"Libera nos a malo". Il docufilm sulla festa di Sant'Antuono approda al Museo delle Civiltà di Roma

Il 21 giugno, la musica dei bottari di Macerata sarà protagonista di un grande evento a porte aperte nella Capitale

Macerata Campania/Roma - “Questo ritmo mi ricorda il cielo”. Ilaria ha 11 anni, suona la falce, ed è tra i protagonisti del docufilm “Libera nos a malo” prodotto dall’emittente Tv 2000 e curato dal giornalista Luigi Ferraiuolo. 55 minuti di immagini ed interviste scandite dai ritmi primordiali di falci, tini e botti, strumenti di una tradizione contadina secolare che qui, a Macerata Campania è appartenenza, identità, culto e patrimonio.

Strumenti che la tradizione vuole capaci di scacciare il demonio, in un rito secolare che si rinnova di anno in anno a Macerata Campania. E' la tradizione musicale in onore di Sant'Antuono (ovvero Sant'Antonio Abate) che il 17 gennaio viene celebrata a Macerata Campania.

Un viaggio contemporaneo e a ritroso che ritrova nella dimensione onirica, il sogno di un bambino, Pasquale, l’inizio di un racconto in cui l’elemento primordiale e moderno si sfiorano nel continuo passaggio di testimone di padre in figlio, di generazione in generazione. Come Pasquale, che vuole diventare "capobattuglia", come il padre ed il nonno.

 Gli elementi portanti sono la musica la percussione che si ricava dagli attrezzi della terra, i carri a forma di barca decorati con foglie di palma e la pasta con le castagne bollite. Chi suona questi strumenti viene chiamato "bottaro", l'insieme dei bottari è definito "battuglia", che è anche il nome del carro, e la pietanza della festa prende il nome di "pastellessa" (piatto creato da quello che tutti ricordano come Zio Antonio).

 A Macerata Campania la tradizione vuole che la musica ottenuta percuotendo gli strumenti da lavoro della terra allontani il maligno per avere un ottimo raccolto, ma oggi è utilizzata anche per la musicoterapia.

"Il docufilm «Libera nos a malo» – commenta così Vincenzo Capuano, segretario dell'Associazione Sant'Antuono & le Battuglie di Pastellessa – è un regalo fatto non solo alla comunità maceratese, ma al mondo intero. Con fede, onore, rispetto e passione i cittadini di Macerata Campania portano avanti da secoli questa bella tradizione, ricordando che siamo dei suoi figli e non dei suoi padroni. La musica di Sant'Antuono eseguita dai bottari non è solo uno straordinario esempio di musica primigenia ed espressione genuina del patrimonio sonoro campano, ma è la storia tangibile e visibile di una grande civiltà, di una identità e di una appartenenza, senza pari nel mondo".

Nelle tappe che hanno scandito l’itinerario sul quale si sta muovendo la carovana di promozione del culto-patrimonio maceratese, il prossimo 21 giugno 2017 rappresenterà un altro approdo significativo.

A partire dalle ore 16 l'Associazione Sant'Antuono & le Battuglie di Pastellessa sarà a Roma EUR presso il "Museo delle Civiltà - Museo delle Arti e Tradizioni Popolari" per partecipare alla Festa della Musica. Un grande evento nazionale a porte aperte e gratuito, nel corso del quale verrà presentato e proiettato "«Libera nos a malo».

A seguire la tavola rotonda con l'Istituto Centrale di Demoentnoantropologia (MiBACT) e la Commissione UNESCO Italia riguardo il progetto di candidatura UNESCO della festa di Sant'Antuono di Macerata Campania. Concluderà la partecipazione l'esibizione della tipica "Battuglia di Pastellessa" con i bottari di Macerata Campania.

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