Da Carditello alle 22 residenze borboniche: viaggio attraverso la storia dimenticata

La rassegna dedicata ai siti borbonici in Campania si terrà dal 17 al 24 aprile

San Tammaro - Il Real Sito di Carditello ha ispirato la rappresentazione fotografica sulle residenze borboniche presenti in Campania. Gli ‘Orange reEVOlution’, l’associazione culturale partenopea guidata dall’architetto, Raffaella Forgione, ha organizzato una particolare rassegna dedicata ai siti borbonici presenti in Campania. L’inaugurazione avrà luogo nella degna cornice del Belvedere di San Leucio a partire dalle 17.30 di giovedì 17 e proseguirà fino al prossimo 24 aprile. L’essenza della mostra è svelata da suo stesso titolo ‘22 Double Two Siti Reali Borbonici in Campania: la storia dimenticata’. Il gruppo capitanato dall’architetto Forgione si è già distinto, nel recente passato, per le ‘sanguigne’ battaglie e le tante iniziative messe in campo a tutela del sito reale di Carditello, la fattoria borbonica immersa nelle campagne di San Tammaro. L’esposizione organizzata dagli ‘Orange’ in unione con l’assessorato al turismo e grandi eventi del comune di Caserta, si sgrana in un percorso immaginario che unisce tra loro i ventidue pannelli, icone di una storia ancora viva al sud, accompagnati da tavole ampiamente descrittive. E’ la presidente dell’associazione a raccontare come nasce l’idea di questa manifestazione: “L’idea è nata nell'ottobre 2012 – spiega Raffaella Forgione - partecipando ad un bando promosso dall'assessorato alla cultura del comune di Napoli. Da alcuni mesi eravamo impegnati nella battaglia per Carditello, uno dei siti reali borbonici, e rimanemmo sorpresi nel renderci conto che nessuno aveva mai pensato di inserire i siti reali borbonici nell’elenco dei monumenti tutelati dall’Unesco. Di contro però, al nord, erano stati spesi 238 milioni di euro per il restauro della reggia di Venaria e, nel contempo, era stata istituita una lista Unesco delle regge sabaude; stabilimmo subito che occorreva fare lo stesso per le nostre bellezze architettoniche e paesaggistiche, uniche al mondo. Nel corso della ricerca – prosegue l’architetto - abbiamo scoperto l'esistenza di siti reali quasi cancellati dalla memoria collettiva come ad esempio il Demanio di Calvi, dove si conservano resti della cappella reale. Bisognava raccontare quella bellezza monumentale, la storia dimenticata di questi siti ed anche denunciare il degrado e l’abbandono subito da alcuni di essi. Abbiamo, quindi, elaborato un progetto scientifico sottoponendolo alla Soprintendenza di Napoli, chiedendo di realizzare una mostra che raccontasse le ventidue residenze reali. Il nostro progetto ‘22 Double Two’ non è soltanto una mostra ma comprende un'azione ad ampio raggio: un video-contest rivolto ai giovani, un archivio fotografico, un film-documentario, la promozione di una lista Unesco e altro ancora”. I siti reali sono stati cristallizzati dagli scatti della fotografa amatoriale partenopea, Antonella Maiorano: “L’incontro con la reggia di Carditello – racconta l’autrice delle 22 tavole - un pomeriggio di febbraio del 2012, mi ha fatto scoprire l’emozione profonda che un particolare architettonico o un edificio trascurato può suscitare. Rimasi colpita, tanto da innamorarmene, dalla struggente bellezza della fattoria borbonica. Un luogo unico, quasi incantato e immobile nel tempo, che faceva a pugni con il territorio circostante; allora disseminato d’immondizia. Partito il progetto della mostra, è iniziato il mio girovagare per la Campania. Villa d’Elboeuf a Portici, la Cappella reale nel territorio del Demanio di Calvi, lo stesso Palazzo Reale a Venafro, ormai quasi completamente coperto di rovi, ha suscitato in me emozioni contrastanti. Il cupo silenzio negli edifici dei Borbone, abbandonati nel degrado, altro non è che l’urlo di dolore, la preghiera, la richiesta di aiuto di chi voce sembra non averne più. Un silenzio che, in qualche modo, chiede di essere interrotto e che sicuramente ha colpito la mia immaginazione”. Con queste premesse, dunque, l’appuntamento è alle 17.30 di giovedì prossimo presso il Belvedere di San Leucio con i ventidue siti borbonici campani.

Commenta su Facebook