Con - Scientia. Giardinieri spaziali per fiori orbitanti

Qualche giorno fa è stata celebrata la fioritura del primo fiore di zinnia coltivato sulla Stazione Spaziale Internazionale: un altro passo verso una maggior permanenza in orbita

Da alcuni giorni circola in rete la fantastica foto del primo fiore sbocciato a bordo della Stazione Spaziale internazionale ed è un bene che questa immagine stia diventando popolare perché permette di capire una serie di cose.

Sebbene questa zinnia non sia il primo vegetale ad essere stato coltivato nello spazio (l’anno scorso è stato il turno di un paio di piante di lattuga, ma già nel 1997 a bordo della stazione orbitante russa MIR venne coltivato con successo del grano) è il primo esperimento del genere conclusosi con successo senza supporto immediato da Terra.

Trattandosi sempre di esperimenti scientifici, fino ad oggi ogni passo legato alla coltivazione di vegetali a bordo della ISS veniva prima deciso in collaborazione con i responsabili del progetto Veggie, attivo sulla Stazione dal maggio 2014. In questo caso, invece, Scott Kelly, l’astronauta responsabile della coltivazione, ha dovuto agire di sua iniziativa, dopo aver già assistito ad alcune anomalie nella crescita della pianta. Alla vigilia di Natale, nel momento in cui si è reso conto che la pianta era in sofferenza per scarsità di acqua, ha dovuto provvedere a regolare l’irrigazione, sebbene da Terra gli avessero risposto che la tabella prevedeva di innaffiare la pianta solo il 27 dicembre.

Alla stregua del Mark Watney di The Martian, capace di coltivare in autonomia le patate marziane necessarie alla sua sopravvivenza, sulla ISS sono stati in grado di comprendere al meglio le operazioni necessarie alla sopravvivenza della zinnia, celebrando il risultato ottenuto con una foto su Twitter.

A differenza di quanto descritto nel libro e nel film qui nulla è stato semplice, con tassi di riuscita bassi e difficoltà impreviste (le prime due piante di lattuga coltivate sono morte e solo la terza è state mangiata; all’inizio la zinnia stava morendo per una errata ventilazione). Nonostante ciò l'esperimento è stato un successo e si è dimostrato il primo passo per la formazione di “giardinieri spaziali”, capaci di avere cura delle coltivazioni in autonomia.

Un altro risultato importante è stato notare che tutti gli esperimenti del genere condotti nello spazio hanno migliorato la condizione psicologica dell’intero l'equipaggio, anche dei componenti che non si sono presi cura direttamente della coltivazione: probabilmente perché in un ambiente artificiale nel quale la natura non esiste, importare e far crescere forme di vita comuni sulla Terra diminuisce la sensazione di trovarsi isolati e letteralmente “fuori dal mondo".

Un giorno qualcuno disse che chi sarebbe stata una nuova era solo quando ci fosse stato il primo bambino concepito nello spazio: non siano ancora a quel livello, ma i passi da compiere sono sempre di meno e sempre più spesso si guarda come alla Stazione Spaziale Internazionale più ad un punto di partenza verso orizzonti più lontani, che ad mero un laboratorio di eccellenza.

 

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