Con-scientia. In vacanza su Titano

La suggestiva meta del Lago Ontario su Titano, la maggiore delle lune di Saturno
Siete pronti per andare in vacanza? Visto che siamo quasi ad agosto spero di sì, ma nel caso in cui non abbiate ancora deciso quale parte del nostro splendido pianeta visitare potreste prendere in considerazione l’idea di passare una settima al Lago Ontario su Titano, la maggiore delle lune di Saturno. Dal 2004, infatti, grazie alla sonda Cassini ed al suo lander Huygens, frutto di una stretta collaborazione tra NASA ed ESA, che ha visto in prima linea l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Titano è l’unico corpo celeste conosciuto con laghi e fiumi (Terra esclusa, ovviamente). Il Lago Ontario è molto grande, circa sette volte il nostro Lago di Garda, e lì potrete trovare delle belle spiagge accarezzate da brezze ed onde, insenature riparate dove ormeggiare le vostre barche ed un bel delta da ammirare. E, particolare da non trascurare, l’estate su Titano dura quanto 29 estati qui da noi, così avrete la scusa buona per convincere il vostro capo a prolungarvi le ferie. Peccato solo per alcuni inconvenienti. La distanza, che è di circa un miliardo di chilometri, la temperatura non superiore ai 180 gradi sottozero ed il metano liquido che troverete al posto dell’acqua. Ad osservare le immagini di Titano tutto sembra molto familiare, con conformazioni simili a quelle terrestri. I laghi hanno linee di costa formate dalle onde che vi si infrangono. La neve cade sulle alture e poi, sciogliendosi, dà luogo a fiumi che confluiscono nei laghi. Tutti questi scenari non sono, però, azzurri come sulla Terra, ma neri, come il colore del metano liquido nelle condizioni di temperatura e pressione di Titano. Tutto ciò è reso possibile dal fatto che, così come sulla Terra al suolo c’è una temperatura vicina a quella che segna il passaggio dell’acqua da solido a liquido (0°C), così su Titano la temperatura superficiale è prossima a quella che segna il passaggio dalla fase solida a quella liquida del metano (che qui sulla Terra è sempre sotto forma di gas). Per la precisione, il passaggio di fase per il metano è a -183° C e, come abbiamo detto prima, la temperatura su Titano si aggira proprio attorno ai 180 gradi sottozero. La temperatura molto vicina a quella di fusione del metano ha fatto sì che negli ultimi tempi gli studi su Titano si siano moltiplicati e, proprio il Lago Ontario, è stato al centro di alcuni di essi. Approfittando del fatto che al momento attuale su Titano si sta passando dall’estate all’autunno (ogni anno lì dura quanto 29 dei nostri) alcuni ricercatori sono andati in cerca di prove dell’esistenza di un ciclo del metano, simile a quello dell’acqua presente sulla Terra. Si è così scoperto che il lago non ha sempre la stessa profondità e forma ma queste variano, invece, a seconda della stagione. In estate, quando la temperatura è generalmente al di sopra di quella alla quale il metano fonde, il Lago Ontario tende ad evaporare, portando alla luce pianure alluvionali altrimenti nascoste ed abbassando il suo livello di un metro all’anno. Con l’arrivo dei primi freddi, la temperatura torna abbastanza fredda per rendere di nuovo il metano liquido e le piogge riempiono nuovamente il lago. Questo è stato possibile grazie ai vari strumenti presenti sulla sonda Cassini ed in particolare al suo radar che ha permesso di ottenere informazioni precise sull’altimetria del posto e addirittura di individuare delle spiagge nei pressi del lago. A conti fatti, quindi, credo che anche questa estate vi convenga tornare nel vostro solito posto di villeggiatura, ma chissà che magari tra qualche anno a qualcuno non venga davvero voglia di provare la sensazione di un tuffo a 180 gradi sottozero. Però, chi sa dirmi come fa un radar ad inviarci tante preziose informazioni sulle strutture superficiali di Titano? Il radar non è quello strumento che si usa per intercettare gli aerei? Rispondetemi a con-scientia@fastwebnet.it. Nel prossimo numero di questa rubrica, che sarà online a settembre, sarò lieto di rispondervi. Per quanto riguarda, invece, la domanda della settimana scorsa, la risposta è abbastanza semplice. In inglese c’è differenza tra le parole “canal” e “channel”. La prima indica un canale artificiale, mentre la seconda un canale naturale. L’utilizzo del termine “canal” nella traduzione inglese del testo di Schiaparelli è quindi stata vista come l’interpretazione dei canali come canali costruiti da intelligenze aliene.

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