Doppio volto Juve. I bianconeri si svegliano nel finale e conquistano il successo

Coach Dell’Agnello: “Oggi è stata una bella storia di sport, una debolezza all’inizio e grande carattere alla fine”

Caserta - La Pasta Reggia ospita la Vanoli Cremona e vuole interrompere la striscia di sconfitte consecutive tra le mura amiche. Dell’Agnello si affida a Sosa, Diawara, Gaddefors, Putney e Watt. Coach Lepore risponde con Johnson-Odom, Mian, Gaspardo, Harris e Billigha. Parte bene la Vanoli, trascinata da Gaspardo. Caserta appare molle e scarica (2-8). Putney e Diawara prima accorciano le distanze grazie al tiro da tre e, poi, consentono ai bianconeri di impattare. Diawara si dà la carica e Putney è attentissimo in difesa ma impreciso dalla lunetta (10-10). La Juve non solo non mette i tiri liberi (0-6), ma inizia a sparacchiare dall’arco (2/9). Wojciechowski e Johnson-Odom non sbagliano e gli ospiti volano sul 12-20, mettendo in crisi Dell’Agnello. C’è tempo per un’altra schiacciata di Putney ed il primo quarto termina sul 14-20. In avvio di secondo quarto, Caserta ritrova Bostic che colpisce subito da tre. La zona match-up produce dividendi e, stavolta, è coach Lepore a chiedere la sospensione (21-21). Due giocate di classe di Johnson-Odom aprono un nuovo break cremonese, interrotto da una tripla di Bostic. Caserta soffre, non riesce ad aggiustare la mira, compie errori banali nell’area colorata e resta a -6 (24-30), tra qualche fischio di una parte del pubblico. La confusione in campo prosegue. Gaddefors e Dell’Agnello battibeccano e Gaspardo affonda il coltello, allungando il parziale sul 3-16 (24-37). Diawara ha un sussulto sul finale di tempo ma Carlino mette la bomba sulla sirena. Si va all’intervallo lungo sul 30-42 e, stavolta, i fischi del Pala Maggiò sono più assordanti.

Il secondo tempo inizia nel segno della Vanoli che tocca quota +15. Watt è spaesato e commette ingenuità in serie; Bostic prova a scuotere i compagni e riporta lo svantaggio sotto la doppia cifra (38-47). Cremona non sente pressione e viaggia in tranquillità. Sosa non ne azzecca una e Johnson-Odom infila la tripla del nuovo massimo vantaggio per gli ospiti +18 (38-56). Nel time out il protagonista è Dell’Agnello che urla ed inveisce contro i suoi uomini, che restano immobili di fronte alla dura reprimenda del coach livornese. Il pubblico percepisce il momento di criticità e prova a destarsi dal sonno profondo. Diawara infila la tripla che accende gli animi (43-56). Lepore chiama sospensione e stavolta è Putney a litigare con Dell’Agnello ea non partecipare al time out. Senza Sosa e Putney ma con Giuri, Cinciarini, Diawara, Bostic e Watt, Caserta torna a -10 (46-56). La spinta emotiva si infrange contro gli errori sottomisura di Bostic e le difficoltà evidenti di Giuri in cabina di regia. Il terzo quarto, però, restituisce una Juve quanto meno viva (46-57). Una penetrazione di Cinciarini e due tiri liberi di Diawara tengono accese le speranze bianconere (51-59). Ancora Cinciarini dalla lunetta ed un contropiede di Putney mettono definitivamente la Juve in partita (55-61). Gaspardo smuove il tabellone della Vanoli ma, ancora il ‘Cincia’, mette la tripla del 58-63. La rimonta bianconera è lenta ed anche Sosa vuole dire la sua con 5 punti che impattano il match e fanno esplodere Pezza delle Noci (63-63). Odom esce dal time out con una bomba ma Sosa replica con la stesa moneta. Il canestro diventa enorme anche per Putney e Caserta è avanti 71-66. Cremona è in confusione totale ed i battibecchi ed i musi lunghi sulla panchina bianconera si sono trasformati in abbracci e pacche sulle spalle (71-66 a 4:21 dalla fine). Le mani di entrambe le squadre si raffreddano e Dell’Agnello, a 2:06 dalla fine, decide di parlarci su (72-66). Odom fa solo 1/2 dalla lunetta e Putney trova una tripla di tabella incredibile (75-67). E’ ancora Odom ad illuminare Cremona con due triple consecutive (75-74 a 14:49 dalla fine). Sosa, dalla lunetta fa 2/2. Turner, sempre dalla lunetta ne mette solo uno e, ancora Sosa, ai liberi, regala una vittoria più che sofferta al pubblico di Caserta. Finisce 79-75. La Juve molle, indecisa e spenta trova vita sul finire del terzo quarto, dopo la sfuriata del coach e l’incitamento del palazzetto. Sosa cambia volto e sigla 14 punti. Putney lo segue con 19. Servono due cuori ai tifosi di questa Juve per sopravvivere ad un match incredibile.  (Foto A. Fiacco)

 

PASTA REGGIA JUVE CASERTA – VANOLI CREMONA 79-75

Parziali: (14-20, 30-42, 46-57)

PASTA REGGIA JUVECASERTA: Sosa 14, Iavazzi n.e., Diawara 13, Cinciarini 15, Ventrone n.e., Putney 19, Gaddefors 1, Giuri 0, Bostic 11, Cefarelli 0, Watt 6, Johnson 0. Allenatore: Dell’Agnello.

VANOLI CREMONA: Johnson-Odom 27, Amato n.e., Mian 2, Gaspardo 12, Harris 4, Carlino 4, Boccasavia n.e., Wojcechowski 8, Billigha 12, Turner 1, Thomas 5. All. Lepore.

Arbitri: Attard Lanzarini Belfiore

Spettatori: 2.673

Incasso: € 20.782,00

Sala Stampa

Dell’Agnello: “Per noi oggi era difficile perché dopo la bella vittoria a Reggio e la brutta sconfitta contro Varese avevamo una pressione incredibile. Abbiamo tirato malissimo all’inizio e ci siamo complicati la vita all’inizio. Ringrazio i tifosi che ci hanno aspettato e ci hanno fatto vincere la partita. Oggi è stata una bella storia di sport, una debolezza all’inizio e grande carattere alla fine. Abbiamo fatto cose buone in difesa, con raziocinio. Quando sei sotto non è facile. Ringrazio Bostic e Cefarelli che non si allenano da tante settimane ed oggi ci hanno dato una grande mano. Loro avevano vinto qualche partita e c’era la variabile impazzita Odom. Noi non abbiamo difeso male su di lui, ha fatto tanti canestri in step back e nessuno può marcare quel suo movimento nel campionato italiano. Avevamo tanta pressione e c’è stato qualche nervosismo di troppo. Un dato è che a 12 giornate dalle fine siamo a 12 punti dalla salvezza. Siamo però anche in un gruppo di squadre che balla dal sesto all’undicesimo posto. Ho detto loro che bisogna giocare senza paura, che i problemi nella vita sono altri. Abbiamo cambiato qualcosa nelle gerarchie. Siamo in 9 e dobbiamo utilizzarli tutti e 9. Possiamo avere un impatto fisico diverso. Nel secondo tempo abbiamo fatto tanta tattica, cambiando tipo di difese sulla base di quelli che loro avevano in campo. Putney l’ho cambiato molte volte per questo motivo, perché alternavamo difese a zona, match up e uomo. Nel finale aveva cattive percentuali ai liberi ed ho preferito utilizzare altri. Abbiamo dimostrato di essere un gruppo coeso ed unito, lo ha dimostrato il campo. Avevamo deciso di stare grossi su Odom, marcato da Gaddefors e Diawara, ma oggi era immarcabile. Per come siamo oggi, siamo grossi sull’esterno e dobbiamo sfruttarlo, mettendo Diawara in post basso, e sfruttando il lato debole”.

Lepore: “Ogni volta siamo come Penelope, facciamo la tela e poi la distruggiamo. Abbiamo fatto la partita nella prima metà e poi concediamo 33 punti nell’ultimo quarto, dove si vincono le partite. Nessuno di noi pensava che Odom potesse risolvere tutti i nostri problemi. Ha dismotrato quello che può dare a questa squadra e noi abbiamo dato prova di come le partite vanno vinte in difesa. Abbiamo concesso alla Juve di rientrare in partita e poi lo paghi. Eravamo 38-54 e ci siamo disuniti nel momento più delicato. E’ chiaro che non ce l’ho con l’attacco. Abbiamo cambiato il play titolare tre giorni fa e si devono ancora conoscere. La difesa è stato il nostro problema. Dobbiamo lavorare tanto. Abbiamo Torino in casa e poi la pausa dove lavoreremo per inserire Odom, un giocatore differente rispetto al nostro vecchio play. Sono andati in ritmo Putney, Cinciarini e Sosa e la chiave di tutto sono i 33 punti subiti nell’ultimo quarto. Non abbiamo stretto in difesa quando contava”.

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