Deficit Provincia di Caserta, Rifondazione Comunista: "Si dimettano tutti"

Dura nota della segreteria provinciale: "Il Consiglio provinciale è completamente incapace di gestire una così delicata situazione amministrativa"
"Ancora una volta Caserta, una provincia già sufficientemente martoriata da un trentennale processo di deindustrializzazione, di devastazione ambientale e di smantellamento progressivo delle politiche sociali, non ultime le recenti riforme nazionali approvate dai governi in nome dell'austerità, nonchè versante in situazione di dissesto finanziario causata da una atavica gestione criminale della “cosa pubblica” che poco ha riguardato gli interessi della collettività, si è vista nuovamente ignorata dallo Stato nel recente Dpef in cui sarebbe dovuto approvarsi, come promesso in pompa magna dai locali referenti casertani del Partito Democratico, l’emendamento “salva province”, che le avrebbe permesso di risanare il bilancio e assolvere a quei debiti verso i lavoratori e i soggetti che sono gli esodati della riforma costituzionale incompiuta rispedita al mittente da milioni di italiani il 4 dicembre scorso". Lo si legge nella nota stampa della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista."Conseguentemente, l’Ente Provinciale ad oggi non può garantire la gestione ordinaria (a partire dalle spese per la carta igienica!) degli istituti scolastici, né tantomeno la loro agibilità a norma di legge. Né tantomeno corrispondere gli emolumenti ai propri lavoratori, a partire dai 64 della partecipata “Terra di Lavoro spa” (dei quali il 90% “gode” di contratti minimi sindacali, e nella stragrande maggioranza parliamo di famiglie monoreddito) che rischiano di finire letteralmente in mezzo ad una strada assieme agli studenti ed alle studentesse medie superiori di tutta la Provincia, che vedranno chiusi i propri istituti nel cuore della seconda metà dell’anno scolastico.A  vario titolo istituzioni, lavoratori, studenti ed associazioni di genitori si stanno mobilitando in questi giorni per rivendicare il diritto alla sopravvivenza, e restiamo fiduciosi che alla fine di questo teatrino di rimpallo di responsabilità politica a vari livelli istituzionali, questo sblocco di fondi sufficiente almeno a chiudere dignitosamente l’anno scolastico ed a corrispondere le mensilità sinora in sospeso ai lavoratori ed alle lavoratrici della Provincia avverrà.Tuttavia Rifondazione Comunista, acclarata l'inefficacia di eventuali misure tampone verso problematiche di natura sistemica chiede, propone e rivendica:1)Che, una volta sbloccati i fondi, venga redatto un piano serio e credibili di ristrutturazione non di facciata di tutta l’edilizia scolastica provinciale, e che i lavori vengano svolti sotto stretto controllo popolare.2)Che non venga disperso nemmeno un posto di lavoro fra i dipendenti provinciali.3)Che la Provincia si assuma tutte le proprie responsabilità, con conseguenti immediate dimissioni di tutto il consiglio provinciale, organo per sua stessa ammissione completamente incapace di gestire una così delicata situazione amministrativa".

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