Caserta al voto. Raffaele Cutillo candidato sindaco: “Pericolo lottizzazione al centro della città, 80% del Puc va cambiato”

Raffaele Cutillo ha presentato alla stampa la sua candidatura e ha già fatto capire che non vuole solo partecipare

Caserta - Raffaele Cutillo si candida sindaco di Caserta. L’architetto, 58 anni, è un fiume in piena durante la presentazione della sua candidatura: spiega la genuinità della sua scelta, l’idea di non cercare accordi sottobanco con i vecchi politici e comincia a delineare le linee del suo programma elettorale. La sua candidatura si muoverà grazie a liste civiche in via di formazione.

Vista la professione che Cutillo svolge, il punto più interessante trattato questa mattina  è la questione urbanistica, intorno alla quale a Caserta si muovono gli interessi maggiori. Il nuovo sindaco che verrà eletto a giugno dovrà approvare il Puc, piano urbanistico comunale, cioè il documento su cui si dovranno basare tutte le future costruzioni che potranno essere fatte sul suolo cittadino. Una bozza di preliminare del Puc è stata preparata dalla giunta Del Gaudio, ma non approvato ufficialmente: “Il 20% di quello che è stato fatto lo teniamo, l’80% lo dobbiamo riscrivere”, spiega l’aspirante sindaco. E poi argomenta: “Con la cittadella militare, voluta all’interno del piano dall’ex assessore all’urbanistica Giuseppe Greco, si volevano liberare cubature per nuove lottizzazioni al centro della città”. “Non è stato approvato il preliminare di piano urbanistico perché sarà merce di scambio elettorale e ciò, purtroppo, farà in ogni caso perdere tanto tempo alla città”, conclude.

“La Tuoro – Garzano e la Casola – Valle di Maddaloni (due strade realizzate con fondi europei dalla passata amministrazione, ndr) servono solo per nuove costruzioni”, dice senza peli sulla lingua Cutillo. “In passato sono state fatte lottizzazioni solo per monetizzare, senza lasciare servizi alla città, ma solo qualche spicciolo che è stato speso per cose inutili”.

La spregiudicatezza è una caratteristica distintiva di Raffaele Cutillo e lo ha fatto ben capire durante l’incontro: “Il policlinico non mi interessa, senza qualcosa attorno è completamente inutile”. “Voglio parlare anche  con Luserta (proprietario dell’omonima cava, ndr) così da poter recuperare le cave in un certo modo. Dobbiamo tirarlo a noi per fare cose diverse da quelle che gli vengono proposte da altri partiti”.

Cutillo sottolinea più volte che dietro la sua candidatura “non ci sono cose sottobanco”: “la politica – dice –  la faccio alla luce del sole, con le persone in mezzo alla strada quotidianamente”. Anche se ammette accordi con pezzi “buoni” della vecchia politica. “Voglio essere il parafulmine di sollecitazioni esterne. Ho avuto rapporti con tutte le forze politiche, prendo il buono che c’è, non sono radical chic. Non farò manifesti elettorali, non voglio il comitato elettorale al centro della città. Voglio girare in caravan tutti i quartieri e le frazioni”, annuncia Cutillo.

Mostra poi un certo fastidio riguardo il modo di trattare la politica da parte dei giornali locali: “Si parla troppo di accordi e persone, poco di programmi”. E sottolinea un concetto: “Caserta si deve aprire a tutti quelli che possono portare energie positive”. A questo si collega almeno uno dei primi due provvedimenti che prenderebbe appena eletto: “Voglio mettere giovani preparati nella macchina comunale e affiancarli a dipendenti e dirigenti, cercando di superare anche i problemi economici, e inoltre devo far conoscere le condizioni economiche del comune alle persone, tutti devono sapere cosa ho trovato e da dove parto”.

“Non sono un uomo di destra, non voterei mai partiti come Fratelli d’Italia, Forza Italia o Lega Nord. Sono stato iscritto ai Ds, ma non mi riconosco nel Pd, anche se per esempio a livello locale ci sono delle persone molto positive anche lì”, dice Cutillo. E continua: “Al ballottaggio ci saranno altre alleanze con chiunque voglia cambiare le cose”.

La vicinanza di idee con movimenti come Speranza per Caserta, il cui candidato sindaco è Francesco Apperti, non viene nascosta dall’architetto: “La mia candidatura è partita dalle chiacchiere con gli amici in mezzo alla strada. Francesco è rimasto spiazzato dalla mia scelta, ho un buonissimo rapporto con lui e abbiamo fatto tante cose assieme. Speranza è un movimento con la sua organizzazione interna, ci sono persone che mi stimano e altre che non mi stimano, ma rimane un gruppo con cui dialogare”.

Ovviamente, anche Cutillo si è accorto di cosa significhi essere candidato sindaco: “Sono avvinghiato da disoccupati, ma non posso far nulla in questo senso. Dobbiamo creare possibilità per tutti in un sistema più ampio che funzioni. Per esempio, al museo Campano ci sono diverse persone che lavorano, ma non c’è possibilità di sviluppo per creare un sistema economico che porti altri posti di lavoro”.

Lui è convinto di poter vincere, ma in caso di sconfitta non avrebbe altri interessi: “Se perdo non ho aspirazioni politiche di nessun tipo”. 

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