Il Belvedere agli sposi, Ursomando e Cobianchi presentano un'interpellanza sulla gestione del sito

Poco coerente secondo i consiglieri di opposizione che chiedono una regolamentazione nelle modalità di concessione

Caserta -  

“Fare opposizione sulla base del no e per partito preso è sbagliato, credo che sia giusto confrontarsi con la maggioranza e ragionare in termini di alternative e proposte, quando poi le idee collimano tutto è più semplice” dichiara il consigliere di opposizione Edgardo Ursomando “ed è proprio dopo la seduta di Commissione Atti di Giunta, (alla quale ha partecipato, anche, l’Assessore Felicita De Negri), che sono emerse delle contraddizioni, peraltro confermate da atti, relative alle modalità per l’utilizzo, da parte di terzi, del Reale Belvedere di San Leucio. Preso atto del modus operandi di questa Amministrazione, la Commissione e l’Assessore convenivano sulla necessità di meglio regolamentare le modalità di concessione del Belvedere. In realtà, esiste il Disciplinare per la concessione in uso degli spazi del Belvedere, ed è stato integrato nel 2011 dal Commissario Prefettizio Mattei, che ha di fatto razionalizzato l’uso del bene monumentale (in particolare del museo), che tra l’altro è riconosciuto – Patrimonio dell’Umanità dall’U.N.E.S.C.O. – ma pur regolamentando l’utilizzo del Real Sito, il regolamento lascia non poche scappatoie, che opportunamente utilizzate possono favorire la concessione dell’uso degli spazi o della struttura a titolo oneroso o addirittura gratuito, anche per eventi che di culturale hanno ben poco. Invero, l’Assessore De Negri ha fatto riferimento anche alla legge Ronchey, alla quale ispirarsi per stilare, eventualmente, un nuovo disciplinare. La Commissione si è trovata pienamente in accordo con l’intuizione dell’Assessore, alla quale vanno riconosciute indubbie qualità tecniche e culturali, e l’idea che un sito come il Belvedere vada messo a reddito, senza per questo snaturare la sua vocazione di monumento storico, è l’unica percorribile, anche visto il momento storico. Un po’ come sta proponendo il Sindaco di Napoli de Magistris per l’utilizzo del Maschio Angioino, dove dà la possibilità, con costi non eccessivi, di poter svolgere il proprio evento nella magnifico mastio affacciato sul mare. Se l’obiettivo è far cassa, per poi destinare i proventi per la manutenzione del sito, non vedo dove sia il problema: diciamo che il Belvedere si autofinanzia. Però ci vogliono delle regole, che lascino poco alla discrezionalità personale, ma qualcuno ha già precorso i tempi, sono di qualche giorno fa due determine dirigenziali che hanno come oggetto: (utilizzo spazi per matrimonio – Belvedere di San Leucio),  per un importo di euro 600,00, anche se eventi bellissimi, anzi auguri ai futuri sposi, non mi sembra rientrino tra quelli previsti nel regolamento vigente. Insomma, facciamo chiarezza una volta e per tutte, e tentiamo di rendere appetibile tutta l’area di San Leucio. Facciamo in modo che il Belvedere diventi il contenitore naturale di numerosissime manifestazioni culturali, entrando in diretta concorrenza con altre location; si persegua il principio “ pagare meno, ma pagare tutti”, per fruire di una bellezza storico/architettonica unica al mondo. Solo così il Belvedere si riapproprierà del suo ruolo di attrattore, diventando volano di economia e turismo per una nuova Ferdinandopoli.”

Commenta su Facebook