Bentornato "Settembre al Borgo" nel ricordo di Fausto Mesolella

Dopo due anni di fermo torna la rassegna a Caserta Vecchia. Oggi in conferenza stampa la presentazione del cartellone

Caserta - Identità, comunità, radici. Tre concetti chiave e un nome che li racchiude tutti. E’ quello di Fausto Mesolella, eccellenza della cultura casertana a cui sarà interamente dedicata la 45esima edizione di Settembre al borgo, dal titolo “Suonastorie nel borgo delle chitarre”. Dopo due anni di fermo, la kermesse dell’eremo riparte, rifiorisce, per dirla con un verbo caro a Fausto, sugli accordi, le note, le poesie in musica che l’esercito di amici del maestro riproporrà nel festival-tributo in programma dal 2 al 6 settembre nel borgo di Caserta Vecchia.

Tantissimi gli artisti, testimoni del percorso umano e professionale di Mesolella, che prenderanno parte alla rassegna in maniera quasi del tutto volontaristica. La parola “volontario”, più volte riproposta nel corso della conferenza stampa di stamane a Palazzo Castropignano, è apparsa anche sulla t-shirt indossata per l’occasione dal direttore artistico Casimiro Lieto, primo della nutrita schiera di collaboratori, artisti, operatori, intellettuali animati dalla volontà di contribuire alla ripresa di una rassegna che per la città di Caserta è tradizione e cassa di risonanza della particolarità sensibilità che muove verso l’enorme potenziale culturale delle eccellenze di Terra di Lavoro. A presentare il fitto calendario di eventi è stato Lieto, affiancato dal sindaco Carlo Marino. Insieme a loro l’Assessore comunale agli Eventi Emiliano Casale; il Presidente di Confindustria Caserta sezione Turismo Vincenzo Moriello, il Presidente della Camera di Commercio di Caserta Tommaso De Simone; uno degli storici fondatori del festival, Michele De Simone; l’attore Massimo Lopez, grande amico di Fausto Mesolella. Trattenuto da altri impegni ma convinto sostenitore di ‘Settembre al Borgo’ l’assessore regionale al Turismo Corrado Matera, che ha fatto giungere alla Rassegna il suo personale “in bocca al lupo”: “Sarò in prima fila ad assistere agli spettacoli”, ha assicurato.

Settembre al borgo si apre a tutti con un palinsesto di eventi completamente gratuito. Un’ edizione proposta e più volte ribadita nella sua veste economica low-profile, ma che tale non si preannuncia sul piano dei contenuti, stando al calibro e allo spessore culturale degli artisti che vi parteciperanno:  Raiz, Marco D’amore, Teresa De Sio, Massimo Lopez, Pietro Condorelli, l’israeliano Avi Avidan, tra i massimi virtuosi di tutti i tempi del mandolino, Eugenio Finardi, Ron, Lello Panico, Luca Mantovanelli, Simone Magliozzi trio, Francesco Baccini, e tanti altri ancora. A chiudere il 6 settembre sarà Alessandro Mannarino. Una kermesse su cui, tuttavia, pesa l’assenza importante degli Avion Travel, la storica formazione di Mesolella, in parte giustificata dall’annuncio nel corso della conferenza, di un probabile concerto casertano previsto per metà settembre.

 Eventi spalmati su e giù per il borgo, dal Duomo a tutta la piazza antistante, il giardino adiacente e Piazza dell’Annunziata, perché in ogni angolo del borgo, artisti-testimoni-amici tirino fuori dal cassetto il loro personale ricordo di Fausto o i lavoro realizzati insieme, per restituirli in maniera inedita e straordinaria. Lo spazio dedicato ai talenti emergenti sarà invece il cosiddetto “Palco a chilometro zero”, ovvero la modalità pensata dagli organizzatori per permettere a circa 40 musicisti di avere per 15 minuti un palcoscenico a disposizione per esprimere il proprio talento nel contesto di una rassegna di respiro internazionale.

Tutte le sere, dalle 21.00 a 00.00, la musica incontrerà l’arte contemporanea nella chiesa dell’Annunziata con l’installazione interattiva “Arpa di luce” di Pietro Pirelli e Gianpietro Grossi, una sorta di enorme chitarra laser che produce tutt’intorno straordinari effetti visivi e sonori prodotti da chiunque voglia interagire con essa.

Protagonista assoluta, la chitarra attraverserà la cinque giorni del festival su percorsi che vanno dalla tradizione portoghese, gispy e sudamericana, ai suoni della chitarra flamenca fino a quelli di casa nostra.

La passione di Mesolella per il violino e il senso di appartenenza per una comunità che ormai da tempo era diventata casa sua, quella di Macerata Campania, si intreccerà in un interessante “battle” tra il violinista Alessandro Quarta e le botti, i tini e le falci della Cantica Popolare di Macerata Campania.

Esibizioni brevi, palcoscenici piccoli e diffusi su tutto il borgo per una manifestazione che sia pur monotematica, nell’intento e nel vasto cartellone, non sembra essere ridondante.

Massimo Lopez, amico e collega di Mesolella, oggi in conferenza ha restituito il suo personale legame con un quella persona “umile, sensibile e disponibile” con cui più volte ha sposato progetti. “Avevamo dei progetti – ha svelato Lopez – ed essere qui significa averli realizzati, nonostante tutto”. Al festival, Lopez racconterà il Fausto poeta, il fausto delle parole e dei suoi testi.

In conferenza, il sindaco Marino ha più volte ribadito il senso di responsabilità che muove la città di Caserta nei confronti di un festival che è tradizione e cammina di pari passo con la sua identità storica e culturale. Ora – come ha sottolineato il primo cittadino – è tempo anche di ricominciare a pensare a come radicare la rassegna e darle strutturalità all’interno delle iniziative promosse dal Comune di Caserta. 

“La valorizzazione dei beni culturali e dei tesori di Caserta passa per l’identità e la comunità – ha spiegato Marino – e non può prescindere da Casertavecchia, che narra storie oltre la Reggia insieme alla Reggia. Allo stesso modo l’omaggio a Mesolella è in sé identità: sono felice che questo ritorno sia così qualificante. Ringrazio la Regione, i consiglieri di maggioranza e opposizione, in particolar modo Gianpiero Zinzi che ci ha dato una grande mano, e la comunità di Casertavecchia, il ceppo originario della storia e dalla cultura della nostra città”.

Intanto, Caserta,  da oggi, ha cominciato a restituire a Fausto una parte dell’immensa grandezza che il suo genio ci ha regalato in questi anni. Lo fa con un evento gratuito, con la cultura che abbraccia e avvicina la gente, tutta la gente. Questa città gli dovrà ancora tanto. Ma è un primo passo. Fausto amerebbe gente al borgo armata di chitarra, a suonare insieme a chi ha avuto il privilegio di viverlo da artista e da uomo. Fausto suonerebbe per Caserta. Fino a farla rifiorire.

IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

Si comincia sabato 2 settembre nel Duomo, con un’emozionante performance del cantante Raiz, leader degli Almamegretta, che con Mesolella aveva formato un eclettico duo, e dell’attore Marco D’Amore, che Mesolella aveva coinvolto in un tour per un esperimento a metà tra teatro e letteratura. A seguire, dopo un omaggio al tango di Mariemma Porto e Salvatore Biondi sulle note di un “classico” del chitarrista casertano, la proiezione del film “Suonerò fino a farti fiorire”, opera di musica e poesia, ispirata ad uno degli ultimi album di Mesolella, e l’esibizione dei Nantiscia, gruppo di musica popolare, di cui fa parte anche Ferdinando Ghidelli, che aveva accompagnato Mesolella nei suoi concerti. Gran finale in Piazza Vescovado con la “cantattrice” Teresa De Sio ed il suo inconfondibile folk d’autore.

Si riprende domenica 3 settembre con una giornata speciale. In mattinata, largo alle irresistibili melodie del gruppo etnico Taranterrae in Piazza Vescovado e all’ “intervista impossibile” della giornalista Francesca Nardi alla Contessa di Caserta Siffridina nel Duomo: una viaggio del passato al futuro, da leggere con le chiavi del presente. Nel pomeriggio, tre momenti imperdibili: in Piazza Vescovado, il “duello” a colpi di note tra il genio del violino Alessandro Quarta, eccellenza italiana nel mondo, e l’energia dei Bottari della Cantica Popolare; nel Giardino della Cattedrale, l’incontro tra il più grande interprete europeo del fado portoghese, Marco Poeta, ed il chitarrista casertano Luca Mantovanelli; mentre nel Duomo la maestria dell’israeliano Avi Avital, tra i massimi virtuosi del mandolino di tutti i tempi ed acclamata star delle “concert hall” internazionali. Protagonisti della serata, in Piazza Vescovado, il poliedrico artista calabrese Peppe Voltarelli, il cantautore napoletano Joe Barbieri e la splendida voce di Nunzia Carrozza, che si alterneranno sul palco fino all’arrivo di Eugenio Finardi e del suo rock ribelle.

Si prosegue lunedì 4 settembre nel Giardino della Cattedrale con il confronto tra uno dei più famosi chitarristi italiani di flamenco, Daniele Bonaviri, e il bluesman casertano Lello Panico, e nel Duomo con “la chitarra che sorride” di Armando Corsi, che dividerà la scena con Michele Ascolese ed Antonio De Innocentis, intervallati dalle “note tra le righe” della Compagnia della Città - Fabbrica Wojtyla. In serata, in Piazza Vescovado, tre nomi per tre generi e tre regioni: il siciliano Mario Incudine, uno degli interpreti più rappresentativi della nuova world music italiana; l’apprezzato duo folk Ilaria Graziano & Francesco Forni e la musica impegnata del calabrese Antonio Pascuzzo. In chiusura, un sorprendente Francesco Baccini, tra canzoni d’autore e invenzioni acustiche, con un omaggio a Luigi Tenco a cinquant’anni da quella notte a Sanremo del 1967.

Si continua martedì 5 settembre con cinque chitarre d’eccezione: nel Giardino della Cattedrale, quelle del tarantino Alessandro Chimienti, che accompagna Mannarino dal 2009, e del jazzista casertano Pietro Condorelli che si esibirà col Vito Di Modugno Trio; poi, nel Duomo, quelle di Corrado Sfogli della Nuova Compagnia di Canto Popolare, di Alessandro Finazzo della Bandabardò e di Andrea Castelfranato, funambolo delle corde. La serata andrà avanti in Piazza Vescovado con lo scambio di idee e di note tra il pugliese Mino De Santis e il siciliano Tony Canto, che cederanno il testimone alla voce originale di Simona Sciacca. La conclusione della giornata spetterà a Ron e ai successi indimenticabili di oltre quarant’anni di onorata carriera.

Si chiude mercoledì 6 settembre, nel Duomo, con la presentazione del vinile di inediti di Fausto Mesolella, intitolato “Taxidi” e prodotto da Giulio Cesare Ricci, un appassionante passo a due della Arabesque Dance Company di Annamaria Di Maio e la lettura dei testi di Mesolella, affidata alla voce e al cuore di Massimo Lopez, accompagnato da Franco Mantovanelli e Ferdinando Ghidelli.

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