Portico di Caserta. Il Consiglio ha deciso: no all'inceneritore per animali domestici

La modifica al regolamento votata all'unanimità ha imposto divieto anche per concerie, centrali termoelettriche, opifici, etc.

Portico di Caserta - Il Consiglio ha deciso. L’inceneritore per animali, oggetto della polemica che ha tenuto banco negli ultimi mesi, non si accenderà. La modifica al regolamento dell’area che avrebbe dovuto ospitarlo, scaturita dalla prima riunione dei capigruppo della nuova era Oliviero, è stata approvata all’unanimità durante il Consiglio Comunale di questa sera. Una questione che, se in itinere aveva suscitato le attenzioni di una folta rappresentanza della comunità portichese, nel suo rush finale pare non abbia suscitato il medesimo interesse collettivo. Contrariamente, infatti, a quanto avvenuto nelle passate riunioni dell’assise, questa volta solo una ridottissima platea di cittadini ha accolto in aula la decisione dell’amministrazione sull'impianto che la “Servizi Cimiteriali” di Luigi Sarno era sul punto di installare.

La tipologia di impianto di Sarno finisce dunque in una lunga lista stilata all'interno della modifica al regolamento delle zone omogenee D1, D2 e G in cui sono comprese tutte le attività che, considerate potenzialmente insalubri, non potranno essere installate sul territorio cittadino: centrali termoelettriche, aziende petrolchimiche, opifici, concerie, macelli e allevamenti di larve. A questa modifica se ne aggiunge un’altra per cui il sindaco, in virtù di un Regio decreto del 1934 può precludere l’avvio di un’attività considerata potenzialmente dannosa per la salute dei cittadini.

Pareri condivisi, dunque, seguiti da una decisione unanime velati, tuttavia, da un accenno di polemica sulla richiesta della consigliera di opposizione Venere Russo di conoscere i motivi dell’assenza dell’assessore alle attività industriali Giovanni Caputo e dell’assesore ai lavori pubblici Francesco Iodice. "Sono assenti per motivi personali" - ha replicato Oliviero.

Quello che si attende ora è il riscontro di Sarno. La decisione dell'assise avrà sortito l’effetto scoraggiante per l’imprenditore? O come è ipotizzabile la querelle passerà alla fase successiva, ovvero quella del ricorso al Tar?

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