Mondragone. Ecco i risultati degli scavi archeologici, ieri la conferenza

Si è tenuta ieri la giornata di studio che ha presentato i risultati degli ultimi anni di scavi archeologici (2011-2014) di Rocca Montis Dragonis – Roccia San Sebastiano.

Mondragone - Nel pomeriggio di ieri, presso la sala conferenze 'Mario Pacifico' del Museo Civico Archeologico 'Biagio Greco' in Via Genova, si è tenuta una giornata di studio che ha presentato i risultati, dopo quattordici anni di scavi senza interruzioni, degli ultimi anni di scavi archeologici (2011-2014) di Rocca Montis Dragonis – Roccia San Sebastiano.

La giornata è iniziata con i saluti istituzionali di Valerio Bertolino, Assessore ai Beni Culturali, Lucia Smirne Assessore alle Attività Culturali e del Sindaco di Mondragone Giovanni Schiappa, che hanno affermato che, al di la del colore politico delle amministrazioni passate, dal 2001, anno di inizio degli scavi, ad oggi, tutte si sono impegnate seguendo le sorti di questo museo ed oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti. “L’ultima novità – afferma il sindaco Schiappa - che ha cercato di far crescere sempre più la struttura museale è stata quella di offrire una vera e propria foresteria ai giovani che ogni anno nel mese di settembre vengono a collaborare o fare ricognizione sul nostro territorio, infatti, l’immobile comunale in via Maggiore Boccucci (ex scuola elementare) è stato adibito con degli interventi a foresteria per i giovani archeologi.”

Dopo i ringraziamenti sono intervenuti per gli approfondimenti:

Il dott. Luigi Crimaco, Direttore archeologo Museo Civico Archeologico 'Biagio Greco': “Ringrazio tutti quelli che credono è hanno creduto in questa struttura. - afferma il direttore museale –Il nostro museo si è arricchito di reperti. In questi ultimi quattro anni gli scavi hanno dato dei risultati incredibili. Abbiamo avuto dei ritrovamenti eccezionali, di cui una porzione è esposta nelle vetrine e la restante parte si trova nei magazzini.” Con una certa ironia, il dott. Crimaco rivolgendosi al Sindaco, dichiara che vista la grande quantità di reperti trovati, che c’è bisogno di una nuova sede. “E’ stata creata – continua il direttore Crimaco – una convenzione dal punto di vista didattico con il Liceo Classico A. Nifo di Sessa Aurunca con un indirizzo archeologico.”

Sono seguiti gli interventi del prof. Marcello Piperno Università di Roma La Sapienza e del dottor Carmine Collina, responsabile scavo Roccia San Sebastiano: “La grotta Roccia San Sebastiano rappresenta un sito fondamentale per la comprensione delle dinamiche di popolamento preistorico di tutto il versante tirrenico. Abbiamo una documentazione che tratta tutta la storia tra il paleolitico medio e il paleolitico superiore, cioè del momento di frequentazione in Europa  dell’uomo di Neanderthal e l’uomo Sapiens.” All’interno della grotta sono state ritrovate stalagmite con sopra incisioni e colature di ocra.

Il prof. Carlo Rescigno Seconda Università di Napoli, Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera, Unibas: “Abbiamo recuperato i vecchi scavi sull’area del Santuario lungo la Domiziana in prossimità della vecchia foce del fiume Savone. Questi scavi sono iniziati negli anni ’60 e proseguiti a più riprese negli anni ’70 e in parte negli anni ’80. Lo scavo ha permesso di recuperare quattrocento cassette profonde che comprendono migliaia di reperti.”

Il prof. Gianluca Grassigli, Università degli Studi di Perugia: “Essendo gli ultimi arrivati, non abbia tanto ancora da raccontare, questo è un impegno che prendiamo per l’anno prossimo per raccontare un bel pò di cose nuove. Ringrazio l’Amministrazione comunale che ci ha invitato a collaborare in un museo molto attivo.”

Il prof. Dimitri Roubis, Ibam Cnr, Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera, Unibas: “Ringrazio il direttore del Museo Luigi Crimaco e l’Amministrazione Comunale. Abbiamo avviato una ricerca per rispondere ad una domanda specifica che si è posta dai direttori delle ricerche dello scavo archeologico e cioè quali erano i territori sfruttabili intorno al castello. Ovviamente i territori sfruttabili per attività sono quelli alle pendici perché risulta impossibile nella sommità.

La Prof.ssa Francesca Sogliani, Direttore Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera, Unibas: “Ogni anno l’Amministrazione comunale ha creduto in questa magnifica impresa che ha fortemente voluto il dott. Crimaco. E’ un forte investimento culturale per il territorio che serve a tutta la comunità. Le ultime campagne di scavo degli ultimi quattro anni si sono concentrate sul pianoro sommitale del sito fortificato della Rocca Montis Dragonis e su una parte di difesa che interessa la zona di accesso dell’altura. Questo sito ha avuto un importanza fondamentale per il controllo strategico del territorio durante tutta l’età normanna, sveva e angioina fino a poi tutto il XIV sec. e fino alle soglie del periodo vicereale. Le indagini condotte fino ad oggi hanno permesso di ricostruire tutto l’assetto topografico di questo insediamento fortificato. Questo sito rappresenta uno dei contesti di altura fortificati medievali più estesi ed articolati dell’Italia meridionale.

A conclusione dell’evento il moderatore Francesco Nazzaro da appuntamento a dicembre per la presentazione del libro curato dal Dott. Luigi Crimaco e la Prof.ssa Francesca Sogliani e a febbraio verranno presentati i volti della sepoltura medievale e una ricostruzione dell’uomo dei Neanderthal.

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