Trionfo finale per “Settembre al Borgo 2014”: in 6mila per la Festa del Borgo

Il direttore artistico della kermesse, Nunzio Areni, lancia l’allarme: “Salviamo la nostra cultura"

Caserta - Mille e più persone in piazza all’una di notte. Un piccolo miracolo ha concluso la 44 esima edizione di “Settembre al Borgo” domenica 7 settembre. Come un pifferaio di Hamelin, Hevia ha richiamato giovani e famiglie in piazza del Vescovado a Casertavecchia per il concerto notturno - e conclusivo - della manifestazione. Un successo nel successo di una giornata che ha ospitato 6 mila visitatori e ha visto avvicendarsi per le vie del Borgo, nel Duomo (stracolmo per l’Exeredati Mundi di Enzo Avitabile) e sul palcoscenico in piazza musicisti, attori, performer. La “Festa al borgo Pantagruel” ha regalato emozioni un po’ a tutti: i bambini hanno seguito l’itinerario fiabesco del gruppo “La mansarda”, gli amanti del ‘700 hanno ascoltato “La voce del barocco”. Poi i Taranterrae, Avitabile, la Banda Borbonica, King Naat Veliov and the Original Kocani Orkestar e la compagnia Gli Ipocriti con “Il Varietà” hanno guidato la festa fino a mezzanotte, quando sul palco sono apparsi Hevia e il suo trio. I dati del festival sono importanti: tra il 29 agosto e il 7 settembre Casertavecchia è stata visitata da 15 mila persone circa, tra pubblico pagante e visitatori per gli spettacoli gratuiti. Un bilancio più che positivo per il direttore artistico Nunzio Areni che dice: “Da Casertavecchia parte un grande grido: basta con le musiche in tournée. I festival sono un’altra cosa, non una macedonia di date acquistate tra il mucchio delle offerte da discount. Abbiamo offerto un altro progetto e abbiamo tutte le carte in regola per andare avanti se comprendiamo che dobbiamo salvaguardare la nostra cultura, promuovere i nostri luoghi e costruirvi intorno la possibilità di creare nuovo turismo e opportunità per i giovani”.

 Fa eco il Presidente della Provincia Domenico Zinzi: "La 44esima edizione del Settembre al Borgo si chiude con un bilancio molto positivo in termini di partecipazione e di interesse manifestato dal pubblico. La gente ha apprezzato il ritorno alle origini per quel che riguarda l'offerta culturale ed artistica proposta quest'anno e questo era uno dei nostri principali obiettivi. Va ancora sottolineato come in questa edizione residenti ed operatori del Borgo siano stati maggiormente coinvolti in tutte le numerose iniziative svoltesi in questi dieci giorni. “Settembre al Borgo” è Casertavecchia ed è il messaggio che, con la 44esima edizione della rassegna, è stato efficacemente lanciato e recepito. La‘Festa del Borgo’ che ha animato i vicoli del centro per l’intera giornata di domenica ne è stato l’esempio più lampante. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato con impegno al Festival, a partire dal direttore artistico, Nunzio Areni. Ora l'obiettivo di tutti deve essere quello di valorizzare e sfruttare le enormi potenzialità di Casertavecchia, non solo durante questa manifestazione ma organizzando momenti di promozione territoriale che consentano al Borgo di diventare un formidabile attrattore turistico".

L’edizione 2014 del festival ha offerto spettacoli unici come l’omaggio di Giorgio Albertazzi a William Shakespeare, una produzione appositamente creata per Casertavecchia come “Eduardiana” che ha visto sul palco sei primedonne del teatro italiano (Lina Sastri, Alessandro Preziosi, Michele Placido, Mariangela D’Abbraccio, Serena Autieri e Albertazzi), le date uniche in Italia dei Les Trois Magnifiques e dei Los Vivancos. Senza dimenticare i “tutto esaurito” per Eduardo De Crescenzo e Renzo Arbore. “Ho creduto in un progetto di rinascita di un luogo, in nome di quell’identità per cui tutti sono venuti e hanno dato il proprio contributo - afferma Areni -. Ogni artista si è sentito coinvolto e mi chiede quale sarà il prosieguo della rassegna. E’ la massima soddisfazione che potessi ottenere. Mentre erano sul palco gli attori di ‘Eduardiana’ erano increduli, non riuscivano a crederci, hanno capito che anche con poco tempo a disposizione era possibile stare insieme. Sono le cose che un direttore artistico vuole sentirsi dire”.

 

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