Forno crematorio. Giovedì l'ultima parola al Consiglio comunale

In aula arriva la proposta di delibera condivisa da maggioranza e opposizione

Questo forno non s’ha da fare. Un parere unanime, quello che riguarda la tanto discussa installazione di un impianto crematorio in zona industriale, che ha unito maggioranza e opposizione durante l’ultima riunione dei capigruppo, e che attende ora il suo “sigillo” normativo in sede di Consiglio comunale. Dopo l’incontro dello scorso 19 gennaio, convocato dal presidente del consiglio Luigi Piccirillo, e necessario a stabilire una condotta comune che tuteli le future decisioni su un tema particolarmente sensibile, è prevista per giovedì 25 gennaio alle 18.30, la discussione in aula delle modifiche apportate al regolamento di attuazione delle zone omogenee D1, D2 e G del vigente piano regolatore.

La questione passa dunque al Consiglio. All’attenzione dell’assise sarà portata la proposta di deliberazione che stabilisce il divieto tassativo di installare in zona industriale e su tutto il territorio comunale quelle attività potenzialmente insalubri, in cui rientrano non solo il forno crematorio ma anche altre tipologie di impianti come centrali termoelettriche, concerie, industrie chimiche e petrolchimiche, macelli, impianti di betonaggio, mercati di bestiame. 

Accolta in sede di riunione dei capigruppo anche la proposta di Carlo Piccirillo del gruppo “Uniti per Portico” di inserire nel regolamento la norma per la quale chiunque intenda avviare un’attività deve dare comunicazione preventiva al sindaco, il quale può, qualora lo ritenga necessario nell’interessa della salute pubblica, vietarne o cautelarne l’attivazione. 

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