Da Jerry Masslo a Miriam Makeba.Castel Volturno inaugura il Museo delle Culture

Un percorso didattico e insieme di consapevolezza, conoscenza e dialogo con il territorio e le sue pluralità

Castel Volturno - Intercultura e sostenibilità. E’ su questo binario che correrà il “Museo delle Culture”, l’iniziativa nata nell’ambito del progetto La Res – Rete di Economia Sociale, in collaborazione con il Centro Fernandes di Castel Volturno e con il contributo della "Fondazione per il Sud". Il taglio del nastro, in programma per la giornata di domenica 19 giugno, alle 10,30, sarà, inoltre, l’occasione per la stipula del “Patto per l’interculturalità territoriale” tra il comune di Castel Volturno, quello di Casal di Principe (rappresentati dai sindaci Dimitri Russo e Renato Natale) .L’accordo, finalizzato alla progressiva realizzazione di pratiche di convivenza civile e di dialogo sociale tra le culture, sarà insieme promotore di una migliore fruibilità dei servizi pubblici per gli utenti stranieri.

Museo delle Culture – Da Jerry Masslo a Miriam Makeba

Un percorso didattico e insieme di consapevolezza, conoscenza e dialogo con il territorio e la sua pluralità, racchiuso tra i nomi diventati simbolo di riscatto civile e culturale. Un veicolo che, al tempo stesso, aspira ad essere il fine di un interscambio tra utente, territorio e comunità al fine di restituirne la complessità e la bellezza.

Nasce così l’idea di un polo multiculturale, dove l’immigrazione diventi risorsa del territorio locale, in sintonia con il principio di sostenibilità, dato in questo caso dall’integrazione di tale attività alla programmazione di turismo responsabile e sociale previsto dal progetto La Res.

Un’idea nata, insomma, sulla scorta di un duplice intento. In prima istanza, quello di realizzare, all’interno del Centro Fernandes, un “officina” interculturale concepita come spazio aperto per costruire l’integrazione e la contaminazione tra le 71 diverse culture presenti a Castel Volturno e gli autoctoni. Storia, cultura, tradizioni e usi di paesi come la Nigeria, il Ghana, la Polonia, l’Ucraina, l'India, alcune tra le nazionalità la cui presenza massiccia sul territorio castellano e delle aree limitrofe, da una parte ne rende di vitale importanza la conoscenza, e dall’altra ci induce a ripensare relazioni, assetti urbani e servizi all’altezza della sfida.

Il Museo delle Culture sarà, dunque, una porta di ingresso su di un intero territorio, le cui dinamiche culturali, retaggio delle popolazioni straniere che lo abitano, sono spesso sacrificate in nome della cronaca e delle vicissitudini di carattere sociale. . Lo sarà anche grazie a “Miraggio”, l’opera realizzate in ferro a tratti ossidato da Giovanni Pirozzi (già apprezzato per il progetto “Luci di Speranza e i "manichini malati di tumore") e Francesco Cretella,  per rappresentare la sofferenza che accompagna e corrode la vita dei migranti.

Non a caso realizzato all’interno di uno spazio deputato all’accoglienza, il Museo delle Culture è solo un punto di partenza di un percorso molto più ampio che ci vede tutti coinvolti alla scoperta della vita, delle storie degli uomini e delle donne con cui viviamo il confronto quotidiano, spesso ignari della dietrologia culturale che sottende alle azioni, ai comportamenti e al credo.

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