 14, Riccio n.e, Diawara 15, Cinciarini 16, Ventrone n.e., Putney 9, Gaddefors 0, Giuri 10, Bostic 4, Cefarelli n.e., Watt 11, Johnson 4. Allenatore: Dell’Agnello

 

FIAT TORINO: Wilson 6, Harvey 27, White 10, Parente 9, Alibegovic 0, Poeta 12, Cuccarolo 0, Hollins 4, Okeke 3, Mazzola 5, Vitale n.e.. All. Vitucci.

Arbitri: Begnis, Vicino, Bartoli.

Spettatori: 3.518

Incasso: € 20.225,00

 

Sala Stampa

 

Dell’Agnello: “Nelle ultime partite riusciamo sempre ad incanalare l’andamento dove vogliamo. Vi avevo detto e come si è visto oggi, difensivamente abbiamo una discreta organizzazione ed i giocatori la interpretano nel modo giusto. Torino è una squadra di realizzatori, nel terzo quarto ce la siamo vista brutta. Nell’ultimo quarto c’è stata una grande reazione dei ragazzi che non volevano perdere. Negli allenamenti ci mettiamo tanta intensità, in settimana ci davano dentro come matti al punto che abbiamo dovuto sospenderli. Oggi faccio fatica a trovare qualcuno che non ha dato il suo contributo. Anche chi era in panchina negli ultimi minuti ha dato tanto. Nelle tre partite precedenti ci era mancata lucidità. Oggi un po’ il carattere, un po’ la zona che stiamo preparando da tempo, i ragazzi sono stati bravissimi e Torino è andata in tilt. Fortunatamente non abbiamo perso la fiducia in un momento in cui era facile perderla. Dobbiamo essere più intelligenti, perché le mani addosso va bene ma bisogna stare attenti a quando tirano. Oggi abbiamo tirato bene da tre. Al contrario di prima cerchiamo di prendere fiducia dalla difesa e non da quando la palla entra dentro. I giocatori si sono presi responsabilità importanti. Il nostro vero problema è che contro il pressing facciamo fatica. Giuri o il portatore di palla va in difficoltà e rischiamo di perdere possessi. Andiamo a Pesaro con l’idea di vincere ma non so se si può chiudere matematicamente. So come stiamo lavorando e sono sicuro che andremo a Pesaro per tentare di vincere la partita”.

Vitucci: “Una partita nervosa, difficile, giocata dal punto di vista emozionale. Non dovevamo essere sorpresi dalla loro partenza ma ci abbiamo messo un po’. Nel secondo abbiamo aggiustato la partita, un buon terzo quarto ma quando abbiamo preso l’inerzia non siamo riusciti a controllarla. Loro sono entrati in area facilmente e ci ha messo in crisi. Abbiamo subito troppo nell’ultimo quarto. Abbiamo tirato di più di loro ma con percentuali basse, con poca lucidità quando dovevamo essere più freddi. Sapevamo che era la chiave importante. Caserta l’ha messa in campo con giocatori di esperienza nella seconda metà di tempo con Cinciarini e Diawara. C’è rammarico. Abbiamo dovuto ridistribuire minuti e ruoli e qualcuno è ancora fuori focus però c’è stato, a parte l’inizio, un buon impegno ed agonismo ma ci è mancata la freddezza al punto giusto. La squadra è mancata un po’ più in difesa. Loro con Watt e Cinciarini sono arrivati troppo in post e lo abbiamo sofferto”.

Giuri: “Una partita che meritavamo di vincere molto prima. Siamo contenti per come stavamo giocando. Dopo l’addio di Sosa siamo diventati più uniti sapendo che dovevamo prenderci responsabilità ma restando nel gioco di squadra. Migliorare in difesa è stata una conseguenza. Quello che conta è stato riuscire a ribaltare lo svantaggio e vincere. Gli ultimi due minuti sono stati di tensione; non pensavamo alle partite precedenti, siamo stati più concentrati, abbiamo fatto le cose che ci diceva l’allenatore. Abbiamo trovato Watt da sotto, Diawara ancora. Riuscire a fare quello che volevamo fare sotto pressione è una cosa positiva. Sabato è una partita da vincere perché non è ancora detto niente. Andiamo a Pesaro per vincere la partita come siamo andati sempre”.

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