Con-scientia: la cometa di Natale quest’anno è più vera

Scoperto carbonio organico sulla 67P e intanto qualcuno pensa a come è nata la vita

Siamo giunti all’ultima puntata prima della pausa natalizia, e quest’anno molti di noi vedranno la classica cometa messa sul presepe con occhi diversi, grazie al grande successo (scientifico e mediatico) della missione Rosetta, che ci ha mostrato in maniera distinta cosa è davvero una cometa.

Di certo non è una stella, essendo formata da roccia, ghiaccio e polvere, ma potrebbe avere molto a che fare con l’origine della vita: era un’ipotesi avanzata già anni fa, ma proprio a dicembre sono stati presentati al meeting autunnale dell’American Geophysical Union le mappe di carbonio organico individuato grazie allo strumento (quasi totalmente italiano) VIRTIS.

Dall’individuazione di carbonio organico alla scoperta di forme di vita il passo è notevole, ma questo tipo di carbonio (chiamato così quando si combina con idrogeno ed ossigeno) è sempre presente nei processi vitali: senza carbonio organico non c’è vita e negli amminoacidi, i cosiddetti mattoni della vita, c’è carbonio organico.

La scoperta è certamente rilevante, ma la strada per la reale comprensione di cosa sia la vita deve passare necessariamente per la scoperta del processo in grado di trasformare una serie di atomi inanimati in un essere vivente.

Tale processo è sicuramente difficile da individuare, anche perché agli studi sull’evoluzione della vita sulla Terra manca un tassello fondamentale: abbiamo tracce di vita nelle rocce più antiche presenti ancora oggi sul nostro pianeta, ma queste forme di vita sono troppo evolute per essere considerate davvero “primitive”. E la tettonica a zolle, che ricicla continuamente la superficie della Terra, ha cancellato in maniera definita le rocce nelle quali è stato registrata la “creazione” della vita.

A questo quesito ultimamente ha cercato di rispondere, in maniera totalmente differente da quanto fatto finora, un giovane professore associato del Massachussets Institute of Technology di Boston, secondo il quale, seguendo le leggi della fisica, la nascita della vita è un processo quasi necessario.

Ad un attento studio gli esseri viventi si distinguono da conglomerati di atomi inanimati per la loro grande capacità di trasformare l’energia in forme sempre meno concentrate: le piante, ad esempio, raccolgono la luce solare nel visibile usandola per produrre zuccheri e rilasciando radiazione infrarossa (meno energetica di quella visibile).

Questo processo è ben noto in fisica grazie al secondo principio della termodinamica, secondo il quale l’entropia di un sistema chiuso (e l’universo è un sistema chiuso) non può fare altro che aumentare. In altre parole l’energia tende sempre a diffondersi al passare del tempo e per questo motivo spesso il secondo principio della termodinamica è anche visto come la legge della freccia del tempo: un caffè caldo lasciato in una stanza fredda diminuirà la sua temperatura per raggiungere quella della stanza.

E cosa riesce a disperdere meglio di una pianta la radiazione visibile del Sole se non due piante? Questa teoria sarebbe quindi anche in grado di spiegare la necessità di riproduzione degli essere viventi.

Secondo l’autore di questa teoria il tutto è in accordo con la legge dell’evoluzione naturale formulata da Darwin, ponendone, anzi, le basi fisiche rigorose, ma, come per tutte le novità, non tutti sono d’accordo e, come abbiamo imparato in questi quattro anni e mezzo di rubrica, le teorie stanno in piedi solo se suffragate da risultati sperimentali.

Proprio per mantenere fede a ciò sono già pronti esperimenti per testare se differenti culture cellulari con mutazioni genetiche differenti siano in grado di mostrare andamenti previsti dalla teoria.

Lo studio dell’origine e dell’evoluzione della vita ha certamente ancora tanto da dire, ma idee come questa e scoperte come quella di VIRTIS sono certamente un buon modo di farci capire che il mondo nel quale viviamo è davvero straordinario e merita di essere protetto e salvaguardato il più possibile.

Sul nostro sitotrovate i link agli studi scientifici citati ed il video relativo alla scoperta di VIRTIS.

Buone feste!

 

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