Caserta. Candidato sindaco Apperti: “Inutili le grandi opere, servono servizi di base. Uscita dissesto senza fretta”

Interno18 ha intervistato Francesco Apperti, il candidato sindaco di Speranza per Caserta e l’Altra Europa con Tsipras. Tanti argomenti trattati, e tutti concretamente: mobilità, Belvedere, degrado urbano, Macrico, vigili urbani. E qualche battuta anche su Del Gaudio

Caserta - Tardo pomeriggio di un martedì estivo. All’Antico Cortile di via Tanucci, vero e proprio quartier generale di Speranza per Caserta, si sta tenendo una delle tante riunioni di preparazione del movimento alla campagna elettorale dell’anno prossimo. Il loro candidato sindaco al comune di Caserta è Francesco Apperti, consigliere comunale uscente: 38 anni, ingegnere, funzionario del Miur. Sportivo appassionato, “malato” della bicicletta. Abbandona la riunione, ci sediamo a un tavolino del cortile e per quasi un’ora si parla concretamente dei temi della città. Cosa assai rara nelle campagne elettorali nostrane. All’inizio, però, non si può evitare la domanda in politichese e la provocazione giornalistica.  

Come mai avete deciso di partire direttamente con un candidato sindaco e non con una proposta di governo della città aperta a tutti da cui partire per costruire un progetto di governo condiviso?

Il progetto di governo c’è e non è altro che la prosecuzione di un lavoro durato quattro anni. È una proposta che rovescia la piramide rispetto a quello che fanno i partiti tradizionali. Questi si pesano e propongono vari candidati a sindaco tra i quali se ne sceglie uno che risente già alla partenza di vari pesi e contrappesi interni ai partiti.

Ma iniziare da soli non potrebbe isolarvi e condannarvi prematuramente a una sconfitta?

Questo lo scopriremo nei prossimi mesi, siamo convinti di quello che stiamo facendo. Potrebbe essere l’idea più sbagliata del mondo, e allora torneremo a fare il nostro lavoro di opposizione. La cosa che ci distingue dagli altri è che nessuno di noi ha interessi personali. Non ci spaventa un risultato negativo perché per noi non cambia nulla.

Cosa si può fare in una città in dissesto finanziario?

Tante cose si possono fare, perché quello che serve a Caserta in questo momento non sono le grandi opere e i grandi investimenti, ma sono le cose basiche. Innanzitutto non si deve avere alcuna fretta a uscire dal dissesto, perché quando ti ammali di broncopolmonite la cura deve essere completa: affrettare la ripresa può portare a una ricaduta anche peggiore. L’importante è garantire i livelli essenziali di servizi. Bisogna drenare quei fondi che ci possono essere molto utili e bisogna pretendere che i contratti delle aziende che lavorano per il Comune vengano rispettati: rifiuti, verde, strade.

A differenza della Reggia, il Belvedere di San Leucio è di proprietà del comune, cosa proponete per valorizzarlo?

Serve un biglietto integrato Reggia-Belvedere con bus dedicato che possa portare i turisti anche a Casertavecchia: non lo può fare il comune da solo, ma di accordo con la soprintendenza si deve trovare la soluzione. E poi si deve creare un circuito turistico all’interno della città: ci sono enormi potenzialità. Per la Reggia, invece, cosa fondamentale è mettere su un assessorato per i rapporti con la soprintendenza. Fondamentale è curare il borgo di Casertavecchia: gli stessi abitanti, o almeno una parte di essi, non ha capito quanto sia importante il gioiello in cui vivono.

In città il degrado è diffuso: come proponete di intervenire per migliorare la situazione di villette e verde pubblico?

Ci sono due strade: la prima è quella della privatizzazione degli spazi (seguita in parte anche dalla passata amministrazione). Al privato si concede lo spazio per il suo chiosco commerciale e in cambio si chiede la manutenzione e il controllo dell’area. La seconda strada, più complessa, è quella della  condivisione degli spazi, modello ex asilo di via Balducci. La prima non esclude l’altra, ma anzitutto si deve approvare il regolamento per la presa in gestione di un bene pubblico. Ciò aiuterebbe anche a far capire alle persone che un bene pubblico è di tutti e non di nessuno. 

Come può essere rimodulato e potenziato il trasporto pubblico?  E con quali soldi?

Non è vero, come ci hanno sempre ripetuto, che i fondi sono gestiti solo dalla provincia e il comune riceve poco e niente. Nelle tratte urbane il comune può intervenire, in accordo con il gestore del servizio, per concordare percorsi e quant’altro. La prima cosa da fare è capire come vengono spesi i soldi e regolare il tutto di conseguenza. Importante è creare corsie preferenziali per i bus, togliendo spazio ai parcheggi a raso: l’obiettivo infatti deve essere ridurre il numero di auto circolanti e il numero di auto di proprietà dei cittadini. Ciò va a vantaggio dei casertani, perché si dà l’opportunità di risparmiare migliaia di euro di spese per il mantenimento dell’automobile.

Si può migliorare la manutenzione delle strade?

Si spende il 95 percento dei soldi destinati alla mobilità nella manutenzione stradale e traffico automobilistico, il resto va a pedoni, autobus e ciclisti. Io vorrei provare a ribaltare la situazione. È importante non avere buche grandi come crateri in mezzo alle strade, ma si deve incentivare anche il resto della mobilità: quindi abbattimento barriere architettoniche, piste ciclabili, corsie preferenziali. Il tutto finanziato anche con il capitolo di spesa che permette di spendere in mobilità almeno il 50% degli incassi derivanti dalle multe. Solo dopo tutto questo ci occuperemmo delle strade.

Siete soddisfatti dell’operato dei vigili urbani?

Assolutamente no. Mi sono confrontato molte volte col comandante dei vigili, Alberto Negro, che ha problemi di personale in strada. Ma il fatto è che molte  volte i vigili sono fin troppo tolleranti. E il tutto va a discapito del cittadino onesto.

Quindi presserebbe il comandante per un funzionamento migliore del suo corpo?

Io penso che il comandante sarebbe ben contento se avesse una parte politica che, invece di chiamarlo per levare le multe, esorti lui e il suo corpo e lo assista per strada. Non è una questione di vessazione nei confronti del cittadino. Si tratta di educare il cittadino al rispetto delle regole.

Per quel che riguarda la Ztl come la vorreste praticamente (zone, orari, aree pedonali)?

Aree pedonali nel centro storico. Ztl anche l’ultimo tratto di corso Trieste, quello tra piazza Dante e la Reggia: in passato quella strada era chiusa per lavori e non è morto nessuno, la città si riorganizza. Nel Quartiere Acquaviva, in alcuni giorni della settimana, di accordo con i commercianti, si potrebbe chiudere la strada al traffico per valorizzare l’offerta commerciale della zona. Poi, ztl nel week end nel quadrilatero della movida: via G. M. Bosco, via Botticelli, corso Giannone. Se si deve avere una strada intasata dal traffico, meglio tenerla chiusa.

Macrico: se arrivasse il progetto per il parco dell’aerospazio cosa rispondereste?

Saremmo contrari. Noi proponiamo una delibera adottata anche dal comune di Napoli che prevede l’esproprio di un’area nel caso in cui questa fosse abbandonata; il proprietario è chiamato a spiegare al Comune l’utilità di quel bene, se non è in grado di motivarlo, l’area viene espropriata. I costi dell’esproprio del Macrico sarebbero infinitamente inferiori alle richieste fatte dall’Idsc (Istituto diocesano sostentamento del clero, proprietario dell’area, ndr) e una volta fatto ciò si cercheranno fondi regionali o di altro tipo per avere il Macrico Verde. È inutile parlare di progetti se non si affronta di petto il problema della proprietà.

Le tre cose positive fatte da Del Gaudio?

La chiusura del mercatino di viale Ellittico dove c’era il rinomato Peppe2 la porchetta; l’ordinanza anti parcheggiatori abusivi che sanziona anche chi paga il posteggio dell’auto; la sua presenza tra la gente.

Le tre cose peggiori che ha fatto?

Il corno; l’aver puntato tutto su project financing e housing sociale (non riuscendo a fare nulla perché pessime proposte); la perdita di 3 milioni di euro di finanziamenti da fondi PAC per anziani non autosufficienti e infanzia.

Le tre cose che avrebbe potuto fare e non ha fatto?

Approvare il parco urbano dei monti tifatini; nominare un assessore alla mobilità e dotare la città di un piano di mobilità sostenibile; dimettersi prima

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