'Una Repubblica senza Patria': un libro, una sfida. Successo al Teatro Garibaldi

Una visione totalmente drastica e negativa della situazione attuale politica ed economica odierna, quasi estrema, quella che traspare dal saggio, il quale ripercorre le vicende fondamentali del dopoguerra in Italia, dalle origini della Repubblica fino alla nostra attualità

Santa Maria Capua Vetere - Si è tenuta ieri pomeriggio, presso il 'Salone degli Specchi' del teatro Garibaldi, la presentazione del libro 'Repubblica senza Patria' ad opera di Gennaro Sangiuliano e Vittorio Feltri. Ad intervenire al meeting il presidente del consiglio comunale Dario Mattucci, il sindaco Biagio Di Muro, il dirigente nazionale 'Movimento Prima Italia' Andrea Boggia, l'autore del libro e giornalista Gennaro Sangiuliano. “Ringrazio il Dott. Sangiuliano - ha dichiarato il sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Biagio Di Muro - per la presenza onoraria nella nostra città. Questo documento ripercorre la storia d'Italia dal dopoguerra ad oggi ed è sicuramente in quegli anni che c'erano valori più forti dei nostri. Non v'era uno spettacolo pietoso tra le correnti politiche contrapposte al quale assistiamo oggi. Si cercava di lavorare per il bene comune, e purtroppo, questa situazione peggiora con l'andare avanti. Una speranza deve esserci, c'è”. 

Una visione totalmente drastica e negativa della situazione attuale politica ed economica odierna, quasi estrema, quella che traspare dal saggio, il quale ripercorre le vicende fondamentali del dopoguerra in Italia, dalle origini della Repubblica fino alla nostra attualità. Una Repubblica, appunto, che non ha più valori, usi e tradizioni. Uno Stato dove l'economia è l'unico grande motore intorno al quale tutto ruota e si modifica in un divenire continuo. “In Italia abbiamo uno Stato - ha dichiarato il vice direttore del Tg1, Gennaro Sangiuliano - che ci impone la più alta pressione fiscale del mondo occidentale, una pressione anticostituzionale. Allo stesso tempo non abbiamo una patria, una condivisione di valori, una storia unitaria. Siamo finiti nel comunismo che ha comportato un tasso di disoccupazione elevato rispetto alla Polonia; siamo passati senza accorgercene in una Repubblica presidenziale. Quando mi dicono che cosa bisogna fare, io rispondo che dobbiamo partire da un'operazione culturale. Occorre annientare il mostro dell'ipocrisia che annienta la nostra vita. La decadenza italiana che ha portato ad una riduzione se non annientamento della vita produttiva. Questo racconto non è ideologico, ma si basa su fatti, su dati. Occorre ricostruire l’Italia".

 

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