Recale al voto. Porfidia in campo per i giovani, per il sociale e per la messa in funzione del teatro

Il candidato sindaco di “sìAmo Recale” ha assistito al musical 'Il sogno di Giuseppe’

Recale - “La nostra partecipazione al musical ‘Il sogno di Giuseppe’ ha evidenziato ulteriormente la necessità di completare il teatro della scuola Camposciello”. Così Raffaele Porfidia, candidato sindaco di “sìAmo Recale”, che continua: “Non è stato, infatti, possibile effettuare l’allestimento di questa kermesse, ad opera dell’oratorio della chiesa Santa Maria Assunta, in un teatro di Recale, poiché la nostra cittadina ancora non ne ha uno fruibile. In quello della scuola Camposciello mancano gli arredi e vanno terminate tutte le procedure di messa in sicurezza.

Nel progetto e nel programma di “sìAmo Recale” c’è anche il completamento dello stesso, poichè possa essere al più presto al servizio della cittadinanza”. Sabato sera il candidato sindaco Porfidia ha preso parte alla nuova rappresentazione del musical che, da 4-5 anni, sta permettendo la raccolta fondi a favore dell’associazione “Il sogno”. Obiettivo finale: l’acquisto del terreno e la realizzazione di un centro polifunzionale, finanziato dalla Cei, gestito dalla parrocchia. Ispiratore don Carmine Ventrone, parroco della chiesa Santa Maria Assunta, che si è attivato fortemente per questa iniziativa. “Dopo lo spettacolo ho voluto esprimere la mia vicinanza a don Carmine – aggiunge Porfidia – per questo progetto così valido e lungimirante, che permetterà il coinvolgimento di tutti i giovani di Recale, visto che al momento non vi sono centri analoghi sul nostro territorio. Il musical ha visto il coinvolgimento di giovani, adulti e bambini; tutti bravissimi; ognuno con il proprio contributo, ha sposato l’importante causa. Lo spettacolo era stato già proposto a dicembre ed è stato piacevole rivederlo poiché, trattando la storia del figlio di Giacobbe, venduto dai fratelli, affronta temi importanti come l’invidia, l’amore e il perdono. Sentimenti, gli ultimi due, quanto mai nobili. Che sia da sprono, in questo momento storico così delicato per il mondo”.

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