La storia di Rosa Amato finisce in un libro

La presentazione a Santa Maria Capua Vetere alla libreria Spartaco

Santa Maria Capua Vetere - Rosa Amato iniziò uno sciopero della fame mentre era detenuta a Lecce. Era l'ottobre del 2010, la redazione di Interno18 si occupava di questa vicenda (Leggi QUI).

Oggi Rosa Amato è la protagonista del libro “Omissis 01” (ed. Tra le righe). Rosa ha vissuto più vite in una sola. Prima semplice studentessa di Giurisprudenza, quindi boss della camorra dopo l’omicidio del fratello rimasto senza un colpevole, infine collaboratrice di giustizia. A raccontarla è il giornalista Fabrizio Capecelatro, che lunedì 25 giugno 2018, alle ore 18, racconterà ai lettori vicende ed episodi salienti che, alla fine, hanno portato Rosa Amato a “pentirsi”. L’appuntamento è alla Libreria Spartaco, in via Martucci 18 a Santa Maria Capua Vetere (Ce). A conversare con lo scrittore saranno Maria Luisa Francica, presidente del Collegio penale di Santa Maria Capua Vetere (Ce), e la dott.ssa Mara Donesi. Ingresso libero.

Il libro. La vita di Rosa Amato, studentessa di giurisprudenza che voleva diventare avvocato, è cambiata in una notte. Il 19 marzo 1999 suo fratello Carlo, appena ventunenne, viene ucciso durante una rissa in discoteca, a Santa Maria Capua Vetere. I responsabili di quell’omicidio non sono mai stati individuati: nessun testimone, nemmeno i suoi amici, sono disposti a raccontare. Tutti hanno paura dei “Casalesi”. L’unica certezza, infatti, è che in quella discoteca c’era anche il figlio di Francesco Schiavone, “Sandokan”, il capo assoluto del clan dei Casalesi.

La famiglia di Rosa cerca giustizia, inutilmente. E quando la giustizia latita, resta spazio solo per la rassegnazione. O per la vendetta. È così che gli Amato decidono di giocare sullo stesso terreno. Con l’obiettivo di contrastare una delle più potenti organizzazioni criminali del mondo nasce il clan Amato. E da quel momento Rosa diventa una camorrista. L’organizzazione cresce, diventa sempre più forte e temuta. Ma nel 2009 scattano gli arresti: prima il padre, poi Rosa e sua madre. Trasferita da un carcere all’altro, allontanata dalla figlia di pochi anni, Rosa rivede con dolore e lucidità la sua storia e le sue scelte. E alla fine decide di collaborare con la giustizia.

Quella di Rosa Amato è una storia di omertà. Dell’omertà che uccide più delle pistole. È una storia di violenza, di inutile violenza. Di una violenza che ha generato soltanto altra violenza. È una storia che dimostra come la criminalità organizzata possa entrare, da un momento all’altro, nella vita di ciascuno e cambiarla, fino a distruggerla.

Lo scrittore in carta e ossa. Nato e cresciuto a Milano, Fabrizio Capecelatro è napoletano di origini e “di spirito”. Giornalista, attualmente lavora per il quotidiano online «NanoPress.it» e cura la rubrica “La mafia è Donna” sul magazine femminile «PourFemme.it». È autore dei libri “Lo Spallone – Io, Ciro Mazzarella, re del contrabbando“ (Mursia 2013); “Il sangue non si lava – Il clan dei casalesi raccontato da Domenico Bidognetti“ (ABEditore 2017); “Omissis 01” (ed. Tra le righe 2018). Organizza corsi di sensibilizzazione verso il fenomeno criminale presso la «Società Umanitaria» di Milano e cura la collana “Terre dei Fuochi” per «ABEditore».

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