Elezioni 2018. Liberi e Uguali si presenta. Fabrocile risponde ai suoi: "Non ho tradito nessuno"

Ieri l'apertura della campagna elettorale presso l'hotel Europa

Caserta - “Apparteniamo ad una forza politica nuova, che non fa propaganda nei salotti televisivi, abusando di quella ‘macchietta’ un po’ ripetuta del contratto con gli italiani. Non siamo i presunti eredi di una questione morale, proclamata ma non praticata, la quale sostiene sia più importante salvarsi l’anima, come dei moderni Savonarola, piuttosto che impegnarsi per la città, attraverso rapporti, intese ed equilibri. Vorremmo essere una sinistra non testimoniale, orgogliosa e netta delle proprie ragioni ma allo stesso tempo anche capace di giocare una partita vera, non di salvare semplicemente se stessi".

Comincia attraverso queste parole, pronunciate dal coordinatore provinciale di Articolo Uno – Mdp Caserta, Giovanni Cerchia, la campagna elettorale di “Liberi e Uguali” in Terra di Lavoro. Una bordata pesante nei confronti degli acerrimi rivali berlusconiani e pentastellati, a cui si aggiunge il desiderio di riportare in auge una sinistra più autentica, quella attenta ai bisogni dei cittadini e svincolata da poteri forti ed effimeri personalismi. All’apertura della propaganda, tenutasi nella giornata di ieri 15 febbraio presso l’Hotel Europa di via Roma, Caserta, erano presenti anche i candidati Elisa Simoni, Marianna Funaro, Mirco Sirignano (collegio plurinominale Camera di Caserta), Carlo Corvino (uninominale Camera di Aversa), Antonello Fabrocile (uninominale Senato  di Caserta - Aversa), Maria Teresa Sasso (uninominale Senato Santa Maria Capua Vetere – Benevento) e Rosalba Scafuro (capolista Senato Caserta – Benevento – Avellino).

PRIORITA' AL MEZZOGIORNO. Uno sguardo rivolto soprattutto a quel Mezzogiorno, da sempre relegato ai margini delle priorità dei governi centrali, con una serie di punti cardine affidati ad un programma vasto e ambizioso. Tra questi, la modernizzazione della sanità pubblica (attraverso anche la riduzione dei tempi di attesa per le visite specialistiche), diminuzione della disoccupazione e decompressione dei salari, la promozione e la salvaguardia del patrimonio culturale, la tutela e la bonifica ambientale. In particolare la riaffermazione di quella ricca terra industriale, definita una volta “la Brianza del sud”, grazie alla difesa della base produttiva, allargando il settore manifatturiero ed estendendo gli ammortizzatori sociali laddove ne risulti la necessità. Tutto però attuabile solo tramite un’aspra campagna di repressione della criminalità organizzata, mascheratasi sotto una nuova pelle ma ancora provvista di ottima salute.

“La sinistra – dichiara Cerchia – deve liberarsi dall’idea che la battaglia contro la camorra vada affidata esclusivamente alla giustizia". Ed è proprio parlando di malavita, che risulta impossibile non parlare di corruzione e rifiuti, di un’emergenza ambientale annunciata e di quelle 5,6 milioni di tonnellate di ecoballe che, per il candidato LeU, "rappresentano la metafora del fallimento di un’intera classe dirigente". Da qui il desiderio di riprendere in mano il progetto del CNR e trasformare il disastro in un’opportunità di nuova occupazione industriale.

In ultimo, ma non per importanza, “Liberi e Uguali” ha esplicitato la volontà di riformare una scuola ad oggi “tutt’altro che buona”, in cui risulta necessario “riconoscere la dignità ed il valore della funzione degli insegnanti e stabilizzando i precari attraverso un piano pluriennale”. La stessa Rosalba Scafuro, assessore alle politiche sociali di Castel Volturno ed insegnante di professione, ha rivendicato più volte l’insuccesso di quella scuola borghese ed elitaria, fallimentare nella sua creazione di una classe dirigente competente ed incapace di accettare la multietnicità e la multiculturalità quali valori imprescindibili per la costruzione di una società civile e culturalmente prolifica.

ANTONELLO FABROCILE. Ma in mezzo ai tanti candidati, tutti più o meno noti, che i riflettori si concentrassero soprattutto sulla figura del consigliere comunale Antonello Fabrocile, era una condizione assai prevedibile. Espulso lo scorso 3 febbraio dal partito di “Speranza per Caserta” per violazione del codice etico dello statuto, il neo candidato LeU ha colto l’opportunità per difendere le proprie ragioni, rispondendo alle accuse dei suoi ex compagni di squadra.

“Ho militato in un movimento in cui credevo fermamente – ha dichiarato Fabrocile -, ma io sono una persona di sinistra e Speranza ha deciso di abbandonare i suoi ideali iniziali per abbracciare la politica dei 5 stelle. Sono stato definito dai giornali come una persona attaccata ai soldi ed alla poltrona, ma ciò è menzognero. Non lascerò il consiglio comunale poiché non ho tradito nessuno. Continuerò a rinunciare alla metà dei miei gettoni di presenza, esattamente come quando facevo parte di Speranza, destinando gli importi mensili alla Onlus AURA, un’associazione casertana impegnata nella cura e nell’offerta di pasti caldi ai tanti senzatetto che vivono ai margini delle nostre strade.”

“Voglio esprimere pubblica solidarietà al collega Fabrocile per le cose che sono state dette e scritte – ha sentenziato Cerchia -. Antonello è una persona per bene e credo non sia consentito a nessuno mettere in discussione la moralità e la libertà di coscienza, così come le scelte che ognuno di noi compie e mette in campo. Piuttosto, bisognerebbe chiedere conto agli altri, quando questi intraprendono altre strade innescando derive, come ritengo abbia fatto il partito di Speranza per Caserta”.

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