'Portoni aperti': il Natale tra i vicoli di Santa Maria a Vico

L'evento è stato organizzato dalla Pro loco in collaborazione con l’amministrazione comunale.

Santa Maria a Vico - Il Natale si introduce ormai nei vicoli, addentrandosi nei portoni delle città sino a raggiungere i cuori.

E’ quello che è riuscito ad avverarsi a Santa Maria a Vico: per la decima volta, la pro loco in collaborazione con l’amministrazione comunale ha rappresentato l’iniziativa ‘Portoni aperti’, verso il Natale e nel segno della solidarietà. I peculiari mercatini ospitati a via Roma, nei portoni degli edifici più antichi della città, hanno rappresentato un’attrattiva non solo per i sammaritani. A suscitare l’interesse dell’intera Valle di Suessola è stato sicuramente un portone che, seppur di piccole dimensioni, è riuscito a rappresentare ben 46.8 kilometri di storia. La mostra fotografica a cura di Carmine Guida nata sui binari ultracentenari della Benevento – Cancello ha regalato a chi per anni ha viaggiato in quella tratta, emozioni vissute da un’altra prospettiva.

Camminare a piedi su binari ultracentenari ricchi di storia non è certo usuale e quotidiano. Il viaggio di Carmine Guida , durato circa un anno, ha rappresentato le testimonianze dei protagonisti, la storia, le foto d’epoca, il tracciato, le curiosità e gli aneddoti che non si trovano in alcun testo, perché raccontati da chi in ferrovia ha vissuto una vita intera: “La ricostruzione del passato va fatta con il criterio che dà maggiori garanzie di verità: il criterio di lasciar parlare la documentazione iconografica… testimone insospettabile ed eloquente”.

E’ solo grazie a questo percorso che anche molti giovani presenti hanno potuto introdursi nelle storie di intere generazioni di ferrovieri, quelli delle locomotrici a vapore e quelli dei moderni treni: proprio come la storia di un uomo che ebbe l’ingegno di far viaggiare gli autobus sui binari: il ‘treno bus’ ideato dal Commendatore Umberto Perrotta.

E’ il secondo viaggio che Carmine Guida ha condiviso con l’intera cittadinanza: molto più lungo e complesso infatti, quello durato circa quattro anni, avente come protagonista indiscusso l’acquedotto, altra risorsa immane del territorio. L’idea dell’artista è quella di  adottare ancora un’altra forma di viaggio: la scrittura di un libro, testimone di cotanta ricchezza storica, artistica e culturale è tra i progetti dell’autore.

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