Con-scientia. Arte e scienza alleate per il bene dell’umanità e non rivali di una guerra tra poveri

Sabato a Napoli è in programma un flash mob per diffondere l’insegnamento musicale nelle scuole: ecco perché anche le scienze ne devono trarre beneficio

Napoli - Sabato prossimo si terrà in Piazza del Plebiscito una lodevole iniziativa per avvicinare le persone, ed in particolare gli studenti, alla musica ed al canto. Con il supporto, tra gli altri, della Regione Campania, del Comune di Napoli, del Conservatorio San Pietro a Majella e del MIUR, “Piazza InCantata” si propone di riunire in un flash mob il più grande coro polifonico al mondo, grazie alla partecipazione volontaria di migliaia di persone che troveranno tutto il materiale per partecipare ed esercitarsi online.

Peccato che in Italia ogni volta che si parla di istruzione si inneschi una guerra tra poveri, spesso insensata. È il caso delle parole che Luigi Berlinguer, tra gli organizzatori e promotori della manifestazione, ha pronunciato domenica mattina durante la trasmissione RAI “Unomattina in famiglia”, allorquando ha motivato la necessità di sensibilizzare la cultura musicale ed artistica nelle scuole parlando di una istruzione in Italia troppo incentrata sulle materia scientifiche e razionali.

Ma come, sono anni che diciamo che in Italia la scienza è trattata male ed incentivata poco e poi un ex ministro della Repubblica accusa una scarsa diffusione delle arti a scapito delle scienze?

Ho già detto che per me questa è una guerra tra poveri insensata e qui di seguito vi illustrerò i motivi del mio pensiero, partendo dal fatto che arte e scienza sono tutt’altro che in contraddizione, potendo a buon diritto classificarsi come l’una compenetrata nell’altra.

Partendo proprio dalla musica, come dimenticare l’importanza della matematica nella sua generazione e comprensione, visto che ogni nota è generata da un’onda acustica e che gli accordi sono tali soltanto grazie ai rigorosi rapporti matematici che devono intercorrere tra le singole frequenze che li compongono?

Ed allo stesso modo in architettura, e più in generale nelle arti visive, non si può fare a meno dell’uso del “rapporto aureo” per rendere armoniosa una costruzione o una figura (e lo sapevano bene già i greci). Rapporto che è presente anche in natura nei petali dei fiori più belli e nelle forme perfette delle conchiglie di alcuni invertebrati.

Per quanto riguarda la creatività, che alcuni potrebbero immaginare come una caratteristica tipica ed esclusiva delle arti, a mio avviso è, invece, ampiamente utilizzata nelle scienze, laddove, prima di formulare teorie matematiche, il ricercatore è costretto ad immaginare soluzioni ardite per risolvere un problema complesso. Come nel caso della meccanica quantistica, che ci permette di esplorare l’infinitamente piccolo con risultati spesso lontani dal senso comune, o con la Teoria della Relatività.

Arte e scienza rappresentano quindi due facce della stessa medaglia, da vedere non in contrapposizione, ma in unione: sono, probabilmente, le discipline che maggiormente distinguono l’uomo dagli altri animali e sono entrambe alimentate dalla nostra irrefrenabile voglia di non accontentarci semplicemente di sopravvivere.

Tramite le arti riusciamo a carpire la bellezza del creato, ma senza la scienza non sarebbe possibile trasmettere quella stessa bellezza e quello stesso stupore perché la fisica e la matematica non sono altro che gli strumenti che abbiamo per capire i meccanismi della natura intorno a noi.

Personalmente spero che l’iniziativa di sabato prossimo possa essere un successo e che, davvero, l’educazione musicale possa tornare a rivestire un ruolo fondamentale nelle scuole. Ma, allo stesso tempo, la mia speranza è che si possa insegnare, finalmente, che la natura è unica e che ci sono mezzi per conoscerla e mezzi per mostrarne la bellezza e che la sete di conoscenza dell’essere umano non è appagabile solo con un mezzo o con l’altro: la conoscenza è sempre buona, in qualunque forma essa si trovi. 

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