Botta e risposta su Facebook: Bovienzo si dimette, la dura replica di Cimmino

L'assessore ai Servizi sociali ha rimesso le proprie deleghe nelle mani del sindaco. Cimmino accusa: "E' inutile girarci intorno..."

San Tammaro - «Ve la suonate e ve la cantate da soli. Non mi sembra un comportamento corretto»: è il commento lapidario che il sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino ha postato sulla pagina «Facebook» del collega di Santa Maria la Fossa Antonio Papa rivolgendosi anche all’assessore Rossella Bovienzo, delegata ai Servizi sociali proprio per il Comune di San Tammaro, «rei» - a parere del primo cittadino - di essere stati in Regione Campania per «protestare» circa la mancata erogazione dei servizi dell’Ambito sociale C8. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’assessore Rossella Bovienzo ha rassegnato le proprie dimissioni e tornerà, adesso, tra i banchi del consiglio comunale lasciando quindi le deleghe alla Pubblica istruzione, alla Cultura, alle Pari opportunità e, appunto, ai Servizi sociali. Pronta la replica, sempre tramite social network, della stessa Bovienzo: «Con somma meraviglia scopro che a San Tammaro le deleghe degli assessori vanno confermate di volta in volta. Io - ha proseguito Bovienzo - ho pensato solo a dare seguito al mio mandato e a dare voce ai cittadini. Tra l’altro non mi è stato possibile prendere parte all’incontro perché bloccata in tribunale». Al sindaco Cimmino non è però andato giù: «L’assessore delegato - rivolgendosi a Bovienzo - decide, col sindaco che lo ha delegato, tutte le azioni a tutela dei cittadini del proprio Comune e non con il sindaco di un altro Comune». Dopo la «lite» virtuale, resta però un dato di fatto: l’assessore Bovienzo ha rassegnato le dimissioni e nella giunta comunale, che Cimmino ha portato avanti sempre con il principio delle rotazioni, resta adesso un buco da coprire anzitempo probabilmente con la nomina di Stellato. 

Il duro intervento del sindaco Emiddio Cimmino in una nota stampa. «La nuova «consuetudine»di affidare ai social o alla posta certificata i nostri pensieri cancellando ogni forma di dialogo, regala il coraggio per dire cose che sarebbe meglio «evitare» annullando la forza della verità. Viviamo un mondo troppo virtuale, incapace di affrontare le sfide che abbiamo davanti che richiedono impegno, passione, abnegazione ma anche tanta pazienza: qualità molto rare. Nessuno di noi, però, è in grado di eludere l’esame della propria coscienza. Racconteremo agli altri quello che ci piace, ma quando saremo «da soli», sarà difficile non «guardarsi dentro», «non interrogarsi» e sarà tutta un’altra storia. È inutile girarci intorno - ha continuato il sindaco - è stato evidente sin dall’inizio che l’assessore Bovienzo si è sentita estranea e poco incline al sacrificio per un impegno così gravoso, una condizione di «precarietà» che non l’ha aiutata seppur la mia attenzione sia stata massima per metterla a suo agio. Un «processo» di «integrazione» non andato a «buon fine»: gli obiettivi erano altri. Vogliamo parlare delle Processioni Patronali in cui l’assessore Bovienzo si accompagnava con «parte» della minoranza anziché col Sindaco (sotto l’aspetto istituzionale, un fatto gravissimo), le sedute di giunta spostate dal martedì al giovedì, su richiesta (accolta) dell’assessore dimissionario, la quale si assentava ugualmente per tre mesi senza giustificarsi e tantomeno scusarsi. Lasciamo stare. Un assessore, nominato dal Sindaco con deleghe tra le più importanti, caratterizzanti l’azione politico-amministrativa (politiche sociali, pubblica istruzione, pari opportunità, cultura) sa che «deve» confrontarsi con lui, minuto dopo minuto, «relazionare» sulle attività svolte, impegnarsi affinchè quelle programmate siano realizzate. Direttamente, non per «posta». Tutti sapevano del turn over (accettato e «obliterato» all’unanimità, da quattro anni, ne hanno parlato a più riprese anche i giornali), ma ora che sarebbe toccato all’assessore Bovienzo, la stessa, con uno scatto «d’orgoglio» si dimette qualche giorno prima, perché non interessata alle poltrone (?). Cosa la spingeva a restare per quattro anni con persone con le quali faceva fatica a relazionarsi? Per quanto mi riguarda, tutte le considerazioni sono di natura strettamente politica, nulla di personale c’è da dire, nulla di personale dirò, il profilo resterà sempre di massimo rispetto, lo stesso che mi ha caratterizzato sin dall’ingresso dell’ex assessore nella mia compagine, altre modalità non appartengono alla mia «tradizione» (ho affrontato la vicenda finora in silenzio, anche se noto la poca diffusione di questa pratica), poiché ritengo una buona norma quella di raccontare i fatti per quello che sono e non come vogliamo farli apparire, ovemai ciò non fosse possibile, il buon senso dovrebbe consigliarci di non raccontarli affatto».

Commenta su Facebook