Con - Scientia. Pronti per le vacanze? Al mare nel Sistema Solare

Qualche posto dove prenotare all’ultimo momento… ma solo per gli amanti del freddo intenso

Le vacanze estive sono ormai alle porte, per chi non è già in ferie, e difatti per me scrivere una puntata della rubrica in agosto è abbastanza inusuale. Ma, visto che non avevo ancora preparato nulla per augurarvi buon riposo, ho pensato bene di dedicare questa puntata all’acqua presente nel Sistema Solare. Ai meno esperti potrebbe sembrare che solo la Terra abbia riserve d’acqua sufficienti, ma, grazie alle varie missioni di esplorazione spaziale degli ultimi decenni (e soprattutto degli ultimi anni) sappiamo ora che la presenza di acqua su diversi oggetti che, come noi, orbitano intorno al Sole è tutt’altro che rara. Tralasciando i minuscoli rivoli di acqua salata che sono sporadicamente presenti su Marte durante la stagione estiva (troppo piccoli per potercisi fare il bagno) la zona che sarebbe maggiormente gettonata da eventuali turisti spaziali è quella nei dintorni di Giove e Saturno, visto che almeno sei dei loro innumerevoli satelliti possiedono un oceano interno di tutto rispetto.

Europa, Ganimede, Callisto, Encelado, Titano e Mimas sembrano infatti avere una grande quantità di acqua appena al di sotto della loro superficie: acqua che resta allo stato liquido non certo per il riscaldamento che gli assicura il Sole, quanto, piuttosto, per le enormi forze gravitazionale dei pianeti intorno cui orbitano. Giove e Saturno sono i giganti del nostro Sistema Solare ed i loro satelliti si trovano talmente vicini ad essi da venire deformati in modo sensibile: queste deformazioni continue si trasformano in energia disponibile per gli oceani sommersi, tanto che, anche a temperature altrimenti glaciali, l’acqua continua a scorrere liquida.

Titano merita anche una menzione a parte perché, oltre alla probabile presenza di acqua sotto la superficie, è un vero e proprio “mondo alla rovescia” in superficie, con temperature tali da portare allo stato liquido idrocarburi come il metano, che sono così in grado di avere un ciclo del tutto simile a quello dell’acqua sulla Terra: su andassimo in vacanza su Titano vedremmo laghi, fiumi, piogge e nuvole di idrocarburi (anche se moriremmo poco dopo a causa della tossicità dell’atmosfera e delle temperature più che rigide).

Recenti scoperte di acqua sono state poi fatte appena sotto la superficie di Cerere, l’oggetto più grande della fascia principale di asteroidi (talmente grande e dalla forma sferica da essersi meritato la promozione a “pianeta nano”): grazie alla sonda NASA Dawn, e anche ad uno strumento tutto italiano come lo spettrometro VIR, è stato possibile prima scoprire i più grandi depositi di carbonati in tutto il Sistema Solare e poi notare l’assenza di grandi crateri da impatti.

Entrambi questi indizi riconducono alla presenza di acqua sotto la superficie, l’unica in grado di alterare la roccia formando carbonati e di rendere la superficie abbastanza mobile da rimodellarsi nel tempo, cancellando i grossi crateri da impatto.

E se pensare che le sorprese siano finite qui vi sbagliate, perché poco tempo fa la sonda New Horizons ha mostrato, allo stesso modo, ovvero grazie alla mobilità della superficie, evidenze di un probabile oceano di acqua sommerso su Plutone, un oggetto talmente lontano dal Sole che, alla sua massima distanza l’intera atmosfera congela e cade al suolo.

Insomma, questa estate, se non avete ancora prenotato, provate ad andare in uno di questi luoghi… anzi no, forse è meglio restare qui, che lì fa davvero troppo freddo.

Buone vacanze!

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