Caso Tudisco, Di Muro a Rauso: “Stai speculando sulla malattia"

Il sindaco replica al consigliere di opposizione: "Non posso accelerare pratiche dell’Inps, ma attiviamo l’assistenza domiciliare"

Santa Maria Capua Vetere - “Il consigliere Gaetano Rauso, anche nella sua qualità di funzionario pubblico, dovrebbe sapere che l’amministrazione comunale non ha alcun potere di intervento per accelerare pratiche di enti statali e istituti previdenziali”. Il sindaco Biagio Di Muro risponde così alle critiche espresse dall’esponente della minoranza a proposito della lentezza dei procedimenti dell’Inps per la concessione di sussidi all’ex assessore Mario Tudisco, in gravi condizioni di salute e di disagio.

“Considero quella di Rauso – aggiunge Di Muro – una infima speculazione sul piano morale. Non posso considerare in altro modo la strumentalizzazione politica di una vicenda che dovrebbe essere trattata con diversa sensibilità e con diversa discrezione. Così come vengono strumentalizzate, per meschini fini di parte, le parole autorevoli e di ben altro spessore pronunciate dal vescovo emerito Raffaele Nogaro. Ma, visto che sono chiamato in causa così bruscamente, mi corre l’obbligo di ribadire al consigliere Rauso che il Comune non ha alcuna influenza, così come peraltro non ce l’ha l’Asl, sull’iter procedurale degli assegni di invalidità civile e delle indennità di accompagnamento, i cui tempi dipendono dall’Inps. Sul piano personale, oltre a non aver fatto mai mancare il mio sostegno a Mario, ho dovuto limitarmi a sollecitazioni contenute nei limiti della legalità. E suppongo che il consigliere Rauso non intenda compulsarmi a compiere atti contrari alla legge. Convengo comunque con lui e con l’ex assessore Tudisco sul fatto che i tempi della burocrazia, specialmente in materie così delicate e bisognose di risposte rapide, siano esasperanti e che i ritardi nel riconoscimento di un diritto equivalgano alla negazione del diritto stesso. Devo tuttavia sottolineare che ci sono tantissime persone nelle stesse condizioni di Mario, i cui casi umani non hanno la visibilità riconosciuta a lui”.

Sul piano delle possibili soluzioni – conclude il sindaco Di Muro – “posso solo ipotizzare una strada, rientrante nelle competenze dell’ente locale, che è l’attivazione di assistenza socio-sanitaria e, in particolare, l’erogazione di una prestazione di assistenza domiciliare integrata (Adi), attraverso una richiesta all’ufficio socio-sanitario dell’Asl o al segretariato sociale dell’ambito”.

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