Caserta. Svendita del Teatro Comunale, il tutto a danno dei 'piccoli'

Meno di 1400 euro al mese pagati dal Teatro Pubblico Campano per la gestione annuale della struttura in via Mazzini: è un retaggio dell'amministrazione Petteruti. All'interno i costi che sostengono realtà quali il Civico 14 e Officina Teatro

Caserta - Canone di concessione del teatro comunale di Caserta, la tariffa agevolata continua. Quest'anno l'associazione Teatro Pubblico Campano, gestore del teatro di via Mazzini, ha pagato 16.645 euro per la concessione annuale. Poco meno di 1400 euro al mese. L'anno scorso la cifra pagata fu ancora minore: 15.750 euro. Stiamo parlando, evidentemente, di cifre molto basse, che non fanno entrare nelle casse comunali risorse che potrebbero tranquillamente essere ben più ingenti. 

La sofferenza dei piccoli. Per rendere le idee più chiare sulle cifre, vediamo quanto pagano di fitto gli altri teatri casertani: Officina Teatro di San Leucio, 90 posti, paga circa 3000 euro al mese; il teatro civico 14, di vicolo Della Ratta, 50 posti, non ha voluto rivelare il fitto mensile, ma dice genericamente di pagare più del canone di concessione sborsato dal Teatro Pubblico Campano: "Ma in più loro hanno anche la concessione del Caffè degli Artisti compresa nel prezzo", dice Ilaria Delli Paoli del Civico 14.

Le origini della vergogna. La questione è ormai nota a tutti già da qualche anno e ha scatenato l'indignazione di cittadini e lavoratori del mondo del teatro che operano in città. Questa vantaggiosissima concessione deriva da una aggiudicazione fatta durante la giunta Petteruti nel 2009. L'appalto ha una durata di 9 anni. Quindi, fino al 2019 la situazione rimarrà questa, con i piccoli teatri indipendenti che continueranno a pagare fior di quattrini per spazi molto più piccoli e con posizioni meno prestigiose di quella del Comunale. E con il Teatro Pubblico Campano che al massimo dovrà sborsare un migliaio di euro in più l'anno per l'eventuale adeguamento Istat.

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