Juvecaserta: soubrette, peripatetiche e giornalisti con la sciarpa. La cornice selezionata da Carlo Giannoni

Caserta - “Per il bene della società occorre fare fronte comune”. Una frase diventata negli anni il refrain per chi si è impelagato nelle vicende della ‘tanto amata’ Juvecaserta. Esplicite richieste realizzate telefonicamente o successive a ‘cene ad hoc’ organizzate con la stampa locale o, in taluni casi, con singoli esponenti della stessa. Talvolta, si è giunti anche ad alzare la cornetta ‘nel tentativo di imporre’ i voti in pagella dei giocatori in casacca bianconera. “Un 4 potrebbe destabilizzarlo”, si sentiva dire. Ma è successo anche che “non si poteva scrivere della mancanza delle porte antincendio al Palamaggiò, perché che figura ci facciamo?”, ma poi scoprire che il motivo era legato ad un ‘buco’ (nel gergo vuol dire notizia non presa) da un giornale ‘controllato’. Il refrain, magari meno esplicito, continua anche oggi. Ieri, come oggi, c’è chi ha sempre respinto ogni ‘richiesta’ di questo tipo.
Poi, nell’arco degli anni, succede che dalle menti di cinque biechi soggetti viene messo su un progetto finalizzato ad offrire un’informazione ‘non’ condizionata da eventi e/o pressioni esterne. Un progetto per nulla fazioso, per nulla interessato e, respingendo in maniera pretenziosa ma convinta qualunque tipo di accusa, capace di tenere sempre ben distinto il concetto di equidistanza con quello di equivicinanza. Un gruppo di ‘disaddati’ si potrebbe pensare nel momento in cui il mondo dell’informazione si globalizza, nel male. Un progetto che ha sempre permesso di far venire a galla la realtà dei fatti, anche quando gli stessi arrecavano dolore.
Da soli, gli stessi cinque, si sono erti a difensori di un’intera città quando la famosa firma (Canfora per la Gazzetta dello Sport) gettava fango su tutti i casertani indistintamente. Anche nel momento in cui la stessa società bianconera (un comunicato stampa sarebbe stato doveroso, ma questo lo avrebbe dovuto capire Caputo) non ha mosso un dito. Allo stesso modo portammo avanti una crociata contro il giemme Betti, facendoci piovere sul capo accuse sterili di quella parte di tifoseria che oltre il bianco ed il nero non vede null’altro. I fatti ci diedero ragione. E quando il vicepresidente Verazzo fu arrestato? “Forse non era il caso di sottolineare il ruolo che ricopriva in società”, altra telefonata. Su quella strada però si andò avanti. Fino a due settimane fa.
Un rifiuto da parte dell’ufficio stampa in risposta ad una normalissima richiesta d’accredito. Stessa forma, stessa dicitura, stessa intestazione. All’improvviso ‘interno18’ non è più accettato all’interno del tempio del basket. Le regole sono cambiate, si potrebbe pensare. Giustificazione ammissibile da una stagione all’altra. Per nulla concepibile in corso d’opera. La motivazione (ufficiale)? Il corrispondente che, da marzo 2008 a novembre 2009 (un periodo che abbraccia tre diverse stagioni agonistiche), non è iscritto all’ordine dei giornalisti. Il suo iter procedurale terminerà il 31 dicembre 2009. Allo stesso, dopo una richiesta esplicita da parte del giornale leader in provincia di Caserta, proprio tramite interno18 si sono aperte le porte de ‘Il Mattino di Caserta’, dove collabora tuttora e per conto del quale porterà a termine buona parte della pratica da pubblicista.
La legge è legge. Altra giustificazione. Perfetto. Nulla quaestio, purché sia tale per tutti. Al Palamaggiò non è così. Oltre gli accrediti esistono anche i ‘pass’ ad personam con i quali, in maniera strategica, si sopperisce all’accredito stesso. Nella maggior parte dei casi spuntano tra decolletè che passeggiano su tacchi a spillo. In altri casi gli accrediti sono ‘legittimi’ ma vanno a finire in tribuna o addirittura in curva anziché sedere tra i banchi della stampa dove chi, con estrema dedizione al proprio dovere, lavora ogni domenica dell’anno per seguire le vicende della Juve. Del resto il giornalista con la sciarpa ha rappresentato quasi una moda imposta a Caserta. “Perché se il giornalista che scrive di Juve non tifa pure, allora è ‘scafatese’”. Sempre la solita gente, si sentirà dire dopo la pubblicazione di questo articolo. Sempre la solita gente, è vero, che un giorno forse parlerà anche delle convezioni con negozi di articoli sportivi.
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onore a VINCENZO ALTIERI
Onore ai ragazzi di Interno18. Ci vorrebbero mille Altieri, mille Frondella non solo a Caserta ma in tutta Italia. Avete la mia ammirazione.
che divertimento...
Opinioni legittime e forse fondate... ma è da capire se tutto lo scenario che descrive l'articolo si è materializzato solo la domenica che non è stato assegnato l'accredito o se era preesistente.
Il pass allora è la conditio sine qua non della trasparenza e dell'oggettività "giornalistica"???
L'articolo sembra l'ennesima dimostrazione della tesi che in realtà si vuole denunciare...
Bah...