Ad alta quota suoni infrasonici sconosciuti, ma non alieni

L’utilizzo di palloni sonda per le ricerche degli studenti ci mostra quanto la NASA voglia portare la scienza alla portata di tutti… in barba ai complotti

Il progetto High Altitude Student Platform (HASP) della NASA, mira a coinvolgere in maniera quanto mai attiva gli studenti universitari statunitensi in un ramo della ricerca a cui avrebbero altrimenti difficilmente accesso.

Con questo programma la NASA mette e a disposizione dei palloni di alta quota da equipaggiare con diversi strumenti, così da acquisire dati per ricerche ideate direttamente dagli studenti. E a volte capita che i risultati ottenuti diventino di rilevanza internazionale, anche se non scientificamente rilevanti (almeno nel breve periodo).

È quanto successo a Daniel Bowman, un neo-laureato dell’Università del North Carolina, che ha visto realizzare il proprio sogno di riuscire a far volare fino a 37 km di quota il suo microfono “infrasonico”, capace, quindi, di captare suoni di frequenze più basse rispetto a quanto l’orecchio umano è in grado di percepire.

Daniel non è nuovo a questo tipo di esperimenti, essendo riuscito a costruirsi da solo altri palloni sonda fin dai tempi del liceo, e crede che l’analisi degli infrasuoni captati ad alta quota possa essere uno strumento di grande utilità in diversi campi scientifici. A causa della loro bassa frequenza e della distanza dai “rumori” superficiali, gli infrasuoni ad alta quota possono trasportare informazioni riguardanti diversi fenomeni, come ad esempio tempeste, terremoti, vulcani e valanghe… e c’è chi già propone di utilizzare esperimenti simili su Venere e Marte per rilevare condizioni meteo particolari o terremoti, senza dimenticare che negli anni ’60 gli infrasuoni erano utilizzati per “spiare” i test nucleari del nemico.

Nel caso in questione, riuscendo per la prima volta a far salire il pallone ad una quota davvero considerevole, in una regione dell’atmosfera dove nemmeno gli aerei arrivano, le registrazioni effettuate si sono rivelate ben difficili da analizzare ed interpretare.

Il pallone ha sorvolato lo stato del New Mexico per 725 km, registrando una complessa serie di suoni sulle cui origini gli esperti sono ancora al lavoro.

Sebbene alcuni giornali italiani non abbiano esitato a scrivere di suoni “alieni”, secondo tutti i ricercatori coinvolti a formare le registrazioni sono fenomeni tutt’altro che extraterrestri. In particolare, vista la distanza che possono percorrere le onde infrasoniche, ci può essere un po’ di tutto: pale eoliche, onde oceaniche, turbolenze atmosferiche, senza eliminare la possibilità di rumori dovuti allo stesso cavo atto a sorreggere il microfono.

Come si dice sempre in questi casi, nuovi studi sono in via di definizione per chiarire la questione e, non a caso, il microfono di Daniel Bowman sarà incluso anche nella prossima edizione di HASP, tanto per far capire a chi pensa che la NASA sia una istituzione volta a nascondere segreti, che chiunque può fare scienza sotto l’egida dell’agenzia americana.

Contatti

Sito web: http://conscientia.altervista.org

Facebook: www.facebook.com/ConScientia.Int18

Twitter: @con_scientia

Google+: https://plus.google.com/u/0/108661401121141962916/posts

E-mail: rubrica.conscientia@gmail.com

Commenta su Facebook