JuveCaserta sempre più in crisi. Cantù conquista il Pala Maggiò.

Coach Dell'Agnello: "Verranno fatte le valutazioni che si ritengono opportune. Noi siamo un gruppo unito e coeso"

Caserta - Forte del successo ottenuto contro Reggio Emilia, con il timone del comando affidato a coach Recalcati, Cantù affronta la Pasta Reggia Caserta in una sfida delicata soprattutto per coach Dell’Agnello. Il livornese si affida a Sosa, Berisha, Diawara, Putney e Watt. Recalcati risponde con Cournooh, Dowdell, Pilepic, Calathes e Johnson. I padroni di casa iniziano con piede lento. Due triple in fila di Johnson e Calathes provano a far scappare via Cantù (3-8). I brianzoli impediscono le penetrazioni ai rivali e Sosa accorcia con un tiro dalla lunga distanza. L’area colorata canturina è ben protetta e le conclusioni da fuori della Juve sono sterili tentativi per scardinarla. Quando Johnson conclude in tap il 6-14, per coach Dell’Agnello è tempo di time out. Sosa prova ad inventare qualcosa ma i bianconeri appaiono svogliati e privi di verve. La zona match up non è efficace e Cantù allarga il divario grazie alla tripla di Acker allo scadere dei 24 secondi (6-19). Caserta prosegue nel tiro a piccione e la prima frazione si chiude sul 10-21. Pilepic apre le danze nel secondo quarto ma si accende Sosa; il portoricano segna a ripetizione e riporta entusiasmo nei compagni e nel pubblico di casa. Questa volta è Recalcati a chiamare a raccolta i suoi per parlarci su (18-26). Dopo un momento di sbandamento in attacco, Cantù riprende a servire Johnson in area, che trova punti facili anche contro Linton Johnson. Berisha e Sosa producono fatturato dalla lunga distanza e Caserta si fa viva a -4 (24-28). Ci pensano due tiri liberi del solito JaJuan Johnson ed una tripla in contropiede di Cournooh ad allargare nuovamente le distanze (24-33). La sospensione bianconera prova a riportare ordine in campo ma i padroni di casa soffrono l’energia della Red October. I rimbalzi cadono tutti nelle mani di Acker e compagni. Le percentuali dal campo si abbassano drasticamente ma, prima dell’intervallo lungo, c’è tempo per la bomba di Berisha dall’angolo che fissa il punteggio sul 29-33.

Putney e Watt sembrano avere un piglio diverso in avvio di terza frazione. Watt prima si rende pericoloso e, poi, frana su Callahan concedendogli tre tiri dalla lunetta e commettendo il suo terzo fallo. Lo stesso Callahan mostra i muscoli ad un redivivo Putney che non ci sta a perdere. Chi non si ferma è il solito Johnson che segna dalla media il 38-45 che mette alle corde la Pasta Reggia. Cantù gestisce male gli attacchi ed innesca i contropiede di Diawara che riporta sotto la Juve (42-45). L’ala bianconera sfida a distanza Johnson in un frangente molto spettacolare. Cinque punti in fila di Cournooh riportano Cantù a +10 (47-57) ma Dell’Agnello pesca dalla panca Linton Johnson che mette centimetri in difesa e trova canestri ad alta percentuale che riportano in parità il match alla fine del terzo quarto (57-57). Il parziale dei padroni di casa prosegue con Berisha che apre gli ultimi dieci minuti con una bomba che fa esplodere il Pala Maggiò e Diawara che trova il 62-57. Ci pensa Pilepic, con una tripla, ad interrompere il break di 15-0 (62-60). Sosa segna in sottomano, prima di schiantarsi contro il muro biancoblù ma è la difesa Juve la chiave del momento positivo dei padroni di casa. Linton Johnson ruba palla ed innesca Berisha in contropiede (67-63). Cantù resta in scia grazie alla tripla di Acker. Diawara e Johonson riprendono a segnare a ripetizione. Acker e Cournooh trovano canestri importanti. La gara è in equilibrio (76-79 a 1:38 dalla fine). Diawara fallisce la tripla e Johnson trova, in fade away nel cuore dell’area, il sigillo vincente (76-81 a 1:00 dalla fine). Sosa non trova la via del canestro e Cantù trionfa 79-85. Come al solito, partenza lenta della Juve che, poi, rimonta ma, nel momento cruciale, non riesce a trovare la strada per la vittoria. Traballa la panchina di coach Dell'Agnello. (Foto A. Fiacco)

PASTA REGGIA JUVE CASERTA – RED OCTOBER CANTU’

Parziali: (10-21; 29-33; 57-57; 79-85)

PASTA REGGIA JUVECASERTA: Berisha 15, Sosa 20, Maiello n.e, Diawara 24, Cinciarini 0, Ventrone n.e., Putney 8, Gaddefors 0, Giuri 2, Watt 2, Johnson 8. Allenatore: Dell’Agnello

RED OCTOBER CANTU’: Acker 9, Ballabio n.e., Cournooh 16, Baparapé n.e., Parrillo 3, Pilepic 11, Calathes 3, Callahan 5, Darden 1, Dowdell 2, Quaglia 0. All. Recalcati.

Arbitri:Seghetti, Attard, Morelli

Spettatori: 2.846

Incasso: € 22.229,00

 

SALA STAMPA:

E’ un coach Recalcati contento per la prestazione offerta:”E’ stata una partita come ce l’aspettavamo, molto difficile, molto dura. L’abbiamo interpretata molto bene nel primo tempo, cambiando da uomo a zona, abbiamo tolto a Caserta bilanciamento in attacco, li abbiamo costretti a pensare. Caserta è stata brava a crederci, a giocare in transizione, abbiamo sofferto le difficoltà a rimbalzo e le loro possibilità di correre a tutto campo. Stavamo compromettendo la partita ed abbiamo consentito loro di andare avanti. Potevamo scioglierci e prendere un passivo pensante, abbiamo pasticciato in quel frangente ma siamo riusciti a fare cose buone e non cadere. Abbiamo superato Caserta, i ragazzi sono stati bravi a gestire gli ultimi possessi, sia in difesa che in attacco. E’ una vittoria che ci lascia guardare il futuro con grande rispetto degli avversari ma anche con grande rispetto verso noi stessi. Non so se sia la cura Recalcati oppure no, ma abbiamo vinto due partite e prendo queste vittorie con grande soddisfazione. E’ un gruppo che si impegna, sappiamo che ha dei limiti ma quando si lavora con energia e volontà riesci magari a nascondere i limiti. C’è ancora tanto lavoro da fare in palestra”. Sull’impiego di Cournooh e Acker: “Questa deve esser la nostra costante. Johnson è un punto fermo ma gli dobbiamo dare la possibilità di riposare e noi dobbiamo trovare soluzioni alternative. Acker è stato bravo perché è stato male questa notte, è stato condizionato dai falli, nel terzo quarto non ho voluto rischiarlo perché lo volevo nell’ultimo quarto quando si decide la partita e sapevo che sarebbe stato decisivo”.

Coach Recalcati si è poi soffermato sull’uso della zona: “Credo che la squadra debba avere più soluzioni offensive e difensive, è una cosa che dobbiamo sistemare ma ho voluto questa arma in più perché ci può dare tanto a seconda del tipo di partita. Si tratta di una 3-2 che si adegua e c’è un momento dell’attacco avversario che ci fa passare a uomo e finiamo a uomo”.

E’ una Cantù che sfrutta tutti gli uomini: “Credo che non ci sia giocatore di pallacanestro che non possa dare un contributo. Se poi non eseguono soltanto un compitino ma anche di più, ben venga. Abbiamo qualche problema fisico in squadra e quindi abbiamo bisogno anche dei Quaglia e dei Parrillo.”.

Sull’impiego di Darden, Recalcati ha precisato: “Non si è mai allenato da quando sono a Cantù, non era pre-tattica, avevamo fatto un controllo medico giovedì e non era stato positivo. Oggi ha provato, è uno che non si riesce a tenere fermo, le sue sensazioni sono state positive e siamo rimasti d’accordo che avrebbe fatto riscaldamento e due minuti nel primo quarto; sono settimane che non fa contrasti, si è sentito di continuare ed ha dato un ottimo contributo nel finale. Pensavo di utilizzarlo meno però ci sono stati time out che mi hanno consentito di poterlo tenere in campo tanto. Una delle chiavi del match è stato un suggerimento del mio assistente Mario Sodini, che ha auto l’intuizione di cambiare marcatura su Diawara; ci è andato Darden che recuperato subito una palla e da là è cambiata la partita”.

 

E’ un coach Dell’Agnello dispiaciuto per la sconfitta finale: ”E’ stata una settimana complicata. Questa era una partita di personalità e pressione più che di tecnica. Non siamo stati sufficienti da questo punto di vista e l’abbiamo pagata. Non siamo riusciti a limitare Johnson e ci ha aperto in due. Abbiamo provato a cambiare su di lui ma non siamo riusciti a limitarlo. Sono qui a prendermi tutte le mie responsabilità e purtroppo è andata male. Mi sentirei di dire che i ragazzi hanno reagito. Dobbiamo avere sempre un rendimento medio alto da parte di tutti. Ne avevamo bisogno ancor di più oggi ma non è avvenuto. Dovevamo riuscire ad essere all’altezza in partite come queste. Mi assumo tutte le responsabilità dell’accaduto”.

Rispetto agli inizi lenti dei suoi uomini: “Siamo una squadra dalle caratteristiche individuali e di squadra offensive, per noi è facile iniziare bene, prendendo fiducia in attacco già all’inizio. Non dico che se non entrano i primi tiri ci demoralizziamo ma fa parte un po’ del dna di questo team. Per rendere al meglio dobbiamo fare subito due tre canestri”.

Su Watt: “Watt è stato per molte partite il migliore dei nostri. Oggi non ha fatto una partita brillante. Con Linton Johnson era aumentata l’aggressività, avevamo un atteggiamento diverso e penso che sia stato giusto finire con lui”.

Coach Dell’Agnello si è poi soffermato sul momento difficile e sul futuro: “Penso di poter dire che contro Milano abbiamo fatto un’ottima partita, anche contro Trento. Questa è diventata pesante per molti motivi, probabilmente andava gestita meglio e anche io avrei dovuto fare qualcosa di diverso. Parlando di campo ed allenamenti rifarei tutto quello che ho fatto in questa settimana. Ora dobbiamo pensare a quelle che stanno dietro. La classifica dice che dobbiamo guardare dietro e non avanti. Nel primo tempo, oggi, abbiamo subito 33 punti. E’ il nostro pallone che dentro non entrava mai. Oggi il pallone era un po’ più pesante rispetto alle altre volte. Non ho parlato con la dirigenza. Verranno fatte le valutazioni che si ritengono opportune. Noi siamo un gruppo unito e coeso, non ho prove ma vi assicuro che è così. E’ innegabile che lo 0-5 di fine girone di andata, giocato senza Bostic e Czyz è stato il nsotro buco nero. Abbiamo pagato carissimo quegli infortuni”.

 

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