Reggia di Carditello nelle mani del Ministero. Bray: "L'ho visitata, mi guidava Tommaso"

11,5 milioni di euro versati dalla Sga per aggiudicarsi il bene che ora verrà girato al Ministero. Lunga lettera del ministro Massimo Bray nel ricordo di Tommaso Cestrone

Caserta - Svolta decisiva al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in occasione della dodicesima asta per la vendita della Reggia di Carditello. La Sga, società che deteneva il credito del monumento sotto sequestro, ha presentato un'offerta di 11 milioni e mezzo, aggiudicandosi il bene che ora verrà girato al Ministero dei Beni Culturali. 

Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro della Cultura, Massimo Bray, che sul profilo Facebook ha scritto: "Sono davvero felice di aver mantenuto la promessa fatta a Tommaso, l'Angelo di Carditello". Il volontario si prendeva cura della reggia in stato di abbandono e sotto sequestro, aveva accolto Bray in un sopralluogo. L'uomo, un pastore di 52 anni, sposato e con figli, è morto la notte di Natale scorso. Montava la guardia a Carditello, come ogni notte, per evitare che la Reggia fosse depredata.

La lettera del Ministro. "Ho visitato la Reale Tenuta di Carditello il 26 ottobre. Mi guidava Tommaso Cestrone, che tutti hanno conosciuto come l’angelo di Carditello, il volontario che gratuitamente si occupava di custodire il giardino e gli arredi dalle incurie e dalle ruberie. Carditello è un luogo straordinario di memorie storico-architettoniche, storico-artistiche. Prima di entrare nella reggia, Tommaso mi ha ricordato che di promesse qui ne sono state pronunciate tante. “Parole politiche, davanti a televisioni; parole d’aria” come le ha definite lui, che non hanno portato mai ad alcuna soluzione. Io gliene ho fatta una, personale, l’ultima volta che l’ho sentito, la vigilia di Natale: che non ne avrei mai fatte, se non avessi avuto la certezza di rispettarle. Purtroppo non potrò dimostrarglielo, perché Tommaso ci ha lasciato quella notte, tra le mura della sua amata reggia. Tommaso è diventato il simbolo di Carditello, la testimonianza che la cultura può – e deve – essere accudita, conservata, amata. Non solo, perché Carditello deve tornare presto ad essere ciò per cui è diventata famosa nel tempo: una terra prospera, in cui le pratiche agricole e zootecniche erano modelli da imitare. Una nuova Terra del Lavoro capace di ricucire le ferite inferte da anni di abbandono e incuria. Caro Tommaso vorrei che Carditello diventasse proprio il simbolo della voglia di tutto il Mezzogiorno di operare un cambiamento forte, il simbolo di una comunità che si prende a cuore le proprie eredità culturali e storiche e le rende fruibili per la collettività intera e ne disegna, intorno al suo valore, un futuro di lavoro e benessere. Vorrei che il tuo impegno civile, la tua pazienza fossero conservati nelle mura di Carditello perché con il tuo amore ci hai insegnato che il patrimonio culturale è un bene collettivo, un grande valore di civiltà, di cui tutti dovrebbero sentirsi responsabili".

  

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