Caserta. Primarie Pd, il candidato Enrico Tresca: "No ad alleanze con chi ha governato negli ultimi 20 anni"

Ma altri candidati portano avanti l'idea opposta. Franco De Michele annuncia la sua volontà di non candidarsi come consigliere comunale

Caserta - Niente alleanze con i partiti e i politici che hanno governato Caserta negli ultimi venti anni, ma una nuova strada alternativa. L'idea di Rifare l'Italia, il gruppo interno al Pd che ha tra i suoi referenti la senatrice Rosaria Capacchione, è stata espressa chiaramente durante la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sede del gruppo in via Giotto a Caserta. Alle primarie per la scelta del candidato sindaco di Caserta, Rifare l'Italia propone Enrico Tresca, ex consigliere comunale di opposizione durante l'ultima amministrazione guidata da Pio Del Gaudio. Animatore dell'incontro coi giornalisti è stato anche Franco De Michele, ex consigliere comunale che ha anche annunciato la volontà di non candidarsi al consiglio comunale.

«C'è bisogno di un segno di discontinuità con il passato. Dobbiamo fare una proposta differente dalle logiche che hanno funzionato sino ad ora», dice De Michele. «Siamo di fronte a un bivio - continua - questa è un'occasione imperdibile per risollevare una città fanalino di coda in tutte le classifiche». «Non possiamo allearci con chi ha governato male per vent'anni Caserta», sottolinea Enrico Tresca più volte. E poi è ancora più chiaro: «Il Pd potrebbe essere l'autobus per chi vuole solo sfruttare il partito». Altre anime del partito, infatti, vorrebbero allargare la coalizione da presentare alle prossime elezioni anche a partiti che non fanno parte dell'area di centrosinistra.

Ma Tresca prende in considerazione l'eventualità in cui venisse calato un nome dall'alto: «Farei un passo indietro se ci fosse una persona terza che possa dare un contributo importante alla città. Non possiamo avere tentennamenti. Tutto ciò che mette al centro l'obiettivo di cambiare Caserta è auspicabile». A tal proposito, circola il nome di Gennaro Iannotti, avvocato molto conosciuto in città, ma non iscritto al partito. Chissà se Tresca si riferiva anche a lui.

Una posizione particolare è quella dell'altro grande candidato alle primarie per la scelta del sindaco, Carlo Marino. Ex consigliere comunale del Pd durante la scorsa amministrazione, ma già assessore nella giunta di centrodestra guidata da Luigi Falco tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila. Lui vorrebbe aprire a una coalizione ampia con Ncd, Udc e tutti i partiti e le liste più piccole che hanno sostenuto a livello regionale Vincenzo De Luca. La figura di Marino, quindi, va in contrapposizione con quanto dichiarato da Rifare l'Italia: «Non la pensiamo come Carlo, per questo ci candidiamo», risponde De Michele.

Un'altra ala del partito, LabDem, che ha come candidato alle primarie Enzo Battarra, vorrebbe delle primarie di coalizione aperte come Carlo Marino, ma osteggia la sua candidatura perché già amministratore di Caserta col centrodestra. Il quarto nome che circola per le primarie è Andrea Boccagna, primo dei non eletti nella lista del Pd alle elezioni comunali del 2011. Questa, però, è la candidatura più debole.

A livello provinciale il Pd è sempre spaccato: infatti, non essendoci un segretario dopo le dimissioni di Raffale Vitale, in ogni comune della provincia ci saranno schemi di alleanze diverse. Adesso, per avere un quadro definitivo dello schema per le primarie a Caserta, bisogna attendere la settimana prossima, quando si riunirà il circolo per decidere la linea e le regole. La data delle primarie è, per il momento, il 6 marzo.

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