Sfruttamento e legge sul caporalato, la Camusso a Mondragone: "Testo fondamentale, mi aspetto che il governo lo approvi"

La segretaria Cgil: "Se dovessero esserci problemi sarebbe giusto porre la fiducia in aula"

Mondragone - Venire incontro alle esigenze dei lavoratori, di qualsiasi etnia e provenienza, senza discriminazione, ma solo per «proteggere chi viene sfruttato». Sono queste le basi sulle quali ha poggiato l'assemblea pubblica della Cgil, organizzata ieri a Mondragone ed a cui ha partecipato anche il segretario nazionale Susanna Camusso. L'appuntamento si è svolto in un luogo simbolo, quello degli ex palazzi Cirio, dove vivono attualmente, spesso in condizioni di disagio, oltre duemila cittadini di nazionalità bulgara, gli stessi che hanno denunciato le condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti sul luogo di lavoro. Proprio il tema dello sfruttamento è stato uno di quelli più rimarcati dalla Camusso, che ha chiesto massima attenzione in vista dell’approvazione delle legge sul caporalato che sarà in discussione alla Camera il prossimo 17 ottobre: «E' una legge importante e ci aspettiamo che qualora ci fossero dei problemi il governo imponga la fiducia per far approvare il testo». Sulla stessa linea di pensiero c'è anche il segretario generale di Flai Cgil Campania, Ivana Galli che ha detto: «Il profitto senza regole è uno dei mali del nostro tempo» ecco perché la legge può essere fondamentale per aiutare chi lavora anche «quattordici ore al giorno per soli venticinque euro». Proprio alcune di quelle persone, che ogni giorno devono fare i conti con il fenomeno del caporalato e lo sfruttamento sul posto di lavoro, hanno parlato sul palco raccontando la loro testimonianza. Lo ha fatto anche Sara Montir, cittadina marocchina trapiantata a Salerno che ha raccontato come la possibilità di perdere il posto di lavoro crei una grande «paura negli uomini e le donne» ed ha chiesto che i tre giorni dedicati al premio Jerry Masslo siano «utilizzati per risvegliare una nuova coscienza». Un appello rivolto agli iscritti di Cgil che sono venuti da tutta Italia e da luoghi simbolo come Rosarno, ma anche ai tanti lavoratori che si sono radunati in piazza. Per risvegliare le coscienze, però, c'è bisogno anche di integrazione, che può essere «raggiunta anche attraverso il rispetto delle regole» ha detto il sindaco di Mondragone, Giovanni Schiappa che è stato uno dei primi a battersi affinché le abitazioni degli ex palazzi Cirio non venissero sovraffollate, attraverso il sub affitto illecito a cittadini stranieri costretti a vivere in condizioni di disagio. Nonostante l'impegno è fondamentale continuare a controllare il territorio e per farlo servono più:«uomini delle forze dell'ordine» dice Schiappa che conclude: «La repressione non è l'unica arma a nostra disposizione, ma è fondamentale che tutti, anche i cittadini italiani, comprendano che dal rispetto delle regole può nascere una migliore convivenza».

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