
Capua -
(di Enza Passaro) Ieri sera, presso la suggestiva cornice della Chiesa di Montevergine in Capua, si è tenuta la presentazione del libro "La stirpe Longobarda dei Capuano", di Marco Crisconio. Il volume raccoglie la storia, lungo l’arco di ben dodici secoli, della famiglia Capuano, una delle più antiche dei Patriziato della Città di Napoli, ricostruendone genealogia e vicende attraverso un corredo di fonti documentali e storiografiche particolarmente ricco ed autorevole.
I Capuano furono ascritti al Sedile di Portanova nell’anno 1343 e vi rimasero ininterrottamente fino all’abolizione dei Sedili stessi. Successivamente, i suoi componenti allistati nel cosiddetto “Libro d’Oro” continuarono a godere la loro nobiltà nell’unica Deputazione superstite dall’ancienne regime, quella della Cappella del Tesoro di San Gennaro. Relatori della serata il Cavaliere dell'Ordine del Gran Priorato di Malta, Paolo Carrano, che ha egregiamente descritto i punti salienti dell'analisi storica del Crisconio, il quale ha sottolineato la forte influenza che la famiglia Capuano ebbe sull'evoluzione storica del Mezzogiorno. Il libro è diviso in due parti. Nella prima l'Autore ricostruisce la genealogia della famiglia, a partire dal primo Pandolfo castaldo di Capua, dividendone la rappresentazione genealogica in una quarantina di tavole, intervallate da note di commento che sono quasi sempre piccole biografie di personaggi o piacevoli brevi dissertazioni su istituzioni o istituti giuridici. La seconda parte, posta a documentare e meglio illustrare la genealogia della prima parte, è molto più corposa con la sua variegata raccolta di documenti e di lunghe citazioni. In questa parte è inserita anche l'integrale riproduzione de “Il Placito di Capua” del sempre compianto Prof. Nicola Cilento, libera trascrizione in uno stile gradevolissimo del giudicato reso nel marzo 960 da Landolfo II, insieme ai figli Pandolfo I e Landolfo III, dinanzi al loro palatium di Capua nella contesa tra l'abate Aligerno e Rodelgrimo. Una pagina dallo stile ammirevole, gradevole per tutti, che costituisce anche una testimonianza di come la giustizia fosse allora rapida e efficiente.
Sul piano della ricostruzione genealogica sorprende la minuziosa cura usata dall'Autore nel ricostruire e documentare ogni legame ricorrendo, in quei punti dove la carenza di notizie certe lascia indimostrata l'esistenza di legami e fili genealogici, a supplire la carenza di dati certi con la dimostrazione di indizi e presunzioni dal rigoroso fondamento logico.
Sono intervenuti alla discussione anche il sindaco di Capua, dott. Carmine Antropoli, l'ex sindaco della città, Alessandro Pasca di Magliano, l'arcivescovo, Bruno Schettino. La presentazione del volume ha richiamato l'attenzione di molti cittadini, incuriositi, oltre che dal testo, anche dall'apertura, in via straordinaria della splendida Chiesa di Montevergine, perfettamente conservata e che da anni risultava essere chiusa.

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