Il centrosinistra: "Tommasino sotto ricatto"

La coalizione interviene con un manifesto pubblico: “Tommasino al bivio: Sessa Domani o Sessa Aurunca?”

Sessa Aurunca -  

 “Tommasino al bivio: Sessa Domani o Sessa Aurunca?” domanda il centrosinistra  con un manifesto che sta è stato affisso in queste ore sulle mura della Città. Un duro attacco che arriva a pochi giorni dal mancato svolgimento del Consiglio Comunale, convocato in sessione straordinaria per venerdì scorso, il quale registrò l’assenza dei consiglieri comunali di maggioranza e della Giunta, scatenando proteste all’interno della Sala dei Quadri e l'idea di lanciare una petizione per chiedere le dimissioni del sindaco.

 

IL MANIFESTO - “Dieci anni fa fu una questione di “munnezza”, oggi di “fogne”, porti senza barche, grembiulini e “muratori”. Il progetto Bandiera Blu, con i suoi 80 milioni di euro, agita e inquieta. Ma la corsa è già finita. L’attenzione del centrosinistra e dei cittadini è alta e pronto il vaglio della pubblica opinione.”

Scrivono Psi, Pd, Riformisti e Democratici, Svolta Democratica, Sel, Insieme per Sessa e Rifondazione Cumunista , che continuano: “L’antisessano Tommasino, fatta la giunta dei con-fratelli forestieri, è ora pressato per smantellarla e far posto ad assessori di diversa natura. Un conto, infatti, sono le designazioni, discutibili o meno, dei Partiti, altro le presenze che le lobby, mischiandosi alla politica, pretendono a garanzia dei loro interessi.

L’improvviso ed accanito agitarsi in queste ore di una parte di Sessa Domani per ricucire la maggioranza è sospetto. Nell’incredibile anno di non governo di Tommasino, gli uomini di quest’ultima hanno costantemente umiliato il Sindaco ed incitato i consiglieri ad una crisi permanente.

Ora vogliono mani libere in virtù della cambiale che Tommasino firmò loro pur di vincere. Il Sindaco dunque è a un bivio: o cede e nomina assessore Lorenzo Di Iorio, perdendo quel poco di autonomia che forse gli resta o – mettendo in conto di andare a casa – sceglie di non stare al ricatto e di spazzare via uomini e cose di Sessa Domani come fece Di Meo.

Tommasino deve decidere di accettare o meno “un patto del diavolo”, orchestrato fuori Sessa, che comprenda forze politiche, consiglieri e consigliori, massoni, lobby private, parenti, amici e con-fratelli.

A noi, cosa deciderà, sembra superfluo e superato. Nessuna delle opzioni a sua disposizione può giovare alla Città. Per questo chiederemo a tutto il popolo aurunco di firmare per mandarlo a casa.”

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