Mondragone, caos sulla refezione scolastica

Gli esponenti del gruppo 'Mondragone. Bene Comune' passano all'attacco: "Schiappa è un Robin Hood al contrario"

Mondragone - “L’unico giornale locale che ha ignorato del tutto (come gli capita sovente) il nostro comunicato stampa sul ticket indifferenziato della refezione scolastica ha, invece, ospitato prontamente una lunga intervista sul tema all’assessore comunale competente, omettendo di nominarci. A certi 'personaggetti senza sorrisetti' (come direbbe il presidente De Luca), da sempre proni alla difesa civica del palazzo, ci siamo abituati. Per certa stampa locale ormai vale solo l’acuta osservazione che 'si vendono più facilmente i giornalisti dei giornali'". E' quanto si legge nella nota diramata dagli esponenti del gruppo 'Mondragone. Bene Comune' che proseguono:

"Passiamo alle cose serie. Condividiamo quanto ha di recente sostenuto l’ANCI, ossia che <la refezione scolastica è un servizio che ha una funzione educativa e formativa, che concorre ad attuare il principio di uguaglianza e di contrasto alle discriminazioni (art. 3 Cost.)>. Siamo cioè per quello che Maria Montessori chiamava il diritto di tutti ad una sala da pranzo. Così come condividiamo quanto proposto da Cittadinanzattiva, ovvero che il servizio di refezione scolastica debba essere considerato non più a domanda individuale, facoltativo ed extrascolastico, ma rientrare nei livelli essenziali delle prestazioni, ai sensi dell’art. 117 della Costituzione. E, per questo, <Mondragone. Bene Comune> sta già lavorando per presentare nel futuro un progetto organico di refezione scolastica in grado di fare proprie le proposte di Cittadinanzattiva e di Save the Children, innovando profondamente il servizio. Senza entrare per il momento nel merito della qualità del servizio erogato, anche noi, come l’Assessora Smirne, apprezziamo l’ottimo lavoro svolto dagli uffici comunali in ordine alla pregressa morosità ingiustificata. Ciò che contestiamo è la scelta che sia le famiglie con redditi alti  e altissimi che le famiglie con redditi vicini allo zero (e al di là del numero dei figli) paghino la stessa tariffa per garantire ai propri piccoli il servizio di mensa. E la tariffa bassissima scelta dal Comune di Mondragone (e che grava sulla fiscalità generale), apparentemente con l’obiettivo di cercare di rendere fruibile la mensa a tutti, avvantaggia invece esclusivamente le famiglie benestanti. Non va neppure trascurato il fatto che dal 2015 le spese sostenute per il servizio di mensa scolastica sono detraibili dalle imposte sui redditi. Riteniamo, quindi, sbagliata la scelta di non garantire una maggiore equità, attraverso una differenziazione delle tariffe sulla base dei redditi. Al di là del costo del ticket, contenuto o esoso che sia. E, infatti, tutti i comuni applicano i criteri ISEE per la modulazione delle tariffe del servizio di refezione scolastica, procedura non obbligatoria, ma espressamente prevista dalle normative vigenti. Tranne il Comune di Mondragone a guida Schiappa, il quale ritiene che tutte le famiglie abbiano le medesime condizioni economiche e che, quindi, non vadano adottate misure differenziate per non sfavorire i poveri ricchi rispetto ai fortunati poveri (Gentile Assessora Smirne, la battuta sulla mensa dei poveri poteva anche risparmiarsela, soprattutto di questi tempi …). Anche in quei pochissimi casi in Italia in cui si mette in discussione l’ applicazione ISEE per la refezione scolastica vengono previsti puntuali meccanismi di esenzione per coloro che stanno in difficoltà. Mondragone su questo è veramente una inspiegabile anomalia, che con umiltà andrebbe superata! Sappiamo che a causa di un bilancio in dissesto reale ma occulto e dell’assenza totale di risorse, gli assessori e i dipendenti comunali sono costretti a fare i salti mortali e non sempre riescono a fare ciò che dovrebbero e vorrebbero. Ma non è colpa loro, è il <manico> che non funziona. Il titolo di un volantino del PD del 2012 da noi copiato in questa circostanza recitava: <Schiappa, un Robin Hood al contrario>. Come dargli torto?”.

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