Sessa Aurunca. Bene confiscato 'A. Varone', Amato: "Domani momento importante"

Il presidente della Commissione regionale Beni Confiscati interviene sulla cerimonia di inaugurazione dell’impianto di trasformazione biologica per prodotti agricoli e della palestra

Sessa Aurunca - "L’impianto di trasformazione biologica per prodotti agricoli, il primo in Italia a nascere su un bene confiscato, inaugurato domani a Maiano di Sessa Aurunca, dimostra le straordinarie possibilità di sviluppo sostenibile e inclusivo, legate ad un corretto riutilizzo dei beni confiscati": lo afferma il Presidente della Commissione regionale Beni Confiscati Antonio Amato che domani, dalle 17,00 parteciperà all’inaugurazione dell’impianto di trasformazione e della palestra che nasceranno sul bene confiscato 'Alberto Varone' a Maiano di Sessa Aurunca, al confine tra Campania e Lazio. Amato sarà alla cerimonia di inaugurazione cui prenderanno parte anche il vicepresidente della Camera Di Maio, il viceministro all’interno Bubbico, l’assessore regionale all’agricoltura Nugnes. "E’ un bene che i rappresentanti istituzionali domani partecipino a questo momento così importante, e spero possano davvero sostenere lo straordinario percorso avviato su questo bene confiscato- afferma Amato - Certo ad oggi il principale contributo è giunto da due fondazioni private, una, tra l’altro del nord. Ma questo è un passaggio cruciale che ci deve tenere tutti uniti, perché qui si dimostra che togliere i patrimoni ai mafiosi può creare sviluppo territoriale e occasioni lavorative. La commissione che presiedo ha seguito a lungo la vicenda di questo bene confiscato, gravata in passato da difficoltà burocratiche, assurdità e complicazioni amministrative. Sono onorato -continua il presidente della commissione beni confiscati - di aver contribuito a superarle con un lavoro che ha visto insieme la cooperativa, l’amministrazione locale, il livello regionale. Un modello che se fosse messo a sistema permetterebbe di replicare straordinarie esperienze come questa di Maiano che da domani diventa un modello per l’Italia intera. Per questo insistiamo sulla necessità di applicare finalmente la legge regionale di merito che ad oggi resta colpevolmente ancora del tutto disattesa. L’esperienza del bene confiscato Alberto Varone è la più forte risposta che si può dare alle mafie. Viene dal basso, da donne e uomini che, con coraggio, forza e grandi capacità, stanno dimostrando che “si può fare'".

Commenta su Facebook