'The Domitiana', le foto di Giovanni Izzo raccontano il litorale

Le foto saranno esposte al 2nd General Conference of the ECPR Standing Group on Ogranised Crime che si terrà presso la University of Bath il 7 e l’8 luglio

Castel Volturno - In occasione della 2nd General Conference of the ECPR Standing Group on Ogranised Crime che si terrà presso la University of Bath il 7 e l’8 luglio p.v., Giovanni Izzo è stato invitato ad esporre la sua ricerca sulla Domitiana portata avanti dal fotografo campano da oltre due decenni. La mostra ripercorre grazie ad un sapiente uso del mezzo fotografico l'interminabile strada domitia che dai Campi Flegrei arriva al litorale casertano, fin quasi al Lazio, attraverso centri come Villaggio Coppola, Castel Volturno, Mondragone, Baia Domizia, valicando due fiumi e rasentando un’infinità di borghi costieri.

 Dalla metà degli anni ’90, il Litorale Domitio smette di essere la meta estiva dei napoletani e dei casertani, il progetto di conurbazione con il capoluogo viene abbandonato:qui e nel raggio di chilometri, le istituzioni e la società civile ancora non hanno deciso qual è oggi la loro priorità: lo sviluppo economico o la lotta contro la camorra. Allo stato dei fatti, il primo obiettivo esclude il secondo. Di questa strada lo sguardo di Giovanni Izzo racconta, non taglia, non chiama né ferma, ma dà voce ai tanti racconti che ognuno pensava di aver dimenticato: prostituzione, illegalità diffusa, abusi edilizi, immigrazione clandestina, crimine organizzato, sono immortalati nel bianco e nero di una fotografia in grado, così, di restituire tutta la drammaticità del contesto sociale di quest’area.Gli scatti inquadrano, dunque, scorci di criminalità africana, camorra, malaffare e malcostume, povertà endemica e immigrata. Ritraggono senza veli, ma con poetica pietà, il paesaggio della miseria, della sofferenza e della fatiscenza, prodotto e nutrimento di ricchezze delittuose. Sono cronaca, racconto e opera d’arte.

La mostra, curata da Luca Palermo, non sarà una semplice esposizione di stampe fotografiche, ma un vero e proprio ambiente installativo immersivo nel quale il visitatore si troverà al centro di una proiezione alla quale fanno da corollario voci e suoni da un mondo reale. 

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