Assemblea Nazionale FdI-An di Roma, presente la delegazione casertana

In sala il presidente provinciale Fulvio Campagnuolo e il membro dell’esecutivo nazionale Gimmi Cangiano
Chiari i punti cardine dell’impegno politico di Fratelli d’Italia per il futuro: basta vincoli europei, no alla gabbia ignobile delle regole di un’Europa che ci sta strozzando; meno tasse soprattutto sul lavoro o nuova occupazione non si creerà mai; stregua difesa della famiglia tradizionale e dei valori cristiani; fermo contrasto all’immigrazione clandestina.Rilanciare il centrodestra il leitmotiv dell’incontro al Teatro Quirino, impresa resa ardua da quanto accaduto recentemente nella Capitale, ma non impossibile.La Meloni, infatti, ammette il dolore nell’aver constatato che quando il centrodestra è arrivato alla guida della Capitale non sia riuscito a rompere quel sistema che la sinistra aveva messo in piedi ma precisa che quella di Roma non è un’inchiesta sulla destra romana. Dure le sue affermazioni: “Non ci potete trascinare nel fango. Noi, tutti noi, nessuno escluso, combattevamo la mafia quando certa sinistra sputava addosso a Falcone e Borsellino”.“C’è molta destra in Italia ma va riconquistata e Giorgia è il leader giusto, volto pulito della politica ed attenta ed instancabile ricercatrice di persone oneste e coraggiose come suoi collaboratori”, queste le prime impressioni del presidente provinciale di Fdi-An Caserta Fulvio Campagnuolo, presente ieri all’evento “L’Italia soprattutto”. Campagnuolo, ribadendo i concetti espressi dalla Meloni, ha poi sottolineato come sia giusto, in vista delle prossime competizioni elettorali, aprire le liste di candidati anche alla società civile. Condivide pienamente il pensiero del presidente Meloni il membro dell’esecutivo nazionale di Fdi-An Gimmi Cangiano: “I comuni più che le regioni rappresentano il passaggio chiave per migliorare i nostri territori. Bisogna convincere i nostri elettori a ritornare al voto e solo una politica, come quella di Fratelli d’Italia, attenta alle esigenze delle periferie può riuscirci”. Questa nuova destra, dunque, è pronta a scendere in campo e se Matteo Salvini ha sul serio abbandonato qualsiasi idea secessionista si può anche immaginare di realizzare insieme al suo movimento un Polo delle identità, della produzione e della sovranità.

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