Casertana 1908-2008: una passione lunga 100 anni

Tutto ebbe inizio con Mimì Bluette. Una storia fatta di grandi gioie e di profonde delusioni. Dalla serie B alla quarta serie: cambiano le denominazioni ma la storia continua
1908-2008: Cent'anni di storia, cent'anni di una passione per il calcio che all'ombra della Reggia è riuscita a resistere anche ai più grandi cataclismi. Nella stagione in cui la Casertana si è rimboccata le maniche per ritentare la scalata partendo dal basso, il sodalizio rossoblu festeggia il raggiungimento di un traguardo che in Italia è un vanto dipochi club. 100 anni ma non dimostrarli. GLI ALBORI. Tutto iniziò nel lontano 1908 quando Mimì Bluette, cameriere del Circolo Nazionale di piazza Margherita, decise di dare il via ad una sottoscrizione popolare per fare in modo che anche in Terra di Lavoro un fenomeno importante come quello calcistico mettesse radici. Venne così fondata la prima società calcistica dal nome 'Robur Caserta'. Le prime partite vennero disputate nei giardini della Reggia, per poi 'trasferirsi' in Piazza d'Armi. Il calcio diventa pian piano un fenomeno popolare in tutta la Provincia, e nel 1912 nasce l'Us Volturno. I colori sociali sono il nero e il verde ma sulla casacca compare lo scudetto con i colori storici rosso e blu. Il primo calciatore simbolo porta il nome di Totonno Costa, elemento di indiscusso valore, fino ad arrivare poi ad Attila Sallustro, poi figura storica del Calcio Napoli. NASCE L'US CASERTANA. Tappa fondamentale per la storia rossoblù è rappresentata sicuramente dal 1924. In quell'anno vide la luce l'Unione Sportiva Casertana. Insomma il falchetto sta per spiccare il volo. La nuova squadra testa la propria forza in una serie di amichevoli: alla fine le vittorie saranno 34 su 36, e così finalmente il club viene iscritto alla Federazione Nazionale. Siamo nel 1926, anno in cui il 1 agosto venne fondata la Società Sportiva Calcio Napoli. I casertani prendono parte al campionato di seconda serie. L'esordio è a dir poco stupefacente. Le vittorie arrivano a raffica ma, come spesso accaduto nella storia della Casertana, dietro l'angolo c'era un imprevisto che avrebbe presto cambiato il corso della storia. Nella sfida contro i capitolini della Roman, il direttore di gara concede ben tre rigori agli avversari. Il pubblico non ci sta e si registra un'aggressione al fischietto di turno e così l'Unione Sportiva Casertana venne espulsa dal torneo per 'indegnità'. Successivamente la squadra viene riammessa, ma i risultati non sono più quelli di inizio stagione. Alla fine della stagione la squadra verrà smembrata e per la Casertana ci sarà il primo black-out della sua storia. Dal 1927 al 1935 il falchetto non volerà più. Nel 1937 la costruzione dello stadio 'Pinto' dà il la alla rinascita del calcio all'ombra della Reggia. Nel '38 si riparte dalla terza serie e la squadra dell'ungherese Zalaia chiude al secondo posto ad un punto dal Savoia.Il 27 agosto 1943 Caserta è vittima di un bombardamento delle truppe anglo-americane, ma il calcio non si ferma soprattutto dopo l'Armistizio dell'8 settembre e l'arrivo in città degli americani che stabiliscono presso la Reggia il loro quartier generale. UNA STORICA RIVALITA'. La Casertana intanto viene inserita nel girone meridionale con squadre come Napoli e Salernitana. E proprio in quell'anno viene scritta la prima pagina di una storica rivalità con la formazione granata. Nel derby interno (disputato sul campo di Via Roma) si registrò un altro episodio di violenza. La Salernitana conduceva per 3-1, ma nella ripresa Mario Fusco riuscì ad accorciare le distanze. La gioia per il gol durava solo pochi secondi perchè il direttore di gara decideva di annullare la rete. A questo punto il calciatore rossoblù reagiva colpendo con un pungo l'arbitro. Anche il pubblico si lasciava prendere dall'ira e, dopo aver travolto gli M.P. invadeva il terreno di gioco. Quel giorno nasceva il mito di 'Mario Cazzotto'. Al termine della guerra la Casertana prende parte al campionato di serie C, ma poi è costretta a calcare palcoscenici meno importanti a causa di problemi economici. Gli anni '50 si aprono con una vittoria in quel di Angri, in una gara arbitrata dal leggendario Concetto Lo Bello. I falchetti chiudono al primo posto a pari punti con l'Avellino e, per accedere agli spareggi per la serie C, devono vincere prima contro gli irpini. La missione è compiuta, ma nelle gare decisive con Maglie e Nissena regna l'equilibrio e tutto si decide al sorteggio. Le cose non sorridono alla Casertana che esce per ultima dall'urna, ma la ristrutturazione della serie C permettere sia a rossoblù che all'Avellino di fare il salto di categoria. Dopo la retrocessione in quarta serie alla fine degli anni '50, ecco arrivare una data fondamentale. L'ERA MOCCIA. Il 20 luglio 1963 prende i mano le redini della società l'imprenditore di Afragola Giuseppe Moccia. Il presidente promette di conquistare la serie B nel giro di due anni e in campagna acquisti gli investimenti sono ingenti. Nel 1968/69 arriva la tanto sognata serie B. Approdano così in rossoblù Fazzi e Taccetti. Questo l'undici che in cadetteria prometteva scintille: Pezzullo, De Luca, Ballotta, Anghileri, Agnoletto, De Grassi, Taccetti, Cominato, Fazzi, Selmo e Minto. I falchetti si salveranno all'ultima giornata grazie al pari interno con il Taranto. In quell'anno la Juniores di mister Giovannino Bagni conquista il titolo nazionale. LA RIVOLTA DEL PALLONE. Ma nell'estate arriva un altro scandalo. Iniziano le indagini della Federcalcio sulla sfida Trapani-Casertana. Tutto nasce da alcune rivelazioni del Commissario straodinario di Taranto il quale afferma di essere a conoscenza di una combine tra De Togni (calciatore della squadra siciliana) ed il falchetto Selmo. Ecco dunque il famoso scandalo 'De Togni-Selmo'. L'8 settembre 1969 la Casertana viene retrocessa in serie C.La Giunta Comunale di Caserta invitò tutti i cittadini a manifestare 'con qualsiasi mezzo' il proprio sdegno per quanto accaduto. In città inizia una vera e propria rivolta che sarò poi ricordata 'la Rivolta del Pallone'. Incidenti e disordini cinsero d'assedio la città. Ma l'anno successivo i rossoblù riconquistano sul campo la serie B. Il ritorno nel secondo campionato nazionale si rivela alquanto difficile. Al termine della stagione i tifosi devono digerire l'ennesimo boccone amaro con la retrocessione in terza serie. Arriva anche l'onta della quarta serie, ma basta un'annata per conquistare la neonata serie C2 grazie al secondo posto alle spalle del Formia. L'anno successivo approda all'ombra della Reggia Oscar Tacchi. Nell'1980 il calciatore si consacra in serie C1. ECCO CUCCARO. Il 21 luglio 1987 è una data fondamentale per la storia rossoblù. Diventa presidente Enzo Cuccaro e da quel momento la storia cambia. Il primo a tentare l'assalto alla serie B è il tecnico Enzo Montefusco, ma le tante occasioni sprecate nel corso della stagione tarparono le ali al falchetto. Nel 1989/90 viene riscritta la storia. La Casertana costruisce una squadra stellare con tecnico Pino Caramanno. Nella sua squadra figuravano nomi del calibro di Suppa, Solfrini, Campilongo,Grudina, Brandani, De Rosa, Marchetti, Serra, Cristiano, Piccinno e Ravanelli. La serie B sembra inevitabile, ma in cadetteria vanno Salernitana e Taranto con i rossoblù che chiudono al terzo posto. L'appuntamento è rinviato alla stagione 1990/91. Sulla panchina siede il 'Rosso Ponsacco' Adriano Lombardi e grazie alla vittoria alla penultima giornata contro il Monopoli, in città può esplodere la gioia. Nello stesso anno anche la Juvecaserta regala grandi gioie conquistando il tricolore. In cadetteria la squadra non è certo di primo piano e i falchetti al termine della stagione sono costretti a disputare lo spareggio salvezza contro l'avversario storico, il Taranto. La sfida va di scena al Del Duca di Ascoli, con ben 5.000 tifosi casertani. I falchetti crollano ai supplementari e retrocedono in serie C1. E' l'inizio della fine. IL FALLIMENTO. Nel 1993 arriva il fallimento dell'Unione Sportiva Casertana. Nasce l'Fc Casertana che riparte dalla serie D. Soltanto nel 1996/97 i rossoblu riescono ad abbandonare questa realtà sotto la presidenza Tufano. Ma arriva subito un'altra retrocessione che rischia di diventare doppia. I falchetti perdono lo spareggio salvezza ai rigori con la Puteolana. Il Giudice Sportivo, però, declassa la Caivanese ripescando la formazione di Terra di Lavoro. La storia recente è fatta di tantissime amarezze. L'ILLUSIONE. Nel 2003 inizia l'era delle illusioni targate Di Mascio. Prima una salvezza sudata per rimediare agli errori fatti ad inizio stagione da Trucco (presidente solo per pochi mesi). Nella stagione successiva la squadra dei vari Suarez, Barone, Piemonte, Mari arriva a giocarsi tutto ai play-off. Con il Savoia l'accesso alla finale è cosa fatta, ma tutto viene rovinato dagli incidenti che scoppiano al Pinto ed il Giudice Sportivo dà la sconfitta a tavolino dei falchetti. La stagione successiva scompare anche l'Fc Casertana. Dopo quattro forfait il 6 febbraio 2005 la squadra viene radiata dal campionato. Nell'estate successiva grazie all'acquisizione del titolo del Real Aversa la squadra riparte dell'Eccellenza. UN'ALTRA RIPARTENZA. Si riparte con il presidente Crisci, ma ben presto le difficoltà tornano a farsi strada. A gennaio cambia di nuovo proprietà con l'arrivo di Pascarella (ex portiere rossoblu). Inizia la rincorsa della zona play-off. Il traguardo viene raggiunto, ma la Casertana esce al primo turno in quel di Nocera contro il Succivo. Nel 2006/07 i falchetti dominano il campionato di Eccellenza, conquistano la Coppa Italia regionale e ritornano in serie D. SI TOCCA DI NUOVO IL FONDO - Ma la stagione 2007/08 riserva alla tifoseria rossoblu un'altra amara sorpresa. Casertana ai play-out ed eliminata clamorosamente dal Castrovillari dopo un inaspettato ko interno. Falchetti di nuovo in Eccellenza. Sparaco minaccia le dimissioni. Nessun imprenditore si fa avanti per rilevare il club e così il 5 agosto 2008 riparte la nuova avventura con l'imprenditore marcianisano ancora al timone.

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