Rosetta cacciatrice dei mattoni della vita

Nuovi risultati dalla cometa 67P mostrano come sulle comete ci siano gli ingredienti base per la vita siano effettivamente. E questo ci spinge sempre oltre

La missione Rosetta verso la cometa 67P Churyumov-Gerasimenko si sta avviando alla conclusione, dopo più di dieci anni passati in giro per il Sistema Solare e più di un anno a stretto contatto con il suo obiettivo finale.

Tra quelle attive negli ultimi anni è stata una delle missioni che più ha catalizzato l’attenzione anche della stampa non specializzata in materia scientifiche perché ci ha permesso di vedere da vicino un oggetto generalmente idealizzato come una stella con una lunga coda luminosa e perché, con il suo “accometaggio” ci ha dato l’opportunità di vivere quello che i nostri genitori hanno vissuto con il primo allunaggio dell’Apollo 11 nel 1969.

Ma se un motivo di fondo c’era nell’ideazione di questa missione, era di sicuro quello di cercare il legame tra le comete e l’inizio della vita sulla Terra. Diverse sono infatti le teorie secondo le quali noi non saremmo qui se non grazie ad un intervento esterno, foriero, se non di essere viventi, almeno degli ingredienti fondamentali per accendere la scintilla della vita.

L’unica misura precedente di polvere cometaria era stata quella della sonda NASA Stardust, che aveva riportato a Terra alcuni campioni prelevati dalla chioma della cometa Wild 2 e che, nonostante risultanti non negativi, ha sempre subito la spada di Damocle rappresentata da una possibile contaminazione terrestre delle polveri raccolte.

Ed invece ora, grazie allo spettrometro di massa ROSINA, il team di Rosetta è riuscito a mostrare al mondo per la prima volta che il più semplice degli amminoacidi, la glicina, ed il fosforo, componente essenziale del DNA, possono essere presenti nelle comete.

Le varie teorie sullo sviluppo della vita possono quindi ripartire con un punto fermo, ovvero che quelle comete che, insieme agli asteroidi, ci hanno bombardato miliardi di anni fa, sono più che indiziate per aver portato qui da noi i mattoni fondamentali per la costituzione dei primi essere viventi.

Ancora nulla si sa su come realmente composti inanimati si siano assemblati per dare origine ad essere viventi, ma, grazie ai passi da gigante che tutta la ricerca scientifica sta compiendo negli ultimi anni, c’è da scommettere che non passeranno decenni prima che a qualcuno venga in mente il modo di verificare teorie sempre più accurate.

E tutto ciò nonostante il senso comune possa farci credere che, dopo le grandi scoperte di fine ‘800 e inizio ‘900, la conoscenza scientifica abbia raggiunto il suo limite.

Al contrario, appoggiandoci su quelle conoscenze, stiamo riuscendo ad andare oltre, arrivando laddove nessuno aveva mai osato nemmeno sperare prima.

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