'A Napoli non piove mai': il progetto all'attenzione del Mibac

L'opera di Sergio Assisi alle audizioni del Ministero per i Beni e le Attività Culturali come 'progetto di interesse culturale'

Napoli - Verranno esaminate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali tra fine maggio e inizio giugno le richieste di contributo come progetto di interesse culturale per opere prime e seconde, cortometraggi e lungometraggi. Previste le prime audizioni il 28 maggio per i lungometraggi, il 4 e 5 giugno per le opere prime e seconde e l'11 e 12 giugno per i cortometraggi. Tra le 50 opere prime e seconde figurano anche ''A Napoli non piove mai'' di Sergio Assisi, ''L'amore, il sole e l'altre stelle'' di Marco Bonini, ''Lo chiamavano Jeeg Robot'' di Gabriele Mainetti. Tra i 29 lungometraggi figurano ''A chi tocca tocca'' di Cinzia Torrini, ''Che strano chiamarsi Federico!'' di Ettore Scola, ''I Principianti'' di Claudio Cupellini, ''Il ragazzo invisibile'' di Gabriele Salvatores, ''Incompresa'' di Asia Argento, ''La buca'' di Daniele Cipri''', ''La prigione di Bobbio'' di Marco Bellocchio, ''La regina della neve'' di Carlo Mazzacurati, ''La scelta'' di Michele Placido, ''L'intrepido'' di Gianni Amelio, ''Noi 4'' di Francesco Bruni, ''Non dimenticar'' di Cristina Comencini, ''The missing paper'' di Renzo Martinelli, ''Un figlio'' di Ivano De Matteo, ''La corsa'' di Franco Berini, ''Le scarpe strette'' di Leone Pompucci.

'A Napoli non piove mai'. Il progetto: A Napoli non piove mai è una commedia, che nasce dalla volontà di raccontare una storia semplice, che mostri il cuore e il sentimento di un Sud sempre pronto a stupire. Con tutti i suoi tesori nascosti, culturali, e paesaggistici. Questa commedia racconta che bisogna sempre inseguire i propri sogni. Attraverso l’utilizzo di dialoghi divertenti, attuali, veloci e mai banali, si pone l’accento anche sulle problematiche sociali e generazionali. Il film sarà ambientato nelle location più incantevoli di Napoli e dintorni, non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche culturale e museale. I personaggi del film vivono di tutte le contraddizioni umane che al sud si moltiplicano come sotto l'effetto di una lente d'ingrandimento. Una storia che mostra come la risposta alle avversità sia sempre la semplicità.

Sinossi. Barnaba, tipico napoletano sulla soglia dei quaranta, depresso, nullafacente, soffre della sindrome del bamboccione. Svolge una vita tra l’affetto della mamma e i contrasti con un padre padrone convinto che il posto statale sia ancora la salvezza. Si lamenta di tutto, ma si bea del suo essere meridionale, reagendo alla precarietà della vita, con strafottenza e pigrizia, come se tutto fosse un gioco. Dopo l’ennesima lite in famiglia, Barnaba, ferito nell’orgoglio, decide per l’ennesima volta, di andare via di casa. Ma questa volta per sempre. La sua prima mossa è cercare ospitalità dagli amici. Dopo averne interpellati alcuni in cerca di aiuto, senza riceverne, si catapulta letteralmente nella vita di un ex compagno di scuola, un certo Antonio, lo sgobbone delle medie. Antonio, orfano alla nascita e lasciato dalla futura moglie sull’altare, soffre della sindrome dell’abbandono. Vive chiuso nel suo mondo a causa di quella delusione d'amore dalla quale non si è più ripreso e continuamente tenta invano di suicidarsi. Impiegato statale, lavora in un grigio ufficio pubblico ed è vessato di continuo dal suo capo. Remissivo di carattere, subisce l’esuberanza e i continui lamenti di Barnaba. Infatti, se lo ritrova in casa, costretto suo malgrado, ad ospitarlo. Barnaba, dopo aver stravolto la vita di Antonio, incontra Sonia, una ragazza che sconvolgerà la vita di tutti, la sua, quella di Antonio e quella di Sonia compresa. Sonia, tipica milanese, neolaureata, di famiglia benestante, è un’avvenente pittrice con un’insolita vena creativa. Intelligente, logorroica, folle e confusa, cerca di fuggire dal destino di una vita preconfezionata dal padre, che la vuole nella sua azienda e in sposa al suo commercialista. Decisa a non arrendersi al volere del padre, insegue il suo sogno da artista, quello di partecipare alla Biennale. Per caso o per destino, viene aiutata dal suo professore, che le propone di trasferirsi a Napoli per restaurare delle opere nella chiesa di un suo amico prete. Sonia è però affetta da una strana patologia, la sindrome di Stendhal. Sviene ogni qualvolta fissa un'opera d'arte o quando è presa dall’entusiasmo di spiegarne agli altri un qualsiasi concetto. I tre cominceranno un percorso fatto di amicizia amore e di ritrovata allegria, che consentirà ad ognuno di loro di trovare la propria strada, anche attraverso gli intrecci con gli altri surreali personaggi, che fanno da cornice ad una commedia dal lieto fine che racconta che comunque vada, bisogna sempre inseguire i propri sogni.

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