Bufera a Maddaloni. L'ex sindaco Cerreto: "Chiusa una pagina buia della politica in città"

Lo scandalo che ha colpito l'amministrazione guidata da Rosa de Lucia ha innescato reazioni a catena. L'ex fascia tricolore: "Spero che lo scioglimento dipendi dalla volontà dei consiglieri di maggioranza"

Dall’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e relativa alla condotta tenuta dalla sindaca di Maddaloni Rosa de Lucia e dall’assessore alla cultura Cecilia D’Anna, emerge (attraverso la lettura delle intercettazioni telefoniche) che la tangente nel Comune di Maddaloni non era da considerare un episodio eccezionale, ma era diventato un vero e proprio sistema da investire e da ricomprendere non solo i due amministratori, ma addirittura gran parte dei consiglieri comunali.

Infatti, dalle dichiarazioni rese da Antonio Scialdone (che starebbe ancora collaborando con la Procura in merito agli appalti degli altri comuni) ex socio della ditta Dhi che espleta il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti della città di Maddaloni, e dalle conseguenti indagini emergono non solo mazzette nell’ambito dei rifiuti (ogni proroga una tangente), ma addirittura la pretesa di soldi anche in riferimento alla festività del Santo patrono che si svolge nel mese di Settembre nella città di Maddaloni.

Tutto ciò si evince da quanto affermato nell’ordinanza di custodia cautelare del GIP del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che, parlando dell’affidamento dell’organizzazione della festività a Pasquale Giordano (non indagato), spiega che coi danari raccolti dai cittadini bisognava dare una consistente somma sia al primo cittadino che all’assessore D’Anna, così come emerso dalle intercettazioni ambientali.

In pratica, Rosa del Lucia in prossimità dei festeggiamenti convinse il Vescovo ad autorizzare Pasquale Giordano ad occuparsi dell’organizzazione della festività del santo patrono di Maddaloni al solo scopo di ricevere in cambio dallo stesso soldi per sé e per Cecilia D’Anna.

In attesa degli interrogatori di rito, la città di Maddaloni si interroga sulla doppia personalità della De Lucia che appariva sicura di sè su tutti i social network dove si impegnava a decantare quotidianamente legalità e trasparenza, invitando in un post recente i cittadini tutti a “non rubare” e ad essere sempre onesti.

A proposito della vicenda che ha visto l’arresto in carcere del primo cittadino e dell’imprenditore Alberto Di Nardi oltre agli arresti domiciliari di altri tre consiglieri comunali, parla l’ex sindaco di Maddaloni Antonio Cerreto. “Con gli arresti disposti dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si è chiusa una pagina politica buia per la città di Maddaloni; spero che da ciò possa essere ripristinata la legalità e la trasparenza perduta in seguito a due anni di illegittimità amministrative, di appalti e proroghe sospetti dove almeno otto consiglieri comunali ricevevano prebende di varia natura, alcune in contanti ed altre attraverso assunzioni di parenti e/o amici e ciò a tutto scapito di servizi scadenti ed inefficienti. Appare inoltre chiaro che si trattava di un sistema ben congeniato e cioè ad ogni proroga corrispondeva una mazzetta e, quindi, occorre che la Magistratura intervenga anche a verificare gli incarichi, gli affidamenti diretti e le gare espletate; perchè, se vi era un sistema, significa che su tutte le opere gli indagati percepivano una mazzetta. Spero infine che non debba essere la Magistratura a sciogliere il comune di Maddaloni ma siano gli stessi consiglieri comunali a ressegnare in blocco le dimissioni per ridare la parola ai cittadini, riattribuendo dignità ad una città che sembra strano ma è stata violentata in una giornata come quella di ieri che è dedicata alla donna, proprio dalle donne”.

Rosa de Lucia, considerata una pioniera in quanto primo sindaco donna della Città di Maddaloni, deve quindi essere considerata tale poichè è stata anche il primo sindaco ad essere arrestata nella storia politica di Maddaloni.

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